
DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ…
(AGI) - Parlare di polemica quando c'e' di mezzo Zdenek Zeman, l'allenatore della Roma, e' davvero molto facile. L'ultima e' durata pero' lo spazio di un pomeriggio. Prima le sue parole su Abete che saranno pubblicate sul settimanale Sette in edicola venerdi', poi la precisazione del tecnico boemo arrivata in serata: quelle parole sono state male interpretate. Dopo le polemiche per le sue parole su Conte il boemo sembrava puntare il dito sul presidente della Federcalcio Giancarlo Abete.
Alla domanda con che nemico andrebbe a cena, se con il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, Zeman risponde: "Perche' no? Abete non e' nemico mio. E' nemico del calcio". Nessuna reazione ufficiale da parte della Federcalcio, ma con ogni probabilita' delle pressioni informali per rettificare quelle parole. Cosi' in serata arriva la precisazione con Zeman che sottolinea come non volesse attaccare il presidente della Figc, ma voleva riferirsi al sistema calcio nel suo complesso.
La sensazione, pero', e' che la gaffe ormai e' fatta. A questo punto non resta che aspettare venerdi' e leggere quello che e' uscito sul settimanale Sette. Confermate, invece, le altre risposte dell'allenatore della Roma secondo quella che e' stata l'anticipazione inviata alle redazioni. Sulle pagine del settimanale Zeman racconta la sua idea di calcio che dovrebbe puntare su "serieta' e impegno".
Dell'ambiente calcistico dopo gli scandali dice: "C'e' qualche miglioramento. Ma temo che sia piu' paura di essere scoperti che per convinzione. Servono piu' esempi positivi". Il calcio per lui "dovrebbe essere semplicita'" e sempre riferendosi agli intrighi di palazzo ammonisce: "Bisogna vincere dimostrandosi superiori sul campo e non fuori dal campo".
A Massimo Moratti che ha detto di essere stato sul punto di siglare negli ultimi anni un accordo tra l'Inter e Zeman, il tecnico risponde: "Molte parole. Ma poi bisogna vedere se ci sono le condizioni per lavorare bene. E non parlo di giocatori da acquistare". L'allenatore e' critico anche sulle quotazioni delle societa' di calcio in Borsa: "Non dovrebbero essere quotate in Borsa. I risultati mi danno ragione. Il calcio deve stare fuori dalla finanza e dalla politica".
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