DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL…
CARLO FUORTES AL SAN CARLO, C'È L'ACCORDO: DOPO LE POLEMICHE L’EX AD RAI E’ IL NUOVO SOVRINTENDENTE DEL TEATRO DI NAPOLI - PER LIBERARE IL POSTO PER FUORTES, È STATO SCRITTO DAL GOVERNO UN DECRETO AD HOC PER VIETARE AI PENSIONATI STRANIERI DI DIRIGERE TEATRI ITALIANI (LEGGI IL FRANCESE LISSNER CHE SOVRINTENDEVA IL SAN CARLO). OGGI IL CONSIGLIO DI INDIRIZZO DEL TEATRO, C’E’ ANCHE IL SI’ DELLA REGIONE - LISSNER ANCORA NEL MIRINO PER I CONTRATTI (E I COMPENSI) FIRMATI IN VISTA DELLA PROSSIMA STAGIONE…
Estratto dell’articolo di Maria Pirro per “Il Mattino”
Il teatro lirico di Napoli per Carlo Fuortes è «il più antico e più bello del mondo»: «Sarebbe per me un piacere e un onore straordinario» guidarlo e «contribuire ad arricchire la grandiosa storia artistica e musicale». L’ex amministratore delegato della Rai ha già parlato chiaro, il 12 maggio scorso, mostrando interesse a occupare la poltrona di sovrintendente lasciata libera suo malgrado da Stéphane Lissner, e dettando precise condizioni, dopo le polemiche, per accettare l’incarico.
(...) Solo il suo successore in carica, Gennaro Sangiuliano, potrebbe esercitare potere di veto, ma non lo farà, anche perché si deve al governo la precisa intenzione di mandare in «pensione» per decreto Lissner, dal primo giugno costretto a lasciare in anticipo anziché a scadenza di contratto (ad aprile 2025), poiché 70enne: nel nuovo dispositivo, diventato legge, il limite di età degli stranieri è equiparato a quello già stabilito per gli italiani.
Il cambio delle regole senza tener conto del mandato in corso ha spinto il francese, già al vertice della Scala e dell’Opera di Parigi, a fare ricorso, valutando qualsiasi iniziativa a sua tutela, e citando in un documento anche il «presidente della Rai», ovvero Fuortes, che si è poi dimesso, sbloccando la partita delle nomine targate Meloni. Per questo, già allora Fuortes era dato per favorito al San Carlo, come contropartita, nell’ambito dello spoils system.
Tirato in ballo al punto da spingerlo, il 12 maggio, a intervenire ricordando che il lirico «da quasi 300 anni rappresenta la storia dell’opera italiana. E la sua nobile tradizione è continuata fino all’attuale gestione di Stéphane Lissner... Per la città di Napoli, pur ricca di un patrimonio culturale vastissimo e inestimabile, costituisce forse il luogo più simbolico e identitario. Dunque va trattato come tale: con l’attenzione e il rispetto che si deve a una grande istituzione pubblica. E, di riflesso, il sovrintendente che la guida deve avere un sostegno largo e condiviso da parte di tutta la collettività».
Certo, il rapporto con i sindacati dipenderà dal rispetto degli impegni presi dal suo predecessore e confermati dal sindaco pur di bloccare gli scioperi. Ma «l’era Fuortes sta per cominciare. Finalmente. Siamo fiduciosi e speriamo bene», afferma, Amedeo Laboccetta, uomo di destra, presidente del Polo Sud, che apre un nuovo fronte di accuse. Con Lissner ancora nel mirino per i contratti (e i compensi) firmati in vista della prossima stagione.
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