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    VADO AL MAXXI (IN DISCOTECA) – I RESIDENTI DEL QUARTIERE FLAMINIO SONO DISPERATI PER LA MUSICA AD ALTO VOLUME DEL RISTO-COCKTAIL BAR AL MUSEO – A TURBARE LE NOTTI È LA PARTE “ARTISTICA” DIRETTA DAL FIGLIO DI ALEMANNO, MA SECONDO I TITOLARI È TUTTO IN REGOLA – LO SCRITTORE MARCO LODOLI: “NON VOGLIAMO FARE I MORALISTI NOIOSI, CAPIAMO CHE D'ESTATE I RAGAZZI VOGLIONO DIVERTIRSI, PERÒ FORSE...”


     
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    1 - MAXXI MOVIDA, ESPOSTI E MULTE "RISTO-DISCOTECA AD ALTO VOLUME"

    Luca Monaco per “la Repubblica - Edizione Roma”

     

    movida al mediterraneo maxxi 1 movida al mediterraneo maxxi 1

    « Hanno vinto loro. Ho ancora il mutuo sulle spalle, ma sto lasciando casa. Mi trasferisco dall'altra parte di Roma. Ho bisogno di dormire per non ammalarmi » . È stremata Eva. Lavora 12 ore al giorno come libera professionista, ha un figlio piccolo a cui badare e centinaia di ore di sonno in arretrato.

     

    Perché le note della musica da discoteca dal martedì alla domenica rimbombano nella piazza del Maxxi, avvolgono i palazzi che affacciano in via Masaccio, piazza dei Carracci, via Guido Reni e via Calderini. Bucano le finestre con i doppi vetri e negano il riposo a centinaia di famiglie del Flaminio.

     

    mediterraneo maxxi mediterraneo maxxi

    «Non ne possiamo più - afferma Alessandra, una professionista 55enne residente in via Masaccio - non siamo contrari alle iniziative culturali del Maxxi, alle quali partecipiamo sempre. Il problema è la musica sparata a tutto volume fino due del mattino dai gestori del ristorante cocktail bar Mediterraneo».

     

    Si tratta di una società esterna che ha vinto il bando di gara per il servizio di ristorazione. Fa capo a un imprenditore romano: «Dal 1 giugno siamo stati oggetto di oltre 40 controlli, le forze dell'ordine non hanno mai rilevato irregolarità - dice - diamo lavoro a 50 dipendenti, abbiamo otto addetti alla sicurezza che garantiscono il rispetto delle misure anti- covid. In accordo con i residenti abbiamo tolto le casse dei bassi, l'altro ieri sera ci hanno lanciato sassi e pesche dalla strada».

    ristorante mediterraneo al maxxi ristorante mediterraneo al maxxi

     

    È la parte artistica diretta da Manfredi Alemanno, il figlio dell'ex sindaco di Roma, a turbare le notti dei residenti, che protestano con cognizione.

     

    Gli agenti della polizia locale del II gruppo infatti continuano a controllare il ristorante che in tre occasioni, tra la seconda metà di giugno e la prima settimana di luglio, è stato multato per le emissioni sonore moleste e perché «Mediterraneo, a differenza del Maxxi - spiegano i caschi bianchi - non ha le autorizzazioni per diffondere la musica all'esterno.

     

    manfredi alemanno foto di bacco manfredi alemanno foto di bacco

    Adesso i gestori hanno incassato il parere positivo della Commissione di vigilanza per i pubblici spettacoli. Ma si attende ancora l'autorizzazione del dipartimento alla Cultura del Comune».

     

    Nel corso degli ultimi 15 giorni «non risulta che abbiano diffuso musica all'esterno», aggiunge la polizia locale. Secondo Marta, la titolare di un B& b ancora chiuso « a causa del rumore, la vigilanza ogni volta che vede arrivare un'auto dei vigili avvisa con la radiolina il dj, che spegne l'impianto » .

     

    Al Maxxi assicurano: « La Fondazione fin dall'inizio ha concordato con Mediterraneo che la musica debba essere esclusivamente di sottofondo all'attività di ristorazione, senza influire in alcun modo sulle attività culturali del museo » .

     

    Il Maxxi, aggiungono, « lavora da 10 anni per costruire un'offerta culturale di qualità, in estate anche nei suoi spazi esterni, rivolta principalmente ai romani, a partire dagli abitanti del Flaminio».

     

    2 - LA ZONA GRIGIA FRA BUSINESS E CULTURA

    Marco Lodoli per “la Repubblica - Edizione Roma”

    marco lodoli marco lodoli

     

    Ormai abbiamo compreso che i musei non possono essere luoghi separati dalla vita contemporanea e che per vivere devono contaminarsi. Contaminarsi con tutte le forme, anche le più rischiose, di espressività, di commercio, di comunicazione.

     

    Dunque vanno bene i negozi all'interno dei musei più prestigiosi per vendere magliette, cartoline, poster, souvenir con le riproduzioni dei vari capolavori esposti, e naturalmente va bene anche un bel bar per riposarsi tra un'opera e l'altra e sorseggiare una bibita dissetante o un piacevole aperitivo.

    chiara ferragni agli uffizi 3 chiara ferragni agli uffizi 3

     

    Va bene anche la Ferragni agli Uffizi, perché i musei hanno bisogno di rivolgersi a un pubblico giovane, che venga attratto in ogni modo possibile da Botticelli e dai tanti maestri del nostro Rinascimento. Non si campa solo di capolavori e i visitatori nel 2020 ormai possono trovare nei musei altre distrazioni, altri stimoli.

     

    Però bisogna stare attenti a non mescolare cioccolata e fango, bellezza e confusione, arte e caciara, altrimenti il rischio è quello di trasformare i musei in divertimentifici insensati, in luna park da quattro soldi. Questo è quanto sta accadendo al Maxxi, almeno secondo le denunce dei cittadini della zona.

    MELANDRI MAXXI MELANDRI MAXXI

     

    Il ristorante del Museo dell'arte del XXI secolo propone intrattenimenti culturali, così almeno vengono spacciati, ma si tratta di ben altro: alle sette di sera il museo chiude e comincia la baldoria, la piazzetta si trasforma in un'appendice di Ponte Milvio, i ragazzi di Roma Nord la occupano allegramente, e a una certa ora parte la musica a palla e si comincia a ballare sotto le stelle.

     

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    Non è un contributo positivo alle proposte del museo ma semplicemente di birrette e danze scatenate. Non vogliamo fare i moralisti noiosi, capiamo che d'estate i ragazzi vogliono divertirsi, però forse il Maxxi non è il posto giusto per ospitare queste serate martellanti.

     

    Si dice che i musei hanno bisogno, per andare avanti, anche del denaro offerto dai privati che gestiscono le varie attività collaterali, però a quanto pare il ristorante versa poche migliaia di euro all'anno, e in cambio si prende gli spazi che gli servono per diventare un'attrazione danzereccia.

     

    E allora mettiamo anche un tiro a segno alla Galleria Borghese, una sauna ai Musei Capitolini, un bowling alla Gnam: mescoliamo impunemente l'alto e il basso, in nome di una mediocrità un po' squallida.

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