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    ARCHEO - L’INTERVISTA DEL 2010 ALLO SCENEGGIATORE TEODOSIO LOSITO: “IL MIO LAVORO NON È PIÙ IMPORTANTE DI QUELLO DELLA SIGNORA DELLA TINTORIA. SE TRASH SIGNIFICA STARE DALLA PARTE DEL PUBBLICO ALLORA SONO TRASH. NON SONO SNOB, IO VOGLIO SEMPRE ESSERE AGGIORNATO DALLA CASALINGA DI VOGHERA, A DIFFERENZA DEI CRITICI CHE LA VORREBBERO VEDERE MORTA…”


     
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    1 - ADDIO ALLO SCENEGGIATORE TEODOSIO LOSITO: HA FIRMATO TANTE FICTION MEDIASET DI SUCCESSO

    https://www.tgcom24.mediaset.it

     

    TEODOSIO LOSITO TEODOSIO LOSITO

    Addio allo sceneggiatore Teodosio Losito, noto per fiction di successo, tutte trasmesse sulle reti Mediaset, come "L'onore e il rispetto", "Il bello delle donne", "Caterina e le sue figlie", "Il peccato e la vergogna", "Io ti assolvo" e "Baciamo le mani". Scomparso all'età di 53 anni, Losito è stato trovato morto nella sua abitazione di Roma.

     

    Non sono ancora state chiarite le cause della morte, ma non si esclude l'ipotesi del suicidio. Le sue fiction, quasi tutte realizzate in coppia con il produttore Alberto Tarallo di Ares Film, con cui da vent'anni aveva instaurato un sodalizio vincente sulle reti del Biscione, hanno fatto incetta di ascolti lanciando volti come Gabriel Garko e Manuela Arcuri e riportando in auge attrici del calibro di Giuliana De Sio.

     

    In giovanissima età Losito aveva anche partecipato al Festival di Sanremo del 1987 con la canzone "Ma che bella storia". Come sceneggiatore aveva debuttato con la serie "Il bello delle donne" nel 2001, per arrivare al cinema con "Passo a due" di Andrea Barzini cinque anni dopo. Tra i suoi ultimi lavori, "L'onore e il rispetto 5" e il ritorno de "Il bello delle donne... alcuni anni dopo".

    Teodosio Losito a Sanremo 1987 Teodosio Losito a Sanremo 1987

     

    2 - LOSITO: "FICTION TRASH? STO DALLA PARTE DEL PUBBLICO"

    Silvia Fumarola per www.repubblica.it - (29 settembre 2010)

     

    Record di ascolti e critiche feroci come non si leggevano da anni. Persino gli spettatori più snob non si sono persi una puntata facendosi grandi risate, e vergognandosi di ammettere di avere visto i baci appassionati di Gabriel Garko e Manuela Arcuri.

     

    "Fiction trash" sono state definite Il peccato e la vergogna e L'onore e il rispetto, e ancora prima Mogli a pezzi, ormai un genere a parte nell'universo televisivo. Serie che hanno grande successo popolare (milioni di spettatori a puntata), eredi dei fotoromanzi e dei film di Matarazzo, dove tutto è al quadrato: passioni, baci, fughe, tradimenti, bocche e seni.

     

    Teodosio Losito ai tempi di Sanremo Teodosio Losito ai tempi di Sanremo

    Dietro questo mondo pop c'è Teodosio Losito, nome che sembra inventato, presenza discreta: mai concesso un'intervista, al punto che girava voce che non esistesse e fosse un nom de plume di qualche sceneggiatore deciso a non esporsi. Invece è un bel quarantacinquenne, ragioniere, ex muratore, ex ortolano, ex modello, piccole parti come attore, famiglia pugliese emigrata a Milano ("Ho 22 zii"), nome ereditato da uno zio materno morto in guerra.

     

    "Apparire non m'interessa. Il mio lavoro non è più importante di quello della signora della tintoria. Se trash significa stare dalla parte del pubblico allora sono trash. Non sono snob, io voglio sempre essere aggiornato dalla casalinga di Voghera, a differenza dei critici che la vorrebbero vedere morta".

     

    Va bene Losito, lei è dalla parte delle casalinghe.

    "È rimasto l'archetipo. Guardi che nel corso degli anni si è emancipata: non è così volgarotta, si depila, va dall'estetista, legge. Ma questo i critici non lo sanno".

     

    Come le vengono in mente le storie che scrive?

    Teodosio Losito a Sanremo 1987 Teodosio Losito a Sanremo 1987

    "Ho sempre scritto, fin da ragazzino. Il cinema era la mia passione: sprofondavo nella poltrona, stavo seduto nella platea vuota con lo schermo bianco davanti e immaginavo le storie".

     

    Ma com'è arrivato a fare lo sceneggiatore?

    "Studi da ragioniere, ho lavorato per non pesare sulla famiglia: ho fatto di tutto. Da modello facevo la spola tra Milano e New York. Ho studiato tecnica di scrittura. Nel '97 Alberto Tarallo ha letto Il morso del serpente, che poi è diventato un tv movie ed è nata la collaborazione. Tanti pensavano che dietro il nome Teodosio Losito potesse esserci chissà chi. Ma non m'interessa dimostrare che esisto".

    Teodosio Losito Teodosio Losito

     

    Losito e Tarallo, siete una ditta. Anche nella vita.

    "Un duo: non ci siamo mai nascosti, siamo felici alla faccia degli invidiosi. Senza di lui non sarei esistito. Scherzando qualcuno diceva: "Losito è un genio". No, noi siamo un genio. Io e Alberto siamo una persona sola. Lavoriamo insieme, pensiamo i titoli delle fiction e li difendiamo fino alla fine, anche con Canale 5. Crediamo in quello che facciamo".

     

    Quando parlano delle sue fiction, si tira in ballo Matarazzo.

    "Mi piace il melò, ma mi sono ispirato molto di più a Douglas Sirk. Ho adorato Lo specchio della vita, mi è rimasto impresso il rapporto tra madre e figlia, che ho riportato nel Peccato e la vergogna sotto aspetti diversi. Lì era il razzismo per il colore della pelle, qui c'è la figlia che non accetta di essere ebrea e ripudia la famiglia. Caldo criminale (stasera su Canale 5, ndr) con Garko e la Ferilli, invece, è più giallo, c'è un'atmosfera hitchcockiana".

     

    Paragoni arditi. Le critiche la feriscono?

    TEODOSIO LOSITO TEODOSIO LOSITO

    "Mi fanno sorridere, sia quelle positive che quelle negative: il film appartiene a chi lo vede, non posso mettere d'accordo tutti. Accetto una critica se chiarisce un mio errore e aiuta a migliorarmi, ma se si riduce in battute non fa un buon servizio".

     

    Non ha mai il dubbio di esagerare?

    "No, sono passionale, seguo le emozioni senza censurarmi".

     

    Nelle sue serie c'è spesso la coppia Garko-Arcuri.

    "Scrivo pensando a loro, conosco il loro potenziale, diventa più semplice immaginare i personaggi. Sono belli, io sono un esteta. Evasione è anche vedere qualcosa di bello".

     

    Garko è quello che è, ma la Arcuri le sembra sempre credibile?

    manuela arcuri gabriel garko manuela arcuri gabriel garko

    "È capace di interpretare il personaggio che le viene cucito addosso. Non sto ad approfondire se sia un'attrice da Oscar".

     

    Cosa trova il pubblico nelle sue fiction?

    "Lo faccio sognare. È la ricetta dell'acqua calda, il pubblico ha un forte desiderio d'evasione, se rappresenti la sua vita fai autogol. La prossima storia Bang bang parte alla fine degli anni 50, nell'antefatto ci sarà Garko. La protagonista è sempre la Arcuri, e c'è  Asia Argento".

     

    Che pensa del cinema italiano?

    "Era un'industria una volta. Ma quando c'è la presunzione di definire "cinema" produzioni d'autore che poi vedono solo la sorella del regista e la nonna dell'attrice...".

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