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CAIRO DIARIO – IL “CORRIERE DELLA SERA” DEDICA DUE PAGINATE A UN’INTERVISTA AL SUO EDITORE, URBANO CAIRO! NEL COLLOQUIO CON FABRIZIO RONCONE, URBANETTO SI AUTOCELEBRA IN OCCASIONE DEI DIECI ANNI DA QUANDO RILEVÒ IL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO – LA NOTIZIA CHIAVE: “QUANDO SONO ARRIVATO AVEVAMO UN DEBITO DI 430 MILIONI; ORA VIAGGIAMO TRA I 50 E I 60 MILIONI DI UTILE L’ANNO” – LE SEI GRANDI FOTO, L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, GLI ELOGI AI DIRETTORI E I GIUDIZI SU MELONI, SALVINI, TAJANI, RENZI (“UN FENOMENO”) – LA GIORNATA PIÙ TRISTE: LO SCIOPERO DI DUE GIORNI NEL 2023...

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Da https://www.professionereporter.eu/

DOPPIA PAGINATA SU URBANO CAIRO - CORRIERE DELLA SERA

 

Due intere pagine -16 e 17- del Corriere della Sera del 2 agosto dedicate a un’intervista a Urbano Cairo, proprietario di Rcs-Corriere della Sera.

 

Non succede tutti i giorni.

 

L’intervista celebra dieci anni da quando Cairo, formato alla scuola di Berlusconi, “editore puro”, nel senso che non ha altri campi di interesse economico (a parte il Torino calcio), ha acquisito il più grande e il più diffuso quotidiano italiano.

 

La notizia chiave delle due pagine è questa: “Quando sono arrivato avevamo un debito di 430 milioni: negli ultimi 5 anni avevano perso un miliardo e 300 milioni. Ora viaggiamo con utili tra i 50 e i 60 milioni l’anno”. E questo è davvero un enorme successo di Cairo, poiché con i precedenti padroni (Fiat, Mediobanca, Pirelli e altri componenti del “salotto buono”) le cose stavano sempre più precipitando.

 

urbano cairo

Come intervistatore Cairo ha scelto il più brillante del Corriere (assieme naturalmente al vicedirettore Aldo Cazzullo), Fabrizio Roncone, che a un certo punto, raccontando che l’editore guarda e controlla personalmente tutti i conti del giornale, confessa di essere in ritardo di otto anni nella presentazione delle sue note spese da inviato.

 

Nell’intervista, corredata da sei grandi foto, si parla dell’idea temeraria di comprare il Corriere, che veniva letto dalla prima all’ultima pagina dal nonno Mario, dei due forni Corriere e La7, uno più governativo, l’altra più oppositiva, dei posti di lavoro che non sono in discussione, dell’Intelligenza artificiale che i giornalisti usano tanto.

 

E poi gli elogi per i due Direttori principali del Gruppo del Corriere e della Gazzetta dello Sport, Luciano Fontana e Stefano Barigelli, i giudizi su Meloni, Salvini, Tajani, Renzi (“Un fenomeno!”), Vannacci. E la giornata più triste, quella dello sciopero della redazione di due giorni, giugno 2023 su smart working e aggiornamento professionale.

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