sal da vinci cazzullo

“IL BRANO DI SAL DA VINCI, 'PER SEMPRE SÌ', POTREBBE ESSERE LA COLONNA SONORA DI UN MATRIMONIO DELLA CAMORRA” – IL SABAUDO ALDO CAZZULLO STRONCA LA CANZONE “BANALE E SCONTATA” VINCITRICE DI SANREMO: “A ESSERE GENEROSI POTREBBE ESSERE UN PEZZO DI CHECCO ZALONE; CHE PERÒ LO SCRIVE PER FARE IL VERSO A UN CERTO SUD PIÙ MELENSO CHE MELODICO. NULLA CONTRO IL CANTANTE, CHE È PURE UNA PERSONA SIMPATICA. RESTA L’IMPRESSIONE CHE L’ITALIA OGGI SIA UN PAESE IN CUI CHIUNQUE POSSA FARE QUALSIASI COSA. CHIUNQUE PUÒ ALLENARE LA NAZIONALE, CHIUNQUE PUÒ FARE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, CHIUNQUE PUÒ FARE IL CAPO DELL’OPPOSIZIONE, AL PROSSIMO GIRO CHIUNQUE POTRÀ FARE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA; E SAL DA VINCI PUÒ VINCERE IL FESTIVAL DI SANREMO…” (MA SAL HA 40 ANNI DI CARRIERA ALLE SPALLE E SE SANREMO L'HANNO VINTO I JALISSE, SCANU E GIO' DI TONNO, PUO' VINCERE ANCHE IL CANTANTE NAPOLETANO) - VIDEO

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Dalla rubrica delle lettere del “Corriere della Sera”

 

Caro Aldo, lei ha definito la canzone vincitrice a Sanremo la più brutta della storia del Festival. Ma perché?

Matteo Giannattasio

 

Sono d’accordo con lei, anche a me la canzone non piace.

SANREMO 2026 - LA VITTORIA DI SAL DA VINCI

Piero Marino

 

Qualcuno l’ha chiamata canzonetta da bar, che al massimo fa ballare gli invitati a un matrimonio, ma forse è proprio questo quello che la gente vuole...

Maria Ciotti

 

Risposta di Aldo Cazzullo:

 

Cari lettori, se al festival di Sanremo di settant’anni fa qualcuno avesse portato una canzone banale e scontata come quella di Sal Da Vinci, l’avrebbero bocciata sonoramente.

 

Non si tratta di essere contro il popolo. «Nel blu dipinto di blu» era una canzone popolarissima. Ed era, anzi è, una canzone meravigliosa, che esprimeva quel preciso momento storico, l’inizio del miracolo economico, e quindi la fiducia nella vita e nel futuro.

sal da vinci carlo conti

«Per sempre sì» potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o a essere generosi una canzone di Checco Zalone; che però le scrive per burla, per fare il verso a un certo Sud più melenso che melodico. Per fortuna sono del Sud artisti che a Sanremo avevano canzoni interessanti, come Samurai Jay e Serena Brancale.

 

Certo, anche in passato abbiamo sentito a Sanremo canzoni nazionalpopolari, o se preferite popolaresche, che vellicavano i sentimenti più facili, e pazienza se poco sinceri, dall’amore eterno all’orgoglio nazionale. Però avevano il buon gusto di farle arrivare seconde. O persino quinte, come «L’italiano» di Toto Cutugno, che era comunque meglio di «Italia amore mio» di Pupo e del principe Emanuele Filiberto, che a sua volta era meglio di «Per sempre sì» di Sal Da Vinci.

aldo cazzullo foto mezzelani gmt 2242

 

Nulla contro il cantante, che è pure una persona simpatica. Resta l’impressione che l’Italia dei primi anni 2000 sia un Paese in cui chiunque possa fare qualsiasi cosa. Chiunque può allenare la Nazionale, chiunque può fare il presidente del Consiglio, chiunque può fare il capo dell’opposizione, al prossimo giro chiunque potrà fare il presidente della Repubblica; e Sal Da Vinci può vincere il festival di Sanremo.

 

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