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I DEMOCRATICI GIOCANO SPORCO CONTRO IL “BARO” TRUMP – IL PROGRESSISTA “NEW YORK TIMES” INFILZA I DEM CHE IN ALASKA, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, CONTRO IL SENATORE REPUBBLICANO IN CARICA DAN SULLIVAN, HANNO CANDIDATO UN OMONIMO, DAN J. SULLIVAN, INSEGNANTE IN PENSIONE. UNO STRATAGEMMA PER SCIPPARE VOTI AI TRUMPIANI – L’ATTACCO DEL TYCOON: “È UNA FRODE ELETTORALE, SONO ELEZIONI TRUCCATE IN ALASKA”– IL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA HA DEPOSITATO UNA MOZIONE PER BLOCCARE LA CERTIFICAZIONE DEL RISULTATO SE...
Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “La Stampa”
Martedì prossimo gli elettori dell'Alaska troveranno sulle schede delle elezioni di Midterm due Mr. Sullivan. Il primo è Dan S., il senatore repubblicano in carica; il secondo si chiama Dan J. ed è un insegnante in pensione di un villaggio lungo l'Alaska Panhandle (la zona sud orientale), raggiungibile o via mare o via aerea.
[...] «il fake Dan Sullivan» come l'hanno ribattezzato i repubblicani, non ha deciso di candidarsi al Senato per amor di patria o perché portatore di chissà quale messaggio politico. In realtà non ha deciso nemmeno lui (anche se avrebbe potuto rifiutarsi): è stato lo staff di Mary Peltola, candidata democratica, ex deputata, e attualmente avanti nei sondaggi di circa un punto, ad andarlo a cercare con l'obiettivo di confondere gli elettori [...]
La storia – rivelata da una lunga inchiesta del New York Times che cita una dozzina di fonti e pubblica i testi degli sms con molte delle persone coinvolte – ha inizio nell'estate del 2025 quando un membro dello staff di Peltola ricevette un'insolita richiesta dai vertici della campagna: «Trovami il maggior numero di persone che si chiamano Dan Sullivan in Alaska».
[...]
«Mi ha detto che odia Trump, che gli piace Mary e che vuole aiutare. Non ha alcun interesse in politica, ma se serve fare questo per aiutare, è disposto». Quello che ha dovuto fare è stato inscriversi alle liste elettorali, cambiare la sua affiliazione da indipendente a repubblicano e partecipare alle primarie. E qui interviene una peculiarità dell'Alaska.
[...] La strategia era quella di spingere il più possibile Sullivan, missione riuscita. Il Times ha scoperto inoltre che benché non direttamente coinvolta in questo trucco – legale, ci sono precedenti illustri sulle tecniche e strategie per la composizione delle liste elettorali – Mary Peltola era a conoscenza di quanto il suo team aveva orchestrato.
E con alcuni esponenti democratici a Washington. Uno dei problemi è stato quello di non far scoprire ruolo e movimenti di Kurtz e mantenere le sue operazioni "clandestine" al massimo livello di copertura.
L'uomo infatti si era mosso in Alaska usando un falso nome anche se un post su Instagram del suo arrivo in città aveva provocato timori nello staff. Quest'anno quando il "finto" Sullivan è entrato in corsa, i repubblicani l'hanno subito denunciato come un agente dei democratici.
Dan J. Sullivan, candidato alle primarie repubblicane in Alaska
Hanno fatto ricorso contro la sua candidatura invocando i rischi che comporta l'omonimia, ma i giudici hanno rigettato: «Non ci sono prove». La settimana scorsa allora il Dipartimento di Giustizia ha depositato una mozione per bloccare la certificazione del risultato di martedì prossimo se i voti che prenderà il Dan "sbagliato" impediranno la rielezione del senatore Sullivan.
Donald Trump ieri sera su Truth ha rilanciato il link del New York Times e titolato a caratteri maiuscoli il suo post: «Elezioni truccate in Alaska». L'inchiesta del Times sembra anche rispondere indirettamente a JD Vance.
Dan J. Sullivan, candidato alle primarie repubblicane in Alaska
Il vicepresidente martedì aveva detto che gli elettori dell'Alaska sono in grado di riconoscere che è in corso una grande frode. Aveva però aggiunto che l'errore di scambiare i due Dan può capitare. «La gente lavora, ha vite impegnate e quando metti una persona su una schena in quel modo il tuo obiettivo è quello di confondere gli elettori» ha detto Vance invitando i media a indagare meglio sulla vicenda. [...]
Dan J. Sullivan, candidato alle primarie repubblicane in Alaska
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