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L'IMPERO DEL VECCHIO ESISTE SOLO SULLA CARTA, LA HOLDING DELFIN STA EVAPORANDO, I RISSOSI OTTO EREDI RIESCONO SOLO A FAR FELICI GLI STUDI LEGALI, MENTRE ESSILUX HA PERSO CIRCA IL 40% DEL SUO VALORE NELL'ULTIMO ANNO E IL RISCHIO DI CADERE IN MANO DEGLI AZIONISTI FRANCESI SI AVVICINA INELUTTABILE - ORA L'ULTIMO CASINO DELLA SAGA DEL VECCHIO E' IL ''VAFFA'' DI LEONARDINO AL SUO UNICO ALLEATO, IL MANAGER SUPREMO FRANCESCO MILLERI, REO DI NON ESSERE RIUSCITO A COMBINARE UN CAZZO IN DELFIN: DAL RIASSETTO AZIONARIO DEGLI EREDI VOGLIOSI DI VENDERE LE LORO QUOTE ALLA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARIE (MPS, GENERALI, UNICREDIT), FINO ALLA BOCCIATURA DA PARTE DEL CDA DELFIN, QUANDO “LMDV” AVREBBE DOVUTO RICEVERE L’OK ALL’INDEBITAMENTO DA 10 MILIARDI PER RILEVARE LE QUOTE DI DUE FRATELLI - MILLERI LO SOSTENEVA, MA FU MESSO IN MINORANZA. DA QUI SEMBREREBBE NATA LA FRIZIONE TRA IL 31ENNE EREDE, VIVACISSIMO "COMPRO-TUTTO-IO" SUL MERCATO EDITORIALE E GRAN PROTAGONISTA DI CRONACHE GOSSIP E IL MANAGER CHE DA QUANDO E' FINITO INDAGATO CON CALTAGIRONE E LOVAGLIO SULLA "OSCURA SCALATA" DI MPS A MEDIOBANCA, NON VEDE L'ORA DI MANDARLI TUTTI A SCOPARE IL MARE...
Daniela Polizzi per corriere.it - Estratti
Leonardo Maria Del Vecchio ha lasciato tutti gli incarichi ricoperti in EssilorLuxottica: nella lettera di addio, critica il modo in cui viene gestita oggi EssilorLuxottica.
Secondo il giovane imprenditore della Lmdv Capital, la società è diventata più «distante» e «impersonale» e si è indebolito il rapporto con le persone che lavorano nel gruppo.
«L’entusiasmo non è quello di prima. Il senso di appartenenza non è quello di prima. La distanza si sente», scrive Del Vecchio, aggiungendo che «le persone lo sanno prima dei mercati». Il riferimento è dunque alla gestione di Francesco Milleri, il manager scelto dal fondatore di Luxottica per guidare il gruppo dopo la sua morte.
Le tensioni in Delfin
Milleri aveva preso il posto del fondatore anche al vertice di Delfin, la cassaforte cui fa capo il 32,4% di Essilux ma anche le quote in Mps (17,5%), Generali (10% circa) e UniCredit (2,7%). Ed è probabile, secondo molti osservatori, che le frizioni si siano consumate proprio in Delfin.
Leonardo Maria Del Vecchio la scorsa primavera aveva provato a rilevare il 25% della capogruppo lussemburghese dai fratelli Luca e Paola. L’idea dell’operazione nasceva dall’impossibilità di trovare un accordo in famiglia.
C’erano infatti almeno tre azionisti (Luca, Paola e forse anche Rocco Basilico) che avrebbero voluto vendere le loro quote in Delfin. Così Leonardo Maria si è fatto avanti per acquistarne almeno due nell’ambito di un’operazione che avrebbe richiesto un finanziamento di 10 miliardi da parte delle banche. Ma vista la complessità dell’operazione che richiedeva garanzie e pegni sulle azioni Delfin che la holding per statuto non poteva dare, le banche finanziatrici hanno fatto un passo indietro.
leonardo del vecchio - vignetta
Così Leonardo Maria ha cercato il supporto del board di Delfin che vede al vertice il presidente Francesco Milleri. Ma la sua proposta è stata respinta da quattro consiglieri su sei, con il voto negativo anche dell’amministratore delegato della cassaforte Romolo Bardin. Hanno invece votato a favore lo stesso Milleri e il notaio Mario Notari. E non è bastato.
La maggioranza del board non se l’è sentita di sostenere un progetto che poteva mettere a rischio gli assetti di Delfin che il cda deve tutelare per statuto. Da qui sembrerebbe nata la frizione tra il giovane erede e il manager. Milleri aveva comunque dato disponibilità a studiare formule diverse per sbloccare l’impasse tra gli azionisti , anche con un intervento diretto della stessa Delfin.
La holding può infatti compiere buyback sulle quote dei soci. Ma anche in questo caso sarebbe stato necessario l’accordo di almeno sei degli otto azionisti, una intesa che in quella fase non era possibile raggiungere.
leonardo maria del vecchio laurea honoris causa tor vergata
(...)
Alla scelta di Leonardo Maria - che lascerà il gruppo il 31 agosto - avrebbero contribuito altri aspetti. Come l’eccessiva esposizione mediatica delle vicende personali del giovane erede, cosa che non sarebbe stata gradita dai vertici di Essilux.
Chi rischia di subire i danni più gravi è infatti la stessa multinazionale che che dal picco di novembre dello scorso anno alla borsa di Parigi ha perso circa il 40 per cento del suo valore.
Senza dubbio, la svolta tecnologica impressa da Milleri - che punta sugli smart Glass e il med tech per la nuova fase di crescita - ha richiesto tempo al mercato per capire i nuovi scenari.
Ma è soprattutto stata la discordi in famiglia a penalizzare il titolo di Essilux che, però , nelle scorse settimane si stava riprendendo. In questo momento a fare di nuovo le spese di quest’ultimo colpo di scena potrebbe essere Essilux.
FRANCESCO MILLERI LEONARDO DEL VECCHIO
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ROMOLO BARDIN
LA GALASSIA DI PARTECIPAZIONI DELLA HOLDING DELFIN
leonardo maria del vecchio laurea honoris causa tor vergata
FRANCESCO MILLERI
GLI EREDI DI LEONARDO DEL VECCHIO
sara soldati e leonardo maria del vecchio
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