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    IL PARTITO TORY DI BORIS JOHNSON SEMBRA IL CAST DI UN B-MOVIE DEGLI ANNI SETTANTA: PARTY SEGRETI, MANINE MOLESTE, ALCOL A FIUMI. L’ULTIMO CASO È QUELLO DI CHRIS PINCHER, COSTRETTO A DIMETTERSI PER AVER AVER PALPEGGIATO DUE IN UN CLUB PRIVATO DI LONDRA – LA MORALE È SEMPRE LA SOLITA: SPESSO CHI IN PUBBLICO FA IL BIGOTTONE, IN PRIVATO NE COMBINA UNA PIÙ DEL DIAVOLO, UNA VOLTA MOLLATI I FRENI INIBITORI


     
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    Erica Orsini per “il Giornale”

     

    chris pincher chris pincher

    Qualcuno lo ha già soprannominato il Weinstein di Poundland, come a dire un molestatore da quattro soldi, con il vizio del bere e la passione per i ragazzi muscolosi. A vederlo, Chris Pincher, ex vice capogruppo parlamentare dei Tories, con quei suoi completini grigi stazzonati e lo sguardo malinconico, non si direbbe proprio nasconda un'anima ambigua. Invece, giovedì sera, quando i tabloid nazionali erano pronti a diffondere la notizia, quest' ometto dall'apparenza innocua ha rassegnato le dimissioni dicendo di «aver messo in imbarazzo se stesso e le persone intorno a lui».

     

    chris pincher boris johnson 2 chris pincher boris johnson 2

    Che era successo? Lo ha subito raccontato il Sun, il primo giornale a riportare la notizia delle dimissioni. Mister Pincher, mercoledì si trovava al Carlton Club, l'esclusivo club riservato ai membri del partito, dove, in preda ai fumi dell'alcol, ha molestato due persone. Secondo una fonte di Sky News uno è un collega e anche l'altro potrebbe lavorare ai Comuni.

     

    Alcuni testimoni hanno poi spiegato alla BBC che il deputato era stato visto «estremamente ubriaco», nella piccola sala dotata di bar in cui si trovavano anche altri parlamentari, ministri e membri dello staff che lavorano nel settore delle pubbliche relazioni. Nella lettera in cui annunciava la sua volontà di andarsene Pincher aveva scritto al Primo Ministro: «la scorsa notte ho bevuto troppo.

     

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    Credo che la cosa giusta da fare sia dimettermi, lo devo a te a tutte le persone a cui ho causato disagio». In un primo momento, a Downing Street non è rimasto che rilasciare uno scarno comunicato interlocutorio descrivendo Pincher come «un leale Conservatore che ha riconosciuto la sua malacondotta». Certamente il governo Johnson, già massacrato da diversi scandali di natura sessuale che avevano colpito i suoi deputati, avrebbe preferito glissare sulla questione, ma non c'è stato verso.

     

    Gli stessi colleghi conservatori hanno tempestato di telefonate preoccupate le alte sfere e l'opposizione ha colto la palla al balzo per sparare sull'esecutivo. «Mister Johnson ci deve delle risposte - ha dichiarato la vice leader laburista Angela Rayner - su come sia stato possibile che a mister Pincher sia stato dato quest' incarico e come possa rimanere un membro del partito».

     

    Alla fine, dopo che erano stati presentati dei reclami formali, il capogruppo dei Tories si è visto costretto a sospendere Pincher dalla sua attività parlamentare in attesa che l'inchiesta interna aperta sul caso sia conclusa. Un epilogo ormai quasi scontato, visto che non è la prima volta che il deputato eletto nel collegio di Tamworth nello Staffordshire, si caccia in guai simili.

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    Nel novembre 2017 infatti, aveva lasciato lo stesso ufficio e si era autodenunciato alla commissione parlamentare preposta e alla polizia, dopo aver fatto delle avances troppo spinte a Alex Story, ex vogatore olimpionico e attivista del partito. La storia era accaduta nel 2001, ma il campione sportivo l'aveva raccontata dalle colonne del Mail on Sunday soltanto 16 anni dopo, nell'ambito di alcune testimonianze sulla disinvolta condotta sessuale di alcuni deputati a Westminster. Una condotta a cui Pincher sembra non aver mai rinunciato.

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