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“LAURA PAUSINI AGGIUNGE POCO ALLA SCENA CON LA SUA PRESENZA E I MODI CASERECCI. NON ERA MEGLIO GIORGIA?” – ALDO GRASSO FA IL CONTROPELO ALLA PRIMA PUNTATA DI SANREMO 2026: “CARLO CONTI GETTA ACQUA SUL FUOCO DI OGNI POLEMICA, VERA O PRESUNTA. SEMBRA DIRIGERE PIÙ ‘TALE E QUALE SHOW’ CHE FESTIVAL DELLA CANZONE. IL CAST OSCILLA TRA NOBILI RITORNI E NOMI NATI IN RETE: EQUILIBRIO DIFFICILE, COME APPARECCHIARE UNA TAVOLA PER NON SCONTENTARE NESSUNO. REGIA PIATTA E A TRATTI CONFUSIONARIA SEMBRA GENERARE MOMENTI DI AUTENTICO SPAESAMENTO, ANTICIPANDO L’INGRESSO DEGLI ARTISTI IN GARA, TOGLIENDO ‘SACRALITÀ’ E PERDENDO PER STRADA ALCUNI MOMENTI DELLE PERFORMANCE”
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per www.corriere.it
Dunque, da che cosa cominciare, con quali parole? Con quelle di Pippo Baudo, dall’oltretomba. Giusto dedicargli il Festival, senza dimenticare che negli ultimi anni si sentiva abbandonato dalla «sua» azienda. Accanto a Carlo Conti come co-host principale c’è Laura Pausini: una coppia che mescola tradizione e pop, lei con quella sua voce «brillantinata e birignaosa», brava come cantante ma aggiunge poco alla scena con la sua presenza e i modi caserecci (non era meglio Giorgia, dopo la conduzione di X-Factor?). Algoritmico è il cielo, vuoto, abissale, chissà...Il Festival non consacra stelle, ormai distribuisce metriche – quelle degli ascolti, non quelle musicali.
SANREMO 2026 - LAURA PAUSINI E CARLO CONTI
I trenta Big sono tali per definizione contrattuale: alcuni portano in dote anni di sorrisi e canzoni, altri un capitale sociale (follower). Un tempo si ascoltavano le canzoni; oggi si osservano le curve degli stream. […] Non si vendono dischi: si presidiano timeline. […] applausi per il maestro Peppe Vessicchio, cui la Rai non voleva riconoscere certi diritti d’autore, impedendogli di partecipare ai programmi. Il Festival resta in mezzo al guado, con un piede nella memoria e l’altro nell’esame contabile.
Carlo Conti è il professionista di sempre: governa il palco con garbo, getta acqua sul fuoco di ogni polemica, vera o presunta. Tuttavia, il suo «ecco a voi» richiederebbe una spalla capace di sorreggerlo con leggerezza. Meno modernista di Pippo Baudo, meno funambolico dell’«effetto Amadeus» (che contava sull’imprevedibilità di Fiorello), Conti sembra dirigere un’elegante rimpatriata: più «Tale e Quale Show» che Festival della canzone.
SANREMO 2026 - CARLO CONTI E LAURA PAUSINI
Il cast oscilla tra nobili ritorni e nomi nati in Rete: equilibrio difficile, come apparecchiare una tavola per non scontentare nessuno. All’Ariston si cerca allora lo spettacolo che supplisca alla canzone, con ospiti di rango (si fa per dire) come l’incontro salgariano fra Can Yaman e Kabir Bedi.
Un insolito Conti in veste «antifa»: intervista la signora Gianna Pratesi di 105 anni che nel referendum istituzionale del 1946 ha votato repubblica (“Repupplica” per la gigantografia Rai, gaffe senza pari), anche contro il fascismo. […] regia piatta e a tratti confusionaria sembra generare momenti di autentico spaesamento, anticipando l’ingresso degli artisti in gara, togliendo «sacralità» e perdendo per strada alcuni momenti delle performance. In fondo, il Festival resta ciò che è sempre stato: uno specchio, ora un flusso sezionato in mille rivoli sui social, un meme. Oggi si riflette anche nell’algoritmo. […]
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