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UN ALTRO AFFARE VA IN PORTO PER MONICA MAGGIONI – PER L’EX DIRETTRICE DI RAI UNO IL BUSINESS VIENE PRIMA DI TUTTO: HA FIRMATO UN CONTRATTO DA 85MILA EURO L’ANNO CON L’AUTORITÀ PORTUALE DI VENEZIA – AD ARRUOLARE LA GIORNALISTA IL FRATELLINO D’ITALIA MATTEO GASPARATO, UOMO FORTE DELLA MELONI IN LAGUNA – LA MAGGIONI SI È DIMESSA FORMALMENTE DALLA RAI L’ANNO SCORSO, DOPO 33 ANNI, SALVO RIMANERE COME COLLABORATRICE. UN GIOCHINO CHE LE HA PERMESSO DI RADDOPPIARE IL COMPENSO (DA 240MILA EURO A QUASI MEZZO MILIONE L’ANNO) – IL SUO COMPITO A VENEZIA? ORGANIZZARE INTERVISTE PER IL TOP MANAGEMENT DEL PORTO, PROGETTARE EVENTI E AUMENTARE L’ECO MEDIATICA...
Estratto dell’articolo di Giuseppe Pietrobelli per “il Fatto quotidiano”
Nella rete del centrodestra che avviluppa il Porto di Venezia e coltiva progetti di espansione che guardano a ovest, oltre Padova e fino a Verona, è entrata, con il suo profilo di giornalista da piani alti e dal pedigree blasonato che la portò alla presidenza della Rai, anche Monica Maggioni. Una scelta professionale, non politica.
Senza clamore e finora senza pubblico apparire, la conduttrice del programma di approfondimento domenicale In mezz’ora, ha firmato un contratto di “supporto alla comunicazione istituzionale e strategica”, con l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico settentrionale (Porti di Venezia e Chioggia) del valore di 85 mila euro (Iva inclusa) per il primo anno, con una opzione per un secondo anno a 60 mila euro (Iva esclusa).
Il che significa occuparsi di promozione con il mondo dell’informazione, perseguendo gli obiettivi, evidentemente concordati in via fiduciaria, indicati da Matteo Gasparato, l’uomo forte di Fratelli d’Italia in laguna.
Attraverso la sua società 2709 srl, che ha sede in via Siracusa 4 a Roma e che nel 2025 ha fatturato 390 mila euro (con due dipendenti), Maggioni ha ricevuto l’affidamento diretto da Antonio Revedin, direttore della Direzione Pianificazione strategica e sviluppo dell’ente pubblico. Lo scopo? Il “riposizionamento reputazionale strategico del sistema portuale veneto” e “l’incremento dell’autorevolezza e incisività dei messaggi chiave che si intende diffondere rispetto alle dinamiche comunicative dell’attuale scenario globale”.
Un compito da realizzare attraverso l’organizzazione di interviste per il top management del Porto, la progettazione di un evento nel 2027 per propagandare le attività dell’azienda, i contatti con “stakeholder di spicco”, l’aumento dell’“eco mediatica” e, infine, il supporto diretto alla comunicazione istituzionale del presidente.
Un impegno totale per l’ex inviata e direttrice di Rai Uno, presidente a viale Mazzini e ad di Rai Com, che si è dimessa l’anno scorso, dopo 33 anni, dalla televisione pubblica, dove è però rimasta lautamente pagata, grazie alla conduzione del programma di approfondimento giornalistico, reso possibile grazie alla 2709 srl.
Alcuni anni fa fu attaccata pesantemente da Striscia la notizia per un supposto conflitto di interessi tra produzione (privata) di filmati e il loro utilizzo nel servizio pubblico. Lei minacciò Mediaset di querela, ritenendo che non vi fossero opacità. In ogni caso, adesso Maggioni ha deciso di legare le proprie attività a un manager dai forti caratteri politici, che sta andando molto di fretta.
Dopo essere stato scelto nel 2025 dal ministro Matteo Salvini per presiedere il sistema portuale dell’Alto Adriatico, quando si trattò di scegliere il nuovo direttore generale, Matteo Gasparato non aveva nascosto né appartenenza, né fedeltà. In una conferenza stampa aveva dichiarato: “Io una figura l’avrei individuata. Sono qui per una scelta politica (leggi FdI, ndr) e non mi vergogno a dirlo. Quindi dovrò confrontarmi con chi mi ha dato fiducia”.
Nessun accenno a meriti o identikit professionali, solo la rivendicazione del potere. Fu scelto Roberto Mantovanelli, di area leghista (vicino al presidente della Camera Lorenzo Fontana) e già presidente di Acque Veronesi. Cominciò quella che a Venezia hanno letto come una specie di colonizzazione, perché sono poi arrivati altri due giovani veronesi, Nicolò Ferrari a capo dello staff e Mattia Leoni a dirigere le relazioni istituzionali.
Entrambi fanno parte di Verona Domani, la formazione politica contigua a Fratelli d’Italia fondata da Gasparato, che continua a ricoprire anche l’incarico di presidente del Consorzio Zai a Verona. [...]
Maggioni racconta al Fatto: “Un anno fa ho scelto di rinunciare al ruolo di direttore in Rai per svolgere l’attività di libera professionista. Ho ritenuto interessante l’incarico che mi è stato proposto. Il contesto politico non mi riguarda minimamente”.
monica maggioni a venezia
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Matteo Gasparato
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