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LA CAROGNATA DI MONICA VITTI A STEFANIA SANDRELLI – L’ATTRICE DI VIAREGGIO RICORDA: “A CANNES NEL 1974 UNA GRANDE ATTRICE ITALIANA IN GIURIA SI OPPOSE AL PREMIO PER 'DELITTO D'AMORE' PERCHÉ ERO STATA DOPPIATA IN SICILIANO, ANCHE SE LA STORIA VOCE-VOLTO A CANNES NON HA MAI CONTATO NULLA. CHE POI IO MI ERO DOPPIATA TANTE VOLTE, PERSINO IN INGLESE, NON ERO UNA PIVELLA. LEI POI MI CHIESE SCUSA DAVANTI AL TEATRO QUIRINO, ANNI DOPO... MA LA COLPA DEL MANCATO DOPPIAGGIO FU ANCHE DEL PRODUTTORE STRONZO DEL FILM (GIANNI HECHT LUCARI) AVEVO GIÀ AVUTO PROBLEMI CON LUI”(NEL 1974 IN GIURIA A CANNES C'ERA MONICA VITTI, NDR)…
Arianna Finos per la Repubblica - Estratti
Stefania Sandrelli, "Novecento" compie cinquant'anni.
stefania sandrelli monica vitti
«Un film magnifico e enorme. Il set ha occupato una parte importante della mia vita, creato legami forti».
Come diventò Anita, la maestra che incarna l'emancipazione popolare, la coscienza civile e le lotte sociali dell'Emilia rurale?
«Mi chiamò Bernardo. Non era convinto di un'attrice, a cui pure era grato per un successo precedente. Mi chiese di andare subito da lui, avevo appena finito C'eravamo tanto amati. Mi portò un autista, arrivai che lui stava ascoltando jazz. Mi avvicinai in punta di piedi, mi sedetti, ascoltammo a lungo la musica, poi parlammo del film».
Che le disse del personaggio?
«Che avrei fatto la maestrina. Quando mi parlò di Anita che difende gli anziani nella Casa del Popolo, pensai: è il mio ruolo. Nella mia famiglia i nonni hanno vissuto a lungo e contato molto.Ho sempre avuto un rapporto speciale con le persone anziane, le ho sempre viste fragili, turbate, preziose».
Gli incontri sul set?
stefania sandrelli - la chiave
«Gérard Depardieu era il mio marito contadino. L'altra coppia erano Robert De Niro, Alfredo Berlinghieri, e Dominique Sanda, l'inquieta Ada. Con lei avevamo fatto Il conformista, c'era una fantastica intesa».
Burt Lancaster?
«Lui e Sterling Hayden erano straordinari. Sterling me lo aveva fatto conoscere mio fratello cinefilo: arrivava ogni mattina con la moto, era già quella una scena. Lancaster lo avevo visto a Cannes, dove andai per un premio che non mi dettero, che poi quell'anno non assegnarono. Una storia lunga, sorvolerei...».
Ma no, racconti.
«Una grande attrice italiana in giuria si oppose al premio per Delitto d'amore perché ero stata doppiata in siciliano, anche se la storia voce-volto a Cannes non ha mai contato nulla. Che poi io mi ero doppiata tante volte, persino in inglese, non ero una pivella.
Lei poi mi chiese scusa davanti al Teatro Quirino, anni dopo... Ma la colpa del mancato doppiaggio fu anche del produttore stronzo del film, avevo già avuto problemi con lui». (Nel 1974 in giuria a Cannes c'era Monica Vitti, ndr).
Il produttore era Gianni Hecht Lucari. Quale fu la disavventura?
«Ai tempi di Il giardino dei Finzi Contini. De Sica e Bassani volevano me, già davo le battute agli attori dei provini. Ma scoprii che lui aveva già preso e pagato Dominique Sanda. Noi eravamo sul set, lei mi disse "ti devo parlare", sapeva che avrei dovuto farlo io. Mi spiegò che aveva già firmato. Non me la presi con lei, era colpa del produttore».
stefania sandrelli
monica vitti
stefania sandrelli a belve - foto di stefania casellato
Gianni Hecht Lucari
monica vitti oriana fallaci 1964
monica vitti foto di massimo capodanno
stefania sandrelli - la chiave
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