DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON…
LA BIENNALE? È UN RITROVO DI PARTY-GIANI PRONTI AD ASSALTARE I BUFFET - ANTONIO RIELLO: LE INAUGURAZIONI CHE RUOTANO ATTORNO ALLA BIENNALE SONO PRESE D’ASSALTO. LE CENE SONO GLI EVENTI PIÙ ESCLUSIVI ED AMBITI: NON MANCA UN FLORIDO "MERCATO NERO" DI ACCREDITI E INVITI. MA MOLTI SI ACCONTENTANO DI APERITIVI E QUALCHE SELFIE CON LA STAR DI TURNO - SEMBRA CHE LA BIENNALE DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO PASSI IN SECONDO PIANO DI FRONTE AL NUMERO VERTIGINOSO DI INIZIATIVE CHE LA CONTORNANO - IL PADIGLIONE DELLA FEDERAZINE RUSSA SI È APERTO GIÀ ERI, MA OGGI ARRIVANO LE PUSSY RIOT. AL MOMENTO DA VENEZIA È TUTTO...
Antonio Riello per Dagospia
Venezia. Il Popolo dell’Arte Contemporanea, come succede ogni due anni, ha invaso la città. In termini di dress-code quest’anno sembra che vadano per la maggiore le scarpe sportive verde acido. Più il colore è acido e più sono trendy.
Le inaugurazioni (e le “pre-inaugurazioni”) pubbliche e private, che ruotano attorno alla Biennale sono prese d’assalto. Le cene sono gli eventi più esclusivi ed ambiti. Non manca un florido “mercato nero” di accrediti e inviti. Ma molti si accontentano di aperitivi (anche qui ci vuole l’invito) e qualche selfie con la star di turno (Marina Abramovic è stata l’oggetto di migliaia di selfie, se fosse comparsa la Madonna Pellegrina al suo posto non avrebbe avuto tanti devoti). Altri, da fuori, sbirciano e provano a fare qualche foto. Si consolano con il solito: “Ma almeno io c’ero!”
A volte sembra che la Biennale passi in secondo piano di fronte al numero vertiginoso di iniziative che la contornano. In ordine sparso un breve elenco delle cose che mi hanno colpito (non necessariamente in termini di cocktail o mondanità).
Molto intelligente il progetto KUNSTHAUSE PARADISO a Palazzo Molin Querini. Curato da Caroline Corbetta consiste in un atelier aperto dove artiste e artisti (piuttosto giovani) possono vivere assieme e scambiare esperienze. La stessa curatrice vive nel palazzo. Insomma un work in progress in continua crescita e definizione, non la solita esibizione di potere.
Impegnativa sul piano intellettuale la mostra STRANGE RULES a Palazzo Diedo (la roccaforte culturale veneziana del tycoon illuminato Nicolas Berggruen). Scienza (anche molta AI) ripensata da una prospettiva artistica. Viene definita la “Protocol Art”: non una analisi passiva della tecnologia digitale ma un dominus creativo che cerca di plasmarla. Tanta roba, richiede tempo ma ne vale la pena. Philippe Parreno coglie l’occasione di presentare una sua opera recentissima: “The Diambulist Himself”.
AMA VENEZIA ospita i gusti artistici di un importante collezionista franco-svizzero, Laurent Asscher. Sono presenti artisti di fama come Charles Ray, Arthur Jafa, Jenny Saville, Ed Rusha. Non voglio rovinare la sorpresa e quindi non scrivo di più, ma una delle cose più fantastiche che si possono vedere in questi giorni a Venezia si trova proprio qui. Andate a vedere l’installazione di Tino Sehgal. Armatevi di pazienza, spegnete lo smartphone e mi darete ragione.
La mostra di JOSEPH KOSUTH ai Tre Oci, alla Giudecca. E’ una mostra molto ben fatta che è senz’altro istruttiva e utile per capire chi è questo artista e cosa fa. Un po’ meno travolgente forse per chi già lo conosce. Non è colpa di Kosuth, semplicemente il Concettuale puro-e-duro tende ad esaurire rapidamente la propria carica di sorpresa e di interesse.
TONY CRAGG a Cà Tron e alla neonata Fondazione Dries Van Noten. Sculture in pietra iraniana. E in vetro di Murano prodotte dalla Fornace Berengo. Quando uno è bravo è bravo.
Ai Giradini la macchina biennalesca si è messa in moto con almeno un giorno di anticipo. Le solite regole quest’anno sembrano rilassate se non addirittura ignorate. Il padiglione della Federazine Russa si è aperto già eri, ma oggi arrivano (sembra) le Pussy Riot. Vi aggiorno più tardi. Al momento da Venezia è tutto.
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performer nuda padiglione austriaco della biennale 1
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marasela senzeni
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