Marta Serafini per il “Corriere della Sera”
nicolas maduro
«È chiusa lì dentro da una settimana e nessuno è ancora riuscito a parlarci». «Lì dentro» è il carcere militare di Naguanagua, nello stato del Carabobo, 300 chilometri da Caracas, un posto che se lo nomini, in Venezuela, stai descrivendo un inferno di pestaggi e confessioni firmate in bianco. Piangono di angoscia le amiche di Steyci Brigitte Escalona Mendoza, 31 anni, studentessa di comunicazione e attivista per i diritti umani arrestata l'11 gennaio.
Steyci Brigitte Escalona Mendoza
«Era tornata per le vacanze di Natale dalla Svizzera, dove si è trasferita per mantenere la famiglia, ed era andata oltre frontiera, in Colombia, a comprare del cibo, come ormai fanno tutti», racconta un'amica della ragazza, che per ragioni di sicurezza chiede di rimanere anonima. Inflazione al 475 per cento, generi di prima necessità come la carta igienica e farmaci di base che mancano, in un Venezuela che nell'ultimo anno ha visto il Pil crollare di 6 punti, per sopravvivere, bisogna passare il confine.
Steyci Brigitte Escalona Mendoza
Una versione che però non convince chi tiene Steyci rinchiusa in cella. Durante quella gita fatta anche per vedere città lungo la strada come San Cristóbal e Merida, che la ragazza ancora non conosce, c'è anche il deputato Gilber Caro del partito di opposizione Voluntad Popular. «Lei lavora nel suo staff», spiega ancora chi la conosce bene. Passato il confine con la Colombia e rientrati in Venezuela, i due vengono fermati a un checkpoint a Guácara, a oltre cento chilometri dalla capitale.
«Li hanno trascinati giù dall'auto e li hanno immediatamente portati in carcere», riferiscono ancora le amiche. Le accuse del Sebin, la temuta polizia politica di Maduro, sono pesantissime: «terrorismo», «detenzione di armi e di esplosivi» e «organizzazione di golpe».
Steyci Brigitte Escalona Mendoza
«Non ha visto un avvocato per oltre 53 ore e le accuse sono state formalizzate da un tribunale militare senza che si sia ancora svolta l'udienza preliminare che di norma dovrebbe tenersi entro 48 ore dal fermo», spiega al Corriere via telefono Tamara Sujú, avvocata del Foro Penal Venezolano che sta seguendo il caso.
Alla detenuta non viene permesso di comunicare con nessuno. Nemmeno con il padre ultra settantenne che l'aspetta a casa. Riesce solo a registrare un audio disperato al telefono in cui, singhiozzando, dice di voler resistere per i diritti del suo Paese. Poi, più niente. «Ora rischia di venir condannata dalla corte marziale», aggiunge Sujú che vive anche lei all'estero per evitare le persecuzioni.
Steyci Brigitte Escalona Mendoza
A far finire una studentessa di comunicazione nel mirino del regime di Nicolás Maduro è stato il suo sostegno alle campagne per i diritti umani del Venezuela. «Di recente era stata a Bruxelles per consegnare al Parlamento europeo una petizione con cui abbiamo raccolto 5 mila firme», sottolineano gli attivisti della piattaforma Venezuela Somos Todos . Ma non solo.
Steyci è anche una sostenitrice di Leopoldo López, altro deputato di Voluntad Popular, in carcere dal febbraio 2014 e condannato a 13 anni con una sentenza che l'ha reso il più noto degli oltre 100 oppositori detenuti nelle carceri venezuelane.
Steyci Brigitte Escalona Mendoza
Così, mentre l'attenzione sul caso cresce, il suo arresto viene descritto dalla stampa venezuelana come un atto di forza del vicepresidente Tareck El Aissami. Origini siriano-libanesi, El Aissami, fresco di nomina, è l'asso nella manica del presidente Maduro per rafforzarsi dopo che ha perso il controllo del parlamento. Non è un caso infatti che uno dei suoi primi provvedimenti sia stato quello di creare un team anti golpe. Lo stesso squadrone che ha portato in carcere Steyci.
Steyci Brigitte Escalona Mendoza