la salita

IL CINEMA DEI GIUSTI – “LA SALITA”, OPERA PRIMA DI MASSIMILIANO GALLO, RACCONTA LA STORIA POCO NOTA DELL’IMPEGNO DI EDUARDO DE FILIPPO E DEI SUOI ATTORI, IN QUESTO CASO CARLO CROCCOLO E ROSALIA MAGGIO, NEL TEATRO PER I DETENUTI DEL CARCERE MINORILE DI NISIDA NEL 1983 - È INTERESSANTE IL TENTATIVO DI UNIRE TEATRO LEGGERO E DRAMMA CARCERARIO, CERCANDO DI EVITARE IL SANTINO. UN VERO E PROPRIO SPETTACOLO SONO I MATERIALI DI REPERTORIO DEL VERO EDUARDO A NISIDA COI GIOVANI DETENUTI… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

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Parliamo di cinema italiano. Anzi di cinema e teatro napoletano. E del carcere minorile di Nisida, prima del successo delle fiction televisive.

 

E’ una storia davvero poco nota quella dell’impegno di Eduardo De Filippo e dei suoi attori, in questo caso Carlo Croccolo e Rosalia Maggio, nel teatro per i detenuti del carcere minorile di Nisida nel 1983 che racconta “La salita”, opera prima di Massimiliano Gallo, attore ormai di grande esperienza teatrale e cinematografica, figlio e fratello d’arte, passato a Venezia alle Giornate degli Autori.

 

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Nel film di Gallo, scritto con Riccardo Brun, musicato con grande passione da Enzo Avitabile, si unisce la storia del teatro voluto da Eduardo, interpretato con attenzione e affetto da Mariano Rigillo, e quelle delle detenute di Pozzuoli che dopo il terremoto vennero spostate in parte proprio a Nisida.

 

Da una parte così c’è una storia sentimentale tra due detenuti, interpretati da Roberta Caronia come Beatrice, donna forte che cerca vendetta, e da Alfredo Francesco Cossu come Emanuele, dall’altra c’è lo spettacolo da costruire, sotto gli occhi attenti del direttore del carcere, interpretato dal sempre perfetto Gianfelice Imparato.

 

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L’attenzione maggiore di Gallo si focalizza nella messa in scena dei numeri dello spettacolo dei detenuti. Tutti ben ricostruiti. Anche perché Carlo Croccolo, interpretato da Maurizio Casagrande, si esibisce nel numero un po’ scurrile ma di grande divertimento del Gagà (“Tutti vogliono Gagà…”), mentre la Rosalia Maggio di finzione nel numero non meno divertente di “Ti voglio fa na foto”, anche questo pieno di doppi sensi.

 

 Ma è interessante anche il tentativo di unire teatro leggero e dramma carcerario, cercando di evitare il santino. Un vero e proprio spettacolo sono i materiali di repertorio del vero Eduardo a Nisida coi giovani detenuti. In sala. 

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