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IL CINEMA DEI GIUSTI - ULTIMAMENTE PARLIAMO TROPPO DI TRUMP E POCO DI PUTIN E DI COME SIA ARRIVATO AL POTERE E COME FACCIA A MANTENERLO DA COSÌ TANTI ANNI. BEN VENGA QUINDI QUESTO DOCUMENTATO, BEN SCRITTO E STRUTTURATO, “IL MAGO DEL CREMLINO” - IL FILM È UN RITRATTO DI UN UOMO DI POTERE ANOMALO, INTERPRETATO DA UN BRAVISSIMO PAUL DANO, CHE TROVA IN PUTIN, INTERPRETATO DA JUDE LAW, IL MOSTRO IN GRADO DI MANTENERLO, QUESTO POTERE, COSÌ A LUNGO, MENTRE TUTTI GLI OLIGARCHI CHE CIVETTANO CON IL CAPITALISMO AMERICANO CADRANNO COME BIRILLI NELLE SUE MANI - IMPERDIBILE SE VOLETE CAPIRE QUALCOSA NEL VALZER ATTUALE DEI GOVERNI AUTORITARI, DOVE LA DEMOCRAZIA È ORMAI UN INUTILE ORPELLO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
jude law e paul dano in il mago del cremlino
Ultimamente parliamo troppo di Trump e poco di Putin e di come sia arrivato al potere e come faccia a mantenerlo da così tanti anni.
Ben venga quindi questo lungo (due ore e 40 minuti…), documentato, ben scritto e strutturato, magari un po’ seriale (senza esserlo, …incredibile) “Il mago del Cremlino”, ritratto di un uomo di potere anomalo che per vent’anni si muove come un’ombra alla corte dello Zar Putin, attraversando crisi politiche, rivolte e massacri (Maidan, il Kursk), diretto da Olivier Assayas, che lo ha scritto assieme a una star della letteratura francese come Emmanuel Carrère è tratto fedelmente dal romanzo omonimo di Giuliano da Empoli (Gallimard in Francia, Mondadori in Italia).
paul dano in il mago del cremlino
Un libro che torna alle teorie di Zamjatin, il maestro di Orwell, “l’oracolo dei nostri giorni”, e che ci ricorda, come dice il protagonista, che la politica è il miglior gioco che possiamo fare. Ma è anche il più rischioso. E che la differenza tra l’America (Trump) e la Russia (Putin) è tutta qui, nel fatto che gli americani mettono al centro di tutto il denaro, i russi il potere.
Protagonista del romanzo e del film, altamente istruttivo, è Vadim Baranov, interpretato da un bravissimo e misuratissimo Paul Dano, checché ne dica Tarantino, ispirato a un vero uomo ombra di Putin, Vladislav Surkov, non a o caso studioso di Zamjatin in gioventù, che ormai liquidato da Putin racconta a un giornalista e scrittore americano, Jeffrey Wright, la sua vita, dal padre uomo di partita rovinato da Gorbaciov, e il suo rapporto col potere.
jude law il mago del cremlino 4
Baranov non vende l’anima al diavolo, è piuttosto un uomo, solo apparentemente grigio, “un poeta tra i lupi”, così affascinato dal potere da non potere fare a meno di rincorrerlo. E trova in Putin, interpretato da un misurato Jude Law, il mostro in grado di mantenerlo, questo potere, così a lungo, mentre tutti gli oligarchi che civettano con il capitalismo americano, come il Sidorov di Tom Sturridge e il Berezovsky di Will Keen, cadranno come birilli nelle sue mani. Assayas, Carrère e Dano mettono in scena un ritratto affascinante di un intellettuale così legato al potere da preferirlo alla propria vita, anche se l’amore per la bella Ksenia, Alicia Vikander, alla fine si farà sentire.
jude law il mago del cremlino 1
C’è anche un interessante incontro con Limonov, interpretato qui da Magne-Håvard Brekke, da tempo ritornato dall’America, dove si incrocia in qualche modo il film di Kirill Serebrennikov, il poco amato dalla critica “Limonov”, che aveva molte qualità, ma lo stesso difetto del film di Assayas, cioè il fatto di essere interpretato da attori inglesi o americani e parlato in inglese quando sono tutti russi.
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“Limonov”, molto sottovalutato sia a Cannes che in sala quando uscì l’anno scorso, era magari più fantasioso, scatenato e autoriale, questo ha maggiori pretese di serietà di ricostruzione e adesione al romanzo. Ma, pur scritto con grande intelligenza e conoscenza storica e politica, ha alla fine un funzionamento da buona serie HBO.
paul dano il mago del cremlino
Paul Dano attraversa lo spinoso percorso del suo personaggio tra morti, tradimenti, esecuzioni, brame di potere con grande eleganza e coerenza, dandoci un ritratto memorabile del suo Vadim Baron. “Un artista per i politici e un politico per gli artisti”. Imperdibile se volete capire qualcosa nel valzer attuale dei governi autoritari dove la democrazia è ormai un inutile orpello. In sala dal 12 febbraio.
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