“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO…
“QUESTA EDIZIONE DEL GRANDE FRATELLO VIP È UNA CAGATA PAZZESCA” - ALDO GRASSO FA LO SHAMPOO A SIGNORINI: “FARE TELEVISIONE ‘BASSA’ È PIU' DIFFICILE. PER LA “TV DI QUALITÀ” BASTA UN ASSAGGIO DI CULTURA, QUALCHE LIBRO, OSPITI ILLUSTRI, SCRITTORI, DIRETTORI D' ORCHESTRA, REGISTI DI MODA, CARLÀ BRUNI. PIÙ DIFFICILE CHE FARE TELEVISIONE ‘ALTA’. PER IL TRASH CI VOGLIONO IDEE, CI VUOLE CORAGGIO PER AFFRONTARE GLI STRALI DEI PERBENISTI, CI VUOLE UNA BUONA DOSE DI CINISMO…”
Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
selvaggia lucarelli vs aldo grasso 6
Ho letto Diario minimo di Umberto Eco quando bisognava leggerlo ma non mi sono mai esaltato per la Fenomenologia di Mike . Ho avuto un mentore, Giovanni Buttafava, che mi ha insegnato tutti gli artifici dell'«alto» e del «basso». Ho passato una vita a occuparmi di tv, ritenuta da molti una materia vile, specie nelle Università.
Ho amato e studiato Achille Campanile. Mi sono occupato di cultura pop, dal Festival di Sanremo al cinema rifiutato dai cineclub. Ho confidenza con la bibliografia di Albero Arbasino, di Edmondo Berselli, di Claudio Giunta. Ho persino scritto una prefazione a un libro di Tommaso Labranca. Ho amato i Legnanesi molto prima che i loro resti finissero in tv. Mi sono a lungo interrogato sul Kitsch, sul trash e sull' estasi del pecoreccio. Non mi piacciono i western all' italiana, i film con Pierino e i tronisti (nessuno è perfetto).
Però ho sempre amato Dino Risi più che Michelangelo Antonioni. Ho scritto un saggio sulla cerimonia funebre di Giorgio Aiazzone celebrata da Guido Angeli. Nel bene o nel male ho cercato di ricostruire il puzzle dell' identità nazionale attraverso i suoi tasselli più assurdi e volgari. Leggo persino i dialoghi «immaginari» tra Eugenio Scalfari e il premier Giuseppe Conte trovandoli più esilaranti delle televendite di Wanna Marchi.
tommaso zorzi contro alfonso signorini 5
Nessuna schizzinosità nei confronti di Dago. Mi sono convinto che fare televisione «bassa» sia più difficile che fare televisione «alta». Per la «tv di qualità» basta un assaggio di cultura, qualche libro, ospiti illustri, scrittori, direttori d' orchestra, registi di moda, Carlà Bruni. Mentre per il trash ci vogliono idee, ci vuole coraggio per affrontare gli strali dei perbenisti, ci vuole una buona dose di cinismo. Detto questo, e scusandomi per aver così inopportunamente parlato di me, posso affermare con assoluta certezza che questa edizione del Grande Fratello Vip è «una cag pazzesca» (cit.).
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