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Alessandro Mondo per “la Stampa”
Dove termina la necessità di dare spazio alla pluralità delle idee personali e dove comincia il rischio di eleggerle a categorie, dando loro un' involontaria legittimazione?
Il tema, esploso a Torino, rimanda a due realtà che più lontane non si potrebbe: la Regione Piemonte e «Ciao Darwin», la fortunata trasmissione condotta da Paolo Bonolis su Canale 5.
Ad innescare il «casus belli», il «casting» avvenuto il 12 gennaio presso la Film Commission Torino Piemonte in vista della prossima trasmissione. Tra le tipologie richieste per sperare di essere arruolati - dalle taglie forti ai sindaci, dai teenager ai cantanti - compaiono «persone contrarie all' integrazione degli stranieri in Italia» e «persone contro i diritti delle unioni gay».
Cosa tenga insieme tutti questi profili non è dato sapere.
Inevitabile, e fors' anche prevedibile, la reazione, deflagrata su Facebook ed estesasi ai giornali. In primis quella di Monica Cerutti, assessora all' Immigrazione e alle Pari Opportunità in quota Sel, che ha risposto con un comunicato di fuoco: «Ciao Darwin, un casting a Torino per cercare omofobi e razzisti».
Il titolo è acqua fresca rispetto al contenuto: «Inaccettabile che in un momento in cui l' odio verso il diverso è sempre maggiore, ci siano programmi che vogliono alimentare la xenofobia e l' omofobia». Posizione sostenuta da Sergio Chiamparino. Reazione eccessiva? «Al contrario - ribadisce l' assessora - . Giusto raccogliere le idee, anche diverse, ma non si possono trasformare in tipologie. Di certo non si aiuta il contrasto alle discriminazioni». Contro le quali, per inciso, la Regione sta approvando una legge.
No comment di Mediaset.
PAOLO BONOLIS AI TEMPI DI BIM BUM BAM
Mentre Film Commission si rammarica con un comunicato: «Abbiamo ospitato diverse volte il casting organizzato dalla redazione di "Ciao Darwin" confidando nella professionalità e correttezza finora dimostrata e nella mancanza totale, finora, di riferimenti a "concorrenti" chiamati a esprimere opinioni su argomenti sociali e politici. Nella velocità del lavoro quotidiano, ha mancato in quest' ultimo casting di notare tra le varie "tipologie" di concorrenti quelle indicate. Ci spiace molto, poichè Film Commission nel suo lavoro riconosce al cinema e alla televisione un ruolo sociale e culturale».
Anche così, nessuno scampa all' ira della Cerutti: da «Ciao Darwin» a Film Commission («E' una Fondazione sostenuta da Regione e Comune, scriverò anche a loro»), passando per l' Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, chiamato ad intervenire.
fiorello selfie a roma inter con bonolis
Paolo Bonolis
BONOLIS SCHERZI A PARTE
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