FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI…
Dagonews
Si fa presto a dire "rottamazione", quando sono in gioco le poltroncine di prima fila delle ex grandi aziende di Stato, come Eni, Enel, Finmeccanica e Terna. L'avvertimento, pesante, arriva da un report della banca svizzera UBS, alla quale dev'essere piaciuta poco la notizia secondo la quale Renzie si preparerebbe a far fuori i principali top manager di nomina pubblica per procedere a un completo ricambio.
Gli analisti della banca svizzera, abituati a guardare esclusivamente ai risultati economici e non agli equilibri politici o alle aspirazioni di singoli boiardi, dopo aver letto la rassegna stampa italiana degli ultimi giorni devono aver fatto un salto sulla sedia. "Per ora - scrivono ai loro clienti nell'analisi - si tratta solo di congetture di stampa".
Tuttavia, notano in Ubs, "recentemente il mercato ha premiato Enel per l'efficace cambio di strategia e per l'obiettivo di integrazione delle partecipazioni di minoranza. Per cui - concludono - qualsiasi cambio potrebbe creare incertezza sulle strategie future". Godono ovviamente Fulvio Conti & soci.
Questo genere di report costituisce la lettura quotidiana della comunità finanziaria internazionale. Anche sulla base di queste analisi, i banchieri e i gestori dei grandi fondi esteri decidono dove investire i loro capitali, spostando miliardi da un Paese all'altro.
Ubs quindi, ma anche gli altri big della finanza mondiale che hanno ingenti capitali investiti nelle aziende italiane come Blackstone, Fidelity, Prudencial, Nomura, Bank of New York, Blackrock, JP Morgan, nelle settimane scorse hanno fatto pervenire il loro messaggio: analizzare i risultati e valutare le strategie, poi decidere chi deve essere a guidarle.
Fulvio Conti e Paolo Scaroniimage
scaroni e renzi spl
Alessandro Cattaneo
pansa alessandro
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