25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA…
LUCA ZAIA È UN CACADUBBI. ORA INIZIA A ESSERE ANCHE UN BEL CAGHETTA: QUANDO È IL MOMENTO DI SCENDERE IN CAMPO, SI TIRA SEMPRE INDIETRO – L’EX GOVERNATORE DEL VENETO SMENTISCE LA SUA NOMINA COME VICE DELLA LEGA: “AL CONSIGLIO FEDERALE NON C’È STATA NESSUNA NOMINA. NON ESISTONO DUE LEGHE E NON SONO MAI ESISTITE. LA LEGA È UNA SOLA”. MA ERA STATO LUI A METTERE SUL TAVOLO L’IPOTESI SDOPPIAMENTO SUL MODELLO DELLA CDU/CSU IN GERMANIA – SENZA UN CAMBIO DI PASSO, IL CARROCCIO RISCHIA DI DIVENTARE IRRILEVANTE, PROSCIUGATO DA VANNACCI A DESTRA E SENZA UN’IDENTITÀ ALTERNATIVA…
ZAIA, NEL CONSIGLIO FEDERALE DELLA LEGA NESSUNA NOMINA ++
(ANSA) - "Nessuna nomina". Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex governatore Luca Zaia, al termine del Consiglio federale della Lega, ha risposto a chi chiedeva se nella riunione fossero stati nominati dei nuovi vicesegretari.
ZAIA, VANNACCI? LA LEGA NON VIVE DI NOSTALGIE
(ANSA) - "Noi non viviamo di nostalgie".
Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex governatore Luca Zaia, al termine del Consiglio federale della Lega, ha risposto a chi chiedeva se nella riunione fosse mancato l'ex vicesegretario Roberto Vannacci.
ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI
ZAIA, CAMBIAMENTI NELLA LEGA? VEDREMO. IO VICE? NON È ALL'ODG
(ANSA) - "Non ho dichiarazioni da fare, adesso vedremo". Cosi' Luca Zaia, esponente leghista e presidente del Consiglio regionale del Veneto, risponde ai cronisti che gli chiedevano di eventuali cambiamenti del suo partito, arrivando alla Camera per la riunione del Consiglio federale della Lega.
Alla domanda se accetterebbe la nomina a vicesegretario, Zaia si è limitato a dire: "Non è all'ordine del giorno".
ZAIA, LA LEGA È UNA SOLA E NON DUE, VICINI AI CITTADINI
Matteo Salvini con Francesca Verdini - foto Di Bacco
(ANSA) - "Ne riparleremo". Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex governatore Luca Zaia, al termine del Consiglio federale della Lega, ha risposto a chi chiedeva se nella riunione fosse stato affrontato il progetto di un partito che torni a rappresentare il Nord del Paese, in riferimento all'ipotesi di una costola del Carrocio sul modello della Csu in Germania.
"Abbiamo fatto un bellissimo federale, - ha aggiunto - tutti hanno potuto esporre le proprie idee e penso che sia stato costruttivo visto e considerato che moltissimi interventi sono stati in linea con l'idea di essere vicini ai cittadini. E si va in questa direzione, poi ci rincontreremo ancora. Più identità c'è e più consenso c'è".
"Non esistono due 'Leghe' - ha proseguito - e non sono mai esistite. La Lega è una sola. Quando hanno chiesto a Carducci bambino di scrivere un tema su sua mamma ha scritto 'mia madre è mia madre".
LUCA ZAIA - UMBERTO BOSSI - MATTEO SALVINI
INCHIESTA SUL PONTE, SALVINI TRABALLA E ZAIA SORRIDE: INIZIA IL PROCESSO DEI NORDISTI
Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”
Il Ponte sullo Stretto è diventato un ponte tibetano per Matteo Salvini. Il segretario della Lega è sempre più costretto a esercizi di equilibrismo per tenere in piedi la propria leadership.
Il consiglio federale in programma oggi era già complicato, il primo vero processo alla segreteria dopo una serie di battute d’arresto. E con il sondaggio di Swg che conferma il trend di calo, dal 5,8 al 5,6 per cento, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci continua a crescere ed è segnalato a meno di un punto di distacco. Con il sogno di compiere prima possibile l’operazione sorpasso.
'LA DITTATURA DEL SELFIE' - IL MURALE DI TVBOY SU MATTEO SALVINI
Sono numeri “virtuali” ma con un effetto trascinamento tangibile. La notizia dell’inchiesta sul Ponte, insomma, rende il consiglio federale una strettoia ulteriormente pericolosa. Il vicepremier vede traballare il pilastro della svolta nazionale della Lega, il Ponte che dovrebbe unire Calabria e Sicilia.
[…] L’infrastruttura resta indigesta all’elettorato del Nord, quello legato alle origini, attento alla questione settentrionale, all’autonomia differenziata, non certo all’investimento per il Ponte. È la tesi di Luca Zaia, il presidente del Consiglio regionale veneto, pronto a scendere in campo con un ruolo nazionale. Il Doge ha chiesto un mandato forte di vicesegretario per il rilancio sui territori d’origine. Il suo Veneto, appunto, ma anche Lombardia, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia.
[…] Oltre il Ponte, c’è il partito che ribolle. L’unica buona notizia è stata la sospensione dello sciopero dei treni previsto per domani. Il vicepremier, per il resto, è consapevole di dover trovare una soluzione: «Ci sono lavori in corso da mesi, non da tre giorni, evidentemente è un percorso lungo. Il nostro obiettivo è vincere le politiche dell’anno prossimo», ha ammesso.
POST DI LUCA ZAIA DOPO LE REGIONALI IN VENETO
Certo, ha poi cercato di minimizzare, sminuendo le ricostruzioni che lo danno a un passo dall’addio alla leadership: «Leggo molte fantasie», ha detto. Ma la “doppia Lega”, con Zaia capo al Nord, e il vicesegretario Claudio Durigon come coordinatore del Centro-sud, è l’unico sbocco possibile per Salvini.
[…] La soluzione di mediazione per restare in sella, almeno per un altro po’. Altrimenti il partito rischia di collassare e per il segretario l’uscita di scena sarebbe più traumatica. Zaia non vuole fare da salvagente, ma lanciarsi come uomo del futuro per il partito. Durigon, da parte sua, non vuole sentirsi il curatore fallimentare della Lega al Centro-sud. Una Lega dimezzata più che raddoppiata.
Salvini ha incassato la solidarietà di tutti per la sua foto bruciata in piazza durante una manifestazione. Ma non è un mistero il clima da «tutti contro tutti» nei gruppi parlamentari. […]
luca zaia matteo salvini massimiliano fedriga attilio fontana
RESA DEI CONTI NELLA LEGA ZAIA: CONGRESSO STRAORDINARIO IL MURO DI SALVINI NEL FEDERALE
Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”
[...] Salvini vorrebbe pure assegnare i galloni di vicesegretario nazionale a Zaia, ma non al prezzo di stravolgere la "sua" Lega.
[...] Il vicepremier non vuole il modello Cdu: «Leggo tante fantasie», ha ripetuto ieri. Spiegando di avere convocato il federale «per l'approvazione del bilancio». Quanto alle sue «comunicazioni», Salvini sostiene di stare lavorando «da mesi» al rilancio del partito, «un percorso lungo, il nostro obiettivo è vincere le politiche dell'anno prossimo». Si parla di una convention programmatica in autunno, poi di una sorta di simil-Atreju leghista a Milano, sotto Natale.
claudio durigon foto di bacco (6)
Basterà? Per il fronte del Nord serve un mutamento della fisionomia del partito. Un ritorno alle origini. Zaia, per mettere in pratica il modello bavarese, chiede di modificare lo statuto della Lega. E per farlo tocca passare necessariamente per un congresso straordinario, che verrebbe chiesto al raduno di Treviso del 4 e 5 luglio.
Salvini fa muro: niente congresso. Anche perché i suoi temono il trappolone: che il congresso "tematico" per cambiare lo statuto possa trasformarsi in un blitz per far fuori il leader prima delle Politiche. In questi anni il fortino di Salvini sono stati i gruppi parlamentari, ma con questi sondaggi, a un anno dalle elezioni, quasi metà di deputati e senatori non ha nulla da perdere: non verrebbe rieletto. Ecco perché l'aria si è fatta frizzante. «Io resto fino alle elezioni», ripete Salvini con i suoi. In pubblico aggiunge: «Nelle prossime settimane sistemeremo quello che va sistemato. Ci sono lavori in corso da mesi, non da tre giorni».
Zaia per fare il vicesegretario vuole però avere mani libere al Nord. Una delega per il partito settentrionale, decidere il riassetto e dopo le candidature.
LUCA ZAIA CON UN CARTELLO CON IL NUMERO DI PREFERENZE OTTENUTE ALLE REGIONALI
«Ma non può esistere un potere di firma di Zaia sulle liste al Nord», replicava ieri Claudio Durigon, altro vicesegretario e braccio destro del ministro dei Trasporti. Una quadra, fino a ieri sera, ancora non si era trovata. Zaia è arrivato a Roma di notte. Qualcuno ipotizzava un rendezvous con Salvini. Il leader però ha in tasca un piano A e un piano B: Zaia vicesegretario, se non pone troppe condizioni.
Non vice unico, ma con Durigon e Silvia Sardone confermati. Se il Doge si chiama fuori, nella cerchia del segretario si pensa di offrire la stessa carica a Massimiliano Fedriga, nel posto lasciato libero da Vannacci. È un tetris complicato. I più alla vigilia pronosticano un rimando delle questioni più divisive. [...]
il monologo di matteo salvini 3
salvini e il generale vannacci al comizio di chiusura della campagna elettorale per le europee
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