antonio padellaro

“TI MANCA UNA PERSONA, E IL MONDO INTERO È VUOTO” - ANTONIO PADELLARO RICORDA IN UN LIBRO LA MOGLIE PAOLA GIGLI, SCOMPARSA A MARZO 2026, E UN’ITALIA CHE NON C’È PIÙ - QUANDO LEI 14ENNE DECIDE CHE TRASCORRERANNO LA VITA INSIEME, LUI AVVERTE “L’ANSIA GIÀ PROROMPENTE DI SENTIRMI LIBERO (DI FARE I MIEI PORCI COMODI)” - LEI CHE NON TOLLERA DI VEDERLO TRASANDATO E TEME CHE "DOPO", SENZA IL QUOTIDIANO ESAME DEL SUO ABBIGLIAMENTO, LUI POSSA LASCIARSI ANDARE". E L’INTERROGATIVO FINALE DI PADELLARO, LO STESSO DEL SUO AMICO E COLLEGA NANNI DELBECCHI, CHE NEL 2018 DEDICÒ IL DOCUFILM ALLA MORTE DELLA SUA COMPAGNA ALESSANDRA APPIANO, OVVERO “SE ALLA FINE DEI CONTI NON SIANO I MORTI A TENERE IN VITA I VIVI”

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Paolo Conti per il "Corriere della Sera" - Estratto

 

ANTONIO PADELLARO

Tra le tante citazioni che Antonio Padellaro propone nel suo Quando eravamo felici (Piemme) non per ostentazione culturale ma perché definiscono il suo dolore, una basta per spiegare cosa significhi dire addio a chi ha condiviso con te una intera vita.

 

Ovvero Joan Didion che, nel suo capolavoro L’anno del pensiero magico , dedicato alla scomparsa del suo compagno John Gregory Dunne, cita Philippe Ariès, grande analista del tema della morte in Occidente, quando scrive: «Ti manca una persona, e il mondo intero è vuoto».

 

A quel vuoto Padellaro dedica il diario del distacco da sua moglie Paola Gigli, scomparsa il 27 marzo 2026, conosciuta quando lei aveva 14 anni e lui «qualcuno di più». Personalità determinata: già a quell’età lei decide con lucida determinazione, preparandogli strategici appunti per gli esami di riparazione, che lui sarà «suo per sempre».

 

Fino alla malattia, a quell’esame medico concluso con la frase «inoperabile», un itinerario che ha una sola, per entrambi consapevole, conclusione: la morte.

 

ANTONIO PADELLARO COVER

Lei lo spinge a scrivere un libro (questo) che connetta insieme ricordi privati e familiari con la vita civile e politica dell’Italia, ovvero la materia del lavoro di Padellaro, autorevole firma storica del giornalismo italiano (capo dell’Ufficio romano del «Corriere della Sera», vicedirettore dell’«Espresso» e direttore de «l’Unità», fondatore e primo direttore de «il Fatto Quotidiano»).

 

Paola, apprezzata professionista specializzata nell’edilizia sanitaria, ha condiviso tutto con Antonio e così vita personale e professione pubblica si intrecciano offrendo il ritratto delle radici di un’Italia scomparsa.

 

I 16 anni di Padellaro coincidono con una faticosa estate impiegata a riparare latino, greco e matematica (la durezza dei padri gesuiti all’Istituto Massimiliano Massimo) sotto il quarto governo Fanfani. Sì, scrive Padellaro, «c’erano i democristiani forchettoni e c’era il Vaticano che interferiva nella politica italiana a ogni stormir di fronde. Ma trovatelo un altro governo capace in pochi mesi di smantellare il monopolio dei gruppi privati, e un botto di extraprofitti, con la nazionalizzazione dell’energia elettrica». Oggi sarebbe fantapolitica, soprattutto fantaeconomia.

 

antonio padellaro in altre parole.

La malattia di Paola avanza, lei gli controlla le macchie sul maglione, non tollera di vederlo trasandato e teme che «dopo», senza il quotidiano esame del suo abbigliamento, lui possa lasciarsi andare. Perché Paola sa bene ciò che lui scriverà alla fine del libro: «Tra noi due quella fondamentale per l’intelligenza, per la cura, per l’amore, per l’attenzione, per la semplicità, per la generosità, per l’altruismo, per la sensibilità umana, per la resistenza davanti al dolore fisico e non solo, per ciò che hai donato senza chiedere nulla in cambio, sei stata tu».

 

Lui sottoscrive autoanalisi spietate. Quando lei quattordicenne decide che trascorreranno la vita insieme lui avverte «l’ansia già prorompente di sentimi libero (di fare i miei porci comodi)». Istinto, spesso sentimentalmente suicida, ben noto a milioni di uomini di ogni continente.

antonio padellaro (10)

 

Padellaro ricostruisce tante pagine di storia italiana. Per esempio la sua partecipazione al film di Roberto Faenza Forza Italia! del 1978 (imbattuto esempio di slogan-profezia), una ricostruzione molto caustica del regime democristiano di cui Padellaro padre, Giuseppe, fu autorevole esponente per anni come direttore generale della Proprietà letteraria, artistica e scientifica. Scelta che costò una frattura: una amareggiata lettera del padre, nascosta e mai riletta dal figlio.

 

In termini psicoanalitici si chiama rimozione.

LUIGI SILORI GIUSEPPE PADELLARO

L’assassinio di Piersanti Mattarella, affrontato da cronista sul campo nel 1980 a Palermo, e quel ricordo vale mille documentari per ricostruire il clima politico che fece da sfondo al barbaro omicidio. Altri capitoli non vissuti in prima persona ma ricostruiti da cronista: il delitto Montesi, il caso Mattei, le dimissioni di Enzo Forcella da commentatore de «La Stampa» nel 1959 quando lui incoraggia il Psi sulla strada del centrosinistra e il giornale, invece, assecondando l’analisi della Fiat e di Giuseppe Saragat, descrive i socialisti come incapaci di svincolarsi dall’abbraccio con il Pci.

 

FORZA ITALIA ROBERTO FAENZA

Le due materie, privata e pubblica, si fondono come in un flusso di coscienza. Resta senza risposta l’interrogativo finale di Padellaro, lo stesso del suo amico e collega Nanni Delbecchi che nel 2018 dedicò il docufilm Amica di salvataggio alla morte della sua compagna Alessandra Appiano. Ovvero «se alla fine dei conti non siano i morti a tenere in vita a vivi».

marco travaglio antonio padellaro (14)padellaro malcom paganiantonio padellaro e monica giandotti foto di bacco (1)carlo freccero e antonio padellaroenrico mentana carlo freccero antonio padellaro bianca berlinguer massimo gianninimassimo giannini bianca berlinguer antonio padellaroantonio padellarofranco carraro umberto ranieri antonio padellaro foto di baccoquotazione del fatto quotidiano marco lillo antonio padellaro peter gomez cinzia monteverdi marco travaglio quotazione del fatto quotidiano marco lillo antonio padellaro peter gomez cinzia monteverdi marco travagliopadellaro kanakis e scanzibianca berlinguer antonio padellaroantonio padellaro monica giandotti roberto d agostino foto di baccoSANDRA AMURRI PADELLAROmarco travaglio antonio padellaro (3)antonio padellaro foto di baccoFURIO COLOMBO ANTONIO PADELLARO antonio padellaro foto di baccoantonio padellaro melania rizzoliantonio padellaro (6)