DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO…
PARTON E NON TORNO PIÙ! – È MORTA A 80 ANNI DOLLY PARTON, LA REGINA INDISCUSSA DELLA MUSICA COUNTRY. SE NE È ANDATA DOPO UNA LUNGA MALATTIA – STILE ECCESSIVO, CON TRUCCO PESANTE, PETTINATURA COTONATA E ABITI DI SCENA CON CHILI DI STRASS E BRILLANTI, ERA AUTOIRONICA: “CI VOGLIONO UN SACCO DI SOLDI PER SEMBRARE COSÌ CHEAP… SEMBRO TUTTA FINTA, MA SONO COMPLETAMENTE VERA, COME AUTRICE E COME PERSONA” – NATA NEL TENNESSEE DA UNA FAMIGLIA CONTADINA, CON 11 FRATELLI, IN CARRIERA HA VENDUTO 100 MILIONI DI DISCHI – NEL 1973 ARRIVÒ IL PRIMO NUMERO UNO IN CLASSIFICA CON “JOLENE”, L’ANNO DOPO FU LA VOLTA DI “I WILL ALWAYS LOVE YOU” – PIACEVA AI CONSERVATORI (TRUMP HA ANNUNCIATO BANDIERE A MEZZ’ASTA PER UNA SETTIMANA), MA ERA ANCHE UN'ICONA DELLA COMUNITÀ LGBTQ+
1. LA FIDANZATA D’AMERICA
Estratto dell’articolo di Andrea Laffranchi per il “Corriere della Sera”
L’America è rimasta senza voce. È morta ieri Dolly Parton, la regina della musica country. Titolo assoluto, non aveva rivali e non c’era re che potesse contrastare il suo regno. Aveva 80 anni e se ne è andata dopo una lunga malattia che di recente l’aveva costretta a cancellare una residency a Las Vegas e a fermare le voci sulla sua salute con un «Non sono ancora morta».
[…] La sua immagine — come la sua personalità — era esagerata, formato extra large: il trucco pesante, le pettinatura platinata e cotonata, gli abiti di scena ricamati con chili di strass e brillanti. «Sembro tutta finta, ma sono completamente vera, come autrice, come professionista e come persona», aveva detto.
Ironica: «Ci vogliono un sacco di soldi per sembrare così cheap». Con queste armi e con il country, la musica dell’America più profonda e rurale, era entrata nell’immaginario a stelle e strisce.
[...] piaceva ai conservatori, il presidente Donald Trump ha annunciato bandiere a mezz’asta per una settimana, ma era anche un'icona della comunità LGBTQ+. Non è mai arrivata a essere una superstar globale, alla Madonna, ma le sue canzoni sono state uno dei tratti unificanti della cultura statunitense.
Quella di Dolly Parton è stata una storia da puro american dream , riscatto e ascesa sociale. Nata nel Tennessee, famiglia contadina, 11 fratelli: aveva ricordato le sue origini umili in Coat of Many Colors , ispirata al cappottino che mamma le aveva cucito con avanzi di tessuti diversi ma che da bambina la faceva sentire ricca.
Con la musica, 100 milioni di dischi venduti, ricca lo è diventata. Aveva anche deciso di restituire qualcosa di quanto la popolarità le aveva portato: con la Dolly Parton’s Imagination Library, dedicata al padre che non aveva potuto studiare, ha donato oltre 300 milioni di libri ai bambini.
Aveva iniziato da piccina esibendosi nelle radio locali, fino a diventare autrice di successi da Top 10 per altri artisti. Nel 1967 fu Porter Wagoner, star del country, a volerla al suo fianco in tv e a lanciare la sua carriera a Nashville, il cuore pulsante del country.
Nel 1973 arrivò il primo numero uno nella classifica country di Billboard: Jolene , drammatica richiesta alla rivale di stare lontana dal suo uomo. L’anno dopo fu la volta di I Will Always Love You , nel cui testo si nasconde l’addio professionale a Wagoner, resa poi immortale da Whitney Houston nel 1992. Dolly raccontava di averle scritte nella stessa notte. Che notte... [...]
2. ADDIO DOLLY PARTON, ICONA STATUNITENSE NON SOLO COUNTRY
Estratto dell’articolo di Stefano Crippa per “il manifesto”
II Rossetto acceso, pettinature cotonate all’eccesso, look eccentrici e una voce cristallina da mezzo soprano che nemmeno il tempo era riuscito a scalfire. Dolly Parton, morta ieri sera a Neshville nel Tennessee dopo una lunga malattia, non era solo la «regina» del country come in maniera semplicistica veniva liquidata da chi non amava quel genere, ma un personaggio che ha dominato la scena artistica e il core business dello spettacolo americano per oltre sessant’anni.
Sempre rimanendo fedele a se stessa: «Si può essere una donna forte anche con il rossetto acceso e un cuore gentile» – confessava garrula ai giornalisti mentre intanto metteva le basi per un impero economico – da abilissima imprenditrice qual era – che inglobava musica (ha venduto oltre 100 milioni di dischi), cinema, televisione, diventando anche madrina di eventi culturali e sponsor (molto) generosa.
Con il suo nome è stata ribattezzata perfino la prima pecora clonata, divenuta per questo la più famosa della storia.
[...]
Negli ottanta diventa anche attrice dotata di una verve comica non indifferente – la ricordiamo al fianco di Jane Fonda e Lily Tomlin nel delizioso 9 to 5 – commedia proto-femminista diretta da Colin Higgins dove un gruppo di segretarie si allea contro un capo ufficio dai modi di fare dittatoriali e maschilisti, fantasticando di sbarazzarsene.
Nel 1982 recita in Il più bel casinò del Texas con Burt Reynolds. Nel 1984 è protagonista in Nick lo scatenato e poi in Fiori d’acciaio (1989), drammone strappalacrime dove appare una giovane Julia Roberts, consolidando la sua fama anche a Hollywood.
Ma Dolly non abbandona mai la musica, tiene concerti davanti a centinaia di migliaia di spettatori e incide dischi, uno in particolare – Trio, con Emylou Harris e Linda Ronstadt, diventa un caposaldo del country.
Una torrenziale discografia dove va citato senz’altro il capolavoro White Limozeen (1989), prodotto da Ricky Staggs, dove torna alle radici del country fondendole con il blues. Il successo le arride anche in veste di autrice, la sua I will always love you scritta originariamente nel 1974, viene ripresa nel 1992 da Whitney Houston e scelta come tema del film Guardia del corpo, si trasforma in un evergreen di proporzioni mondiali.
Smesso trucco e parrucco, il personaggio Parton è stato anche un simbolo di un’America che cambia ma sempre presente a se stessa. Volutamente, in politica, non si è mai schierata ha appoggiato però il movimento Black Lives Matter - ma non sorprende che Trump abbia voluto mettere il sigillo sulla sua scomparsa, annunciando su Truth: «In suo onore, farò abbassare a mezz’asta la bandiera americana in tutti gli Stati uniti per una settimana».
sylvester stallone dolly parton
[...] nel 1986 inaugura Dollywood, un parco a tema nel Tennessee che unisce attrazioni, musica e cultura appalachiana. Oggi dà lavoro a circa 3 mila persone. Accanto a questo, Parton crea un vero impero dell’intrattenimento: teatri, programmi tv, una casa discografica (Dolly Records), produzioni per Netflix e una linea di cosmetici.
Nel 1995 fonda l’Imagination Library, che oggi ha distribuito gratuitamente più di 200 milioni di libri per l’infanzia in tutto il mondo. Un gesto nato per onorare suo padre, analfabeta, che sognava di poter leggere. Durante la pandemia da Covid-19, ha donato un milione di dollari alla ricerca per il vaccino Moderna.
«L’immaginario Parton» investe anche lo stile: uno studiatissimo kitsch frutto del lavoro di costumisti straordinari che hanno lavorato a Hollywood; da Ann Roth e Bob Mackie al fedelissimo Steve Summers, al suo fianco da più di trent’anni. [...]
dolly parton 8
dolly parton vestita da coniglietta per il marito 2
dolly parton a los angeles gennaio 2012
dolly parton nel 2002
dolly parton e la sua assistente judy ogle
dolly parton concerto
dolly parton country
dolly parton
dolly parton e mick jagger
dolly parton vestita da coniglietta per il marito
dolly parton vestita da coniglietta per il marito 1
dolly parton e il marito carl dean 2
dolly parton e il marito carl dean
dolly parton 3
dolly parton, lily tomlin e jane fonda by ron galella
dolly parton 1
dolly parton 7
DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO…
DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA…
DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL…
FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI…
DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA…
DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA…