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    L’OFFERTA DA 1 MILIARDO DI EURO DEL FONDO PENINSULA, PER COPRIRE L’EVENTUALE RECESSO DI BOLLORE’ DAL BISCIONE, FA IMBIZZARRIRE VIVENDI: “LA MOSSA DI MEDIASET E’ ILLEGALE” - IL GRUPPO FRANCESE, ANCHE SE AVESSE VOLUTO ESERCITARE IL RECESSO E SABOTARE L'OPERAZIONE CON TUTTA LA SUA POTENZA DI FUOCO (HA POCO MENO DEL 30%), S'È RITROVATA CON LE ARMI SPUNTATE DALLA SERA ALLA MATTINA...


     
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    Francesco Spini per “la Stampa”

     

    BOLLORE BERLUSCONI BOLLORE BERLUSCONI

    La soddisfazione di aver rifilato scacco matto all' ex amico - divenuto acerrimo rivale - Vincent Bolloré è tale e tanta, che Silvio Berlusconi, dopo moltissimo tempo, torna a parlare in pubblico della sua Mediaset. «Non avevamo problemi - dice il Cavaliere, a proposito della possibilità di neutralizzare il recesso che avrebbe messo a rischio l'operazione europea del Biscione - Adesso c' è stata quest' ulteriore offerta, ci è sembrata rafforzare l' immagine dell' operazione e quindi è stata accettata».

     

    Il fondatore di Mediaset si riferisce alla disponibilità giunta dal fondo Peninsula di assorbire, in caso di bisogno, azioni derivanti dal recesso degli azionisti per un valore fino a circa un miliardo. Sostanzialmente, grazie al fondo guidato in Italia da Stefano Marsaglia (e una disponibilità garantita da un "limited partner" rimasto nell' ombra), la nascita di Media for Europe (Mfe) e il relativo progetto di Pier Silvio Berlusconi di creare in Olanda il polo delle tv europee in chiaro, è definitivamente blindato.

     

    piersilvio berlusconi piersilvio berlusconi

    Vivendi, anche se avesse voluto esercitare il recesso e sabotare l' operazione con tutta la sua potenza di fuoco (ha poco meno del 30% del Biscione), s' è ritrovata con le armi spuntate dalla sera alla mattina. «Non abbiamo particolari commenti su questa mossa - è la reazione da Parigi -, possiamo solo sottolineare che quanto Mediaset sta facendo è illegale dal momento che non ci hanno permesso di votare», sottolineano riferendosi al veto opposto da Cologno a Simon Fiduciaria, il trust in cui Vivendi, che ha in proprio il 9,19%, ha dovuto girare l' altro 19%.

     

    Così, oggi, quando scade il termine per gli azionisti di Mediaset di esercitare il recesso, nessuno si aspetta numeri mostruosi: secondo indiscrezioni le azioni consegnate peserebbero per meno di un milione di euro. Un nonnulla. In Spagna ci sono ancora due settimane di tempo. In teoria può esercitare il recesso solo chi ha detto no (o si è astenuto) all' operazione Mfe: il 18,3% del capitale, per potenziali 380 milioni di euro. Anche nella peggiore (e improbabile) delle ipotesi in cui tutti questi recedano, 180 milioni sono coperti dal budget già stanziato, un' altra cinquantina di milioni li metterebbe Peninsula.

    berlusconi bollore vivendi mediaset berlusconi bollore vivendi mediaset

     

    Per Mediaset non sarebbe un grosso problema piazzare sul mercato 150 milioni in titoli Mfe. Il pericolo, invece, si chiamava Bolloré ed è scampato anche nel caso dovesse recedere all' ultimo minuto, cosa che il raider non avrebbe idea di fare.

     

    «Non so, è al di là del nostro modo di comportarci che è quasi imprevedibile», commenta sulle intenzioni dei francesi il Cavaliere. D' ora in avanti, però, preferisce circondarsi di soci amici e non nemici (come poi si sono rivelati quelli di Vivendi, nell' ottica di Arcore). «Ma anche preferirei che non ci fossero soci e che Mediaset andasse avanti con le sue forze», sentenzia Silvio Berlusconi. Ora i francesi hanno davanti tre strade: uscire dalla partita, sfruttando la porta offerta da Peninsula.

     

    vincent bollore vincent bollore

    Sposare obtorto collo il progetto industriale della Mediaset europea. Per ora però preannunciano una pioggia di cause legali: in Italia, in Spagna (dove allo scopo hanno comprato l' 1% di Mediaset España) e in Olanda, dove avrà sede la nuova Mfe.

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