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“L’AMBIZIONE DELLA TV È CONVINCERCI CHE DIVENTARE QUALCUN ALTRO SIA MOLTO PIÙ INTERESSANTE CHE ESSERE SÉ STESSI” – ALDO GRASSO ANALIZZA LA “PERVERSIONE” CHE SI NASCONDE DIETRO “TALE E QUALE SHOW” DI CARLO CONTI: “DA DOVE NASCE IL DESIDERIO DI VESTIRE I PANNI DI UN ALTRO? DAL SACRO PRINCIPIO DELL’IMITAZIONE, DAL MOMENTO IN CUI IL CERVELLO ATTIVA I NEURONI SPECCHIO? OPPURE DALLA MIMESI ANTICA? L’INTOLLERANZA CON CUI PETTINELLI ACCOGLIE OGNI CONFRONTO BASTEREBBE A FAR DIMETTERE I NEURONI SPECCHIO. A ‘TALE E QUALE SHOW’ IL PENSIERO, QUALSIASI PENSIERO, VIENE CORTESEMENTE ACCOMPAGNATO ALL’USCITA: DENTRO RESTA LA PRESTAZIONE...”
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
[...] mentre andava in onda «Tale e Quale Show» di Carlo Conti, mi sono chiesto: da dove nasce il desiderio di vestire i panni di un altro? Dal sacro principio dell’imitazione, dal momento in cui il cervello attiva i neuroni specchio?
Oppure dalla mimesi antica, grazie alla quale, diceva Aristotele, impariamo e proviamo piacere?
L’intolleranza con cui Pettinelli accoglie ogni confronto basterebbe a far dimettere i neuroni specchio. Ma non disarmiamo. A «Tale e Quale Show» il pensiero, qualsiasi pensiero, viene cortesemente accompagnato all’uscita: dentro resta la prestazione (Rai1). Per una canzone, il concorrente deve diventare un cantante famoso. O almeno consegnare alla telecamera abbastanza indizi: trucco, parrucco, costume, smorfia, timbro vocale, coreografia.
Il miracolo è far scomparire il concorrente dietro il personaggio, anche se spesso il personaggio è già sparito sotto la parrucca. Non si chiede di interpretare un’identità, ma di riprodurne i segni riconoscibili [...]
Il programma non si basa sull’imitazione come forma di conoscenza: quel gioco in cui riconosciamo il mondo riprodotto sulla scena e proviamo il piacere di ritrovarlo.
Qui siamo nel territorio più misurabile della somiglianza [...] con una giuria incaricata di stabilire quanto il falso si avvicini all’originale.
[...] L’originale diventa un marchio depositato, disponibile per una sera: basta riprodurne il logo, possibilmente con la stessa frangia.
La risata nasce quando la distanza tra falso e vero si rivela incolmabile, come quella tra Meloccaro e Fiorello, tra Pettinelli e Gloria Estefan. La giuria può anche assegnare i punti; la parrucca, però, ha già dato il suo verdetto. L’ambizione segreta della tv è convincerci che diventare qualcun altro sia molto più interessante che essere sé stessi.
tale e quale show 2
TALE E QUALE SHOW
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tale e quale show 5
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