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    “MOSCA SI PREPARA ALL'INVASIONE” - LA NORVEGIA PORTA IN TV I SUOI INCUBI CON LA SERIE TV NETFLIX “OKKUPERT”, FIRMATA DALLO SCRITTORE JO NESBØ - LO SCENARIO? UN’EUROPA GOVERNATA DALLE DESTRE POPULISTE CHE TENTA DI SCHIACCIARE OSLO AMBIENTALISTA E PROGRESSISTA - IL CREMLINO: “E’ SOLO PROPAGANDA, COSÌ SI DIFFONDE LA RUSSOFOBIA”


     
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    Monica Perosino per “la Stampa”

    LA SERIE TV OKKUPERT LA SERIE TV OKKUPERT

     

    In un futuro molto vicino, la Norvegia verrà occupata dalla Russia con il benestare - meglio dire con il mandato - dell' Europa, piegata dalla crisi energetica e ormai dipendente da Mosca. L' invasione della più estrema delle regioni scandinave viene decisa quando il neoeletto governo ecologista decide di interrompere l' estrazione di petrolio e passare a una produzione energetica più sostenibile.

     

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    La decisione dei Verdi norvegesi provoca l' intervento russo, che vuole costringere Oslo a ripristinare le vecchie politiche energetiche. È lo scenario della serie televisiva «Okkupert», Occupata, la più costosa produzione norvegese di sempre (10 milioni di euro) firmata dallo scrittore best selling Jo Nesbø . Arrivata alla seconda serie su Netflix, è ormai una serie cult nei Paesi nordici. Che, salvo per qualche dettaglio, non la considerano per nulla una trama eccessivamente fantascientifica. Una trama che invece Putin non ha apprezzato per niente.

     

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    «Okkupert» mette sullo schermo un tema delicatissimo, quei i timori, nati durante la Guerra Fredda e cresciuti dopo l' annessione della Crimea, di una politica militarmente più aggressiva di Mosca, in un momento storico in cui i Paesi scandinavi, nessuno escluso, sono impegnati ad aumentare le difese e la presenza militare per proteggere i confini dall' orso russo.

     

    D' altronde, pratica sconosciuta nell' Europa Meridionale, negli Anni 70 e 80 i bambini norvegesi sono cresciuti con le esercitazioni scolastiche in «caso di attacco russo», quegli stessi ex bambini che oggi stanno assistendo a una preoccupante escalation - diplomatica e militare - di frizioni tra Mosca e Oslo, Stoccolma e Helsinki.

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    «Tre anni fa circa la paura è tornata a crescere - spiega Espen Aas, giornalista di Nrk - e per molti versi i timori di quando ci portavano nei seminterrati delle scuole per imparare a proteggerci in caso di invasione sono tornati. Siamo "vicini di confine", abbiamo assistito alle numerose provocazioni nei cieli scandinavi, alle violazioni territoriali, alla comparsa di sottomarini nel Baltico». Non ultimo, anche lo scontro per i territori di pesca ha esacerbato le tensioni. Con Putin le cose vanno peggio, ed è ancora in attesa di processo Frode Berg, 62 anni, ex guardia di confine norvegese di Kirkenes, attivo nel volontariato e anima di eventi e feste russo-norvegesi. Per Mosca una spia.

     

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    «Per questo Okkupert ha avuto così grande successo - aggiunge Aas - perché esplicita un clima, una tensione che noi respiriamo quotidianamente». Lo scenario di un' Europa governata dalle destre populiste che tenta di schiacciare una Oslo ambientalista e progressista «è l' unica ipotesi davvero fantascientifica», dicono gli analisti.

     

    E la reazione di Mosca sembra sostenere la tesi: la serie è stata trasmessa in anteprima mondiale dalla Tv2, emittente norvegese e la presa di posizione del Cremlino - nonostante i produttori abbiano sottolineato si tratti di fiction - non si è fatta attendere. L' ambasciatore russo a Oslo ha fatto sapere di non aver gradito il ruolo di aggressore dato alla Russia: «È un racconto che contribuisce a rafforzare l' idea di un inesistente pericolo dall' Est». Lo ha ribadito due volte.

     

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    Poco dopo la messa in onda l' emittente norvegese è stata oggetto di quattro attacchi: «L' ambasciata ci ha accusato diverse volte di diffondere la russofobia - spiega Øystein Bogen, analista, giornalista a Tv2 e autore del libro "La guerra segreta della Russia contro l' Occidente" -. Poco dopo siamo finiti nella lista nera russa dei media accusati di produrre fake news». Nella lista figurano 39 giornali e tv, in gran parte americani e inglesi, dal «New York Times» alla Bbc.

     

    La guerra segreta di cui parla Bogen è segreta solo perché «l' Europa cerca di tenere un profilo basso per evitare di diffondere il panico, ma così costringe Putin a continuare ad alzare il tiro. Lui vuole una reazione». Per la prima volta l' intelligence norvegese ha ammesso che «missili russi Iskander in grado di portare testate nucleari sono stati spostati fino al confine norvegese, a pochi chilometri da Kirkenes». Il trasferimento sarebbe stato effettuato durante le mega esercitazioni Zapad.

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    «La guerra ibrida russa - spiega Bogen - è portata avanti su diversi fronti: attraverso propaganda, fake news, violazioni della sovranità degli Stati, screditamento dei media, violazioni dei confini». Il fine ultimo è «minare i valori democratici, creare incertezza e, nel medio periodo costringere a politiche più vicine agli interessi russi».

     

    Mentre nella fiction di Nesbø la Norvegia si prepara a reagire all' occupazione, nella realtà «il governo cerca di mantenere equilibrio e calma». Ora il punto è «quanto il Paese debba essere forte militarmente». E come gli occhi di Stoccolma sono puntati su Gotland, l' isola svedese nel Baltico, quelli di Oslo lo sono sulle Svalbard, la porta del Mare di Barents «su cui Putin sta già accampando diritti».

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