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LA CANNES DEI GIUSTI - VORREI SAPERE CHI NON È FAN DEL QUASI 90ENNE BRUCE DERN, UNO DEI CATTIVI PIÙ GRANDI CHE HOLLYWOOD ABBIA MAI AVUTO (TANTO CATTIVO DA UCCIDERE, PURE ALLE SPALLE, JOHN WAYNE IN "THE COWBOYS"). A CANNES È STATO PRESENTATO IL DOCUMENTARIO SULLA SUA VITA “BERNSIE. THE AMAZING LIFE OF BRUCE DERN”: CRESCIUTO IN UNA FAMIGLIA POTENTE DI CHICAGO, IL NONNO DI DERN ERA MINISTRO DELLA GUERRA DEL GOVERNO DI FRANKLIN ROOSEVELT...
Marco Giusti per Dagospia
bruce dern e diane ladd in i selvaggi
Vorrei sapere chi non è fan di Bruce Dern, uno dei cattivi più grandi che Hollywood abbia mai avuto, tanto cattivo da uccidere (pure alle spalle) John Wayne in “The Cowboys” di Mark Rydell (“Ti odieranno tutti”, gli disse Duke, che non sapeva neanche morire perché era sempre stato l’eroe vincente. “Sì, ma a Berkley sai come mi ameranno”, rispose lui).
Cresciuto con il suo amico del cuore, Jack Nicholson, ancora prima di dar vita alla serie dei bikers movie di Roger Corman, adorato da Alfred Hitchcock, che lo volle in due film, “Marnie” e “Complotto di famiglia”, da Quentin Tarantino, che lo ha diretto in “The Hateful Eight”, dove era il generale Sandy Smithers, e in “C’era una volta a Hollywood”, da Alexander Payne, che lo ha rilanciato in “Nebraska”.
Ma anche grande attore di teatro, uscito dall’Actor’s studio benedetto dal Elia Kazan, “Hai un dono, quello di diventare una grande star da vecchio”. A vederlo oggi a Cannes, 90 anni preciso, vecchissimo e amatissimo, assieme alla figlia, Laura Dern, per presentare il documentario sulla sua vita “Bernsie. The Amazing Life of Bruce Dern” di Mike Mendez, sembra che la profezia si sia avverata. Ma non credo che sia stato facile per lui, cresciuto in una famiglia potente di Chicago, il nonno era ministro della guerra del governo di Franklin Roosevelt quando è nato nel 1936, vedersi superare in popolarità da tutti.
NEBRASKA BRUCE DERN E WILL FORTE
Passi per Paul Newman e Montgomery Clift, ma anche da Peter Fonda, da Dennis Hopper… I genitori erano troppo ricchi, troppo conservatori e troppo alcolici. Non facevano altro che bere e fumare. Quando a 19 anni dirà che non voleva fare la carriera politica ma diventare attore, taglia qualsiasi contatto con loro. Ma grazie alla loro fama verrà riformato e non partirà militare.
E quando Jack Clayton cercherà qualcosa in più di un bravo attore per il personaggio di Tom Buchanan ne “Il Grande Gatsby”, qualcuno che abbia fatto davvero parte del mondo dei ricchi americani un po’ pezzi di merda (lo dice Dern), lo sceglierà subito. Perché capisce che non è affatto l’attore strambo e drogato della New Hollywood. Inoltre non è per nulla né strambo né drogato, anche se lo farà benissimo in “The Trip”, “I selvaggi”, “Psych-Out”, anzi è salutista appassionato di corsa e di maratone. Va sul set correndo.
Kazan gli offre un piccolo ruolo in “Fango sulle stelle”, ma lo forma. Ma negli anni ’60 non c’è serie western che non lo voglia come guest star. Muore sempre. E’ un cattivo. Quentin Tarantino, intervistato, dimostra di conoscere tutta la carriera televisiva di Bruce Dern, che offre delle perle assolute. Un duello con Warren Oates, un personaggio che mena di brutto Barbara Stanwyck.
Diventa popolarissimo come cattivo della tv. Ma Robert Aldrich lo vuole come padre di Bette Davis giovane in “Piano… piano, dolce Carlotta”. Favolosa la storia di Joan Crawford che si vede cacciare dal set perché insopportabile. Trova sulla sedia Olivia de Havilland e le chiede “Che ci fai qui, Livvie?”. “Prende il tuo posto, stronza”, le risponde Bette Davis.
Anzi, le dice “cunt” che è un po’ peggio di stronza. Jack Nicholson, suo amico del cuore, lo salva dalla tv e dai film di serie B come “The. Incredibile 2 Headed Transplant”, dove però conosce la sua seconda moglie, Diane Ladd, madre di Laura Dern. Nicholson lo vuole come suo fratello in “King of Marvin Gardens” di Bob Rafelson, un grande film della New Hollywood. E’ il protagonista assoluto, e unico attore, del bel film di Fantascienza, “Silent Running” di Douglas Trumbull, mago degli effetti speciali. Ha solo la sfortuna di uscire contemporaneamente a “The Cowboys”, il film dove uccide John Wayne e viene odiato da tutti gli americani. Poi verranno “Il Grande Gatsby”, “Smile” di Michael Ritchie, “Black Sunday” il bellissimo “Tornando a casa” di Hal Ashby, che prese il posto di John Schlesinger, per il quale venne candidato all’Oscar, “Driven” di Walter Hill.
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Sportivamente ha sempre visto il cinema e la vita come una maratona, una corsa lunghissima. Quanto al titolo, Burnsie, è un’invenzione di Jack Nicholson. Come se si dicesse una verdonata, qualcosa che Bruce Dern fa senza bisogno che sia scritto sul copione, una sua invenzione per dare forza al personaggio e alla scena. Esistono interi film costruiti con i Burnsies.
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