aldo grasso sigfrido ranucci report

“DA TEMPO SOSTENIAMO CHE, NELLE SUE INCHIESTE, RANUCCI PARTE SPESSO DA UNA CONCLUSIONE GIÀ DEFINITA E COSTRUISCE IL RACCONTO PER CONFERMARLA, INVECE DI LASCIARE CHE SIANO I FATTI A DETERMINARNE L’ESITO” – ALDO GRASSO ROSOLA IL CONDUTTORE DI “REPORT”: “SIGFRIDO RANUCCI E ALCUNI GIORNALISTI DI REPORT HANNO QUERELATO SOGGETTI TENUTI AL SEGRETO PER ‘RIVELAZIONE DEL SEGRETO D’UFFICIO E DEL SEGRETO INVESTIGATIVO’. IL PARADOSSO È EVIDENTE: CHISSÀ CHE FRA QUEI ‘SOGGETTI’ NON VI SIANO PROPRIO ALCUNE DI QUELLE FONTI CHE IN QUESTI ANNI HANNO ALIMENTATO IL COSIDDETTO ‘METODO REPORT’. QUELLO STILE GIORNALISTICO, CIOÈ, FATTO DI INSINUAZIONI, TESI PRECOSTITUITE, AUDIO CARPITI, TELECAMERE NASCOSTE, PEDINAMENTI OSTENTATI E UN BEL PO’ DI FANGO SPACCIATO PER REPORTAGE. NON È LO STESSO RANUCCI CHE, OSPITE DI BIANCA BERLINGUER, SOSTENNE: ‘UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO IL MINISTRO NORDIO NEL RANCH DI CIPRIANI IN URUGUAY’, SALVO ESSERE SMENTITO IN DIRETTA DAL GUARDASIGILLI?”

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Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”

 

aldo grasso 3

Sigfrido Ranucci e alcuni giornalisti di Report hanno querelato soggetti tenuti al segreto per «rivelazione del segreto d’ufficio e del segreto investigativo».

 

Il paradosso è evidente: chissà che fra quei «soggetti» non vi siano proprio alcune di quelle fonti che in questi anni hanno alimentato il cosiddetto «metodo Report». Quello stile giornalistico, cioè, fatto di insinuazioni, tesi precostituite, audio carpiti («Audio esclusivi venuti in possesso di Report!»), telecamere nascoste, pedinamenti ostentati e un bel po’ di fango spacciato per reportage.

 

sigfrido ranucci con la redazione di report

Da tempo sosteniamo che, nelle sue inchieste, Ranucci parte spesso da una conclusione già definita e costruisce il racconto per confermarla, invece di lasciare che siano i fatti a determinarne l’esito.

 

È ancora viva nella memoria la messa in onda della conversazione privata tra una moglie furibonda per un tradimento e il marito, l’ex ministro Sangiuliano, impegnato in una goffa autodifesa. Era uno scoop giornalistico o una semplice mascalzonata?

 

valter lavitola e sigfrido ranucci - vignetta by osho

Esistono rivelazioni private che possono essere divulgate in nome della libertà di stampa e altre — quelle che riguardano Report — che devono invece essere protette dal segreto? E non è lo stesso Ranucci che, ospite di Bianca Berlinguer, sostenne che «una fonte ci ha detto di aver visto il ministro Carlo Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay», salvo essere smentito in diretta dallo stesso Guardasigilli?

 

Il nodo non è l’uso delle fonti riservate: ogni giornalismo d’inchiesta vive di quelle. Il problema nasce quando il rapporto con la fonte diventa opaco e il metodo si confonde con l’obiettivo. Se per sostenere una tesi si ricorre sistematicamente a strumenti borderline, non è più chiaro se sia il giornalista a governare la fonte o la fonte a governare il

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