lilli gruber

VIDEO FLASH - IL 25 APRILE DI LILLI GRUBER: "LA PRIMA VOLTA CHE HO SENTITO ‘BELLA CIAO’ AVEVO SEI ANNI, ERO IN PRIMA ELEMENTARE IN UNA SCUOLA DI SUORE A VERONA, E CE LA INSEGNÒ SUOR ROSITA. IO, BAMBINA CHE PARLAVA IL TEDESCO, IMPARAI ‘BELLA CIAO’ GRAZIE A UNA RELIGIOSA. ‘BELLA CIAO’ NON È UNA CANZONE ‘DIVISIVA’, COME SOSTIENE UNA CERTA DESTRA NOSTALGICA CHE SI RIFIUTA DI FARE I CONTI CON IL SUO PASSATO. È UN CANTO POPOLARE DIVENTATO IL SIMBOLO DELLA RESISTENZA E OGGI IL SIMBOLO DI LIBERTÀ E DI LOTTA CONTRO GLI OPPRESSORI IN TUTTO IL MONDO. NON È QUESTIONE DI DESTRA O DI SINISTRA, È QUESTIONE DI ESSERE ANTIFASCISTA E SE QUALCUNO NON LO È È UN PROBLEMA SUO, NON DI BELLA CIAO…”

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Il video di Lilli Gruber per il 25 aprile
 
"La prima volta che ho sentito ‘Bella Ciao’ avevo sei anni, ero in prima elementare in una scuola di suore a Verona, e ce la insegnò a me, ai miei compagni, la nostra maestra, suor Rosita. Suor Rosita, ogni 25 aprile, ci parlava degli orrori del nazifascismo e del valore della lotta partigiana.
 
Quindi io, bambina che parlava il tedesco, imparai ‘Bella Ciao’ grazie a una religiosa.
‘Bella Ciao’ non è una canzone ‘divisiva’, come sostiene una certa destra nostalgica che si rifiuta di fare i conti con il suo passato. È un canto popolare diventato il simbolo della resistenza e oggi il simbolo di libertà e di lotta contro gli oppressori in tutto il mondo.
E men che meno dovrebbe essere divisivo il 25 aprile, la festa della liberazione dal nazifascismo. La nostra Repubblica, la nostra Costituzione nascono da lì, da chi ha avuto il coraggio di ribellarsi alla dittatura.
 
Non è questione di destra o di sinistra, è questione di essere antifascista e se qualcuno non lo è è un problema suo, non di Bella Ciao.
E quindi anche stamattina ci siamo svegliati, o Bella Ciao, Bella Ciao, Bella Ciao, Ciao, Ciao’.