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    LE IMMAGINI DEL PRIMO TEST NUCLEARE SOVIETICO. L'RDS-1 (JOE-1 PER GLI AMERICANI, ABBREVIAZIONE PER JOSEPH STALIN) ESPLOSE ALLE 7 DEL MATTINO DEL 29 AGOSTO 1949, NELLA REGIONE KAZAKA DI SEMIPLATANISK. COSÌ LA RUSSIA ENTRAVA A FAR PARTE DEL CLUB ATOMICO. OGGI ESISTONO 15.580 TESTATE NUCLEARI IN TUTTO IL MONDO DI CUI 1800 SONO AD ALTO RISCHIO - VIDEO


     
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    Il 29 agosto del 1949, l’Unione Sovietica testò la sua prima arma atomica, detonando la bomba nucleare “RDS-1.” Un ruolo enorme nel successo del test venne svolto dalle spie russe, che riuscirono a mettere insieme diversi dati presi dal programma nucleare americano aiutando così gli scienziati sovietici a commettere meno errori.

     

    La corsa al nucleare iniziò oltre 60 anni fa, e stando ai dati dell’Istituto Internazionale di Ricerche per la Pace di Stoccolma,  nel mondo oggi esistono circa 15.850 testate nucleari divise tra Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan e corea del Nord, di cui 1800 sono ad alto rischio.

     

    L’Unione Sovietica fece il suo ingresso nel club del nucleare alle 7 del mattino del 29 agosto del 1949, quando un flash accecante illuminò l’area del sito di Semipalatinsk, seguito da un forte scoppiettìo di cavi elettrici che esauritosi lascià spazio a un silenzio incombente.

     

    Dopo il bombardamento di Hisoshima e Nagasaki Stalin infatti era rimasto fortemente impressionato e lo sviluppo di un'armia nucleare divenne una priorità di sicurezza nazionale per Mosca. Grazie AI dati raccolti sulla bomba al plutonio americana dagli agenti russi, fu possibile di evitare numerosi errori durante lo sviluppo dell’RDS-1, riducendo en enorme dispendio di tempi e costi. Alla ricerca lavorarono i migliori scienziati che l’URSS avesse da offrire, tra cui i fisici Igor Kurchatov e Pyotr Kapitsa.

     

    Nonostante agli scienziati sovietici fu chiaro fin dall’inizio come implementare delle tecniche migliori di quelle degli americani sul loro missile, le pressioni dall’alto li costrinsero a replicare le stesse meccaniche di “Fat Man” - la bomba di Nagasaki – sul loro RDS-1 sia per ragioni di tempo sia per convenienza.

     

    Il lavoro svolto dagli scienziati russi negli anni ’40 fu un capolavoro, considerando il tipo di attrezzatura che avevano a disposizione, portandoli per la prima volta a studiare i fenomeni che occorrono tra le energie ad alta densità, come la combustione termonucleare, le novae e le supernovae.

     

    Gli americani non si aspettavano che i russi sarebbero stati in grado di produrre un’arma nucleare pienamente funzionante prima del ’54, ma essi furono tuttavia in grado di condurre con successo il loro primo test atomico ben cinque anni prima del previsto.

     

    Il governo americano fu esterrefatto del risultato conseguito, portandolo subito a studiare un piano di guerra per il bombardamento di 70 città sovietiche.  Nel 1970 però il Trattato sulla non-proliferazione nucleare entrò in vigore con la sottoscrizione di 190 paesi. Da allora solo l’India, il Pakistan e la Corea del Nord hanno condotto test nucleari.

     

     

     

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