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1. INSULTÒ ALDO GRASSO CELENTANO CONDANNATO
Da il “Corriere della Sera” - Il Tribunale di Milano ha condannato in primo grado il cantante e presentatore Adriano Celentano per aver insultato pubblicamente il critico televisivo ed editorialista del Corriere della Sera Aldo Grasso. Celentano, durante un monologo al Festival di Sanremo 2012, lo aveva definito «un deficiente».
Il cantante dovrà pagare a Grasso (difeso dall'avvocato Marcello Franco) trentamila euro di danni, più le spese legali.
2. LETTERA DI ENRICO VARRIALE A IL “CORRIERE DELLA SERA”
CHECCO ZALONE UNIVERSITA ALDO GRASSO
«Il processo del lunedì» Secondo Aldo Grasso (Corriere di ieri) io sarei «un noto tifoso del Napoli (così ultrà da intervistare un tifoso eccellente, il cardinale Crescenzio Sepe)». Un‘affermazione assolutamente pretestuosa. Seguendo infatti questo bizzarro ragionamento, se lunedì prossimo mi capitasse di avere in studio papa Francesco potrei essere additato come un ultrà del San Lorenzo de Almagro e se invece intervistassi Renzi sarei un super tifoso della Curva Fiesole. Mah!? Ci sono poche cose prevedibili e scontate nella vita.
Una di queste è la ripetitività ultradecennale delle critiche che Grasso rivolge a Rai Sport. I nostri prodotti piacciono poco al critico del Corriere, e questo lo abbiamo capito. Meno comprensibile, almeno per me, risultano certe arrampicate sugli specchi che scivolano sul personale.
A Grasso potrei ricordare che prima del cardinale Sepe sono stati ospiti quest’anno al «Processo del Lunedì» il numero 1 del club per cui fa il tifo, Urbano Cairo, patron del Torino, oltre che i presidenti di Figc e Coni, Tavecchio e Malagò. Ma forse, per spiegarsi certi (pre)giudizi, bisogna andare più indietro coi ricordi tornando addirittura al vecchio «Processo del lunedì», quello di Aldo Biscardi cui partecipava anche Gianni Brera. In quella sede il mitico Giuan espresse, in diretta tv, su Aldo Grasso una valutazione poco lusinghiera, che io ho riportato nel mio libro A bordocampo, uscito cinque anni fa. Che se la sia legata al dito?
LA RISPOSTA DI ALDO GRASSO A ENRICO VARRIALE PUBBLICATA SU “CORRIERE DELLA SERA”
Anni fa ho scritto che Varriale era un tifoso del Napoli. Niente di male, per carità. Si vede che allora la cosa gli andava bene perché non fiatò. Non ho mai letto il libro A bordocampo, ma ricordo la «critica» di Gianni Brera. Dal mio cognome pensava fossi nato in Sicilia e siccome (anche per ragioni sue professionali) non amava i siciliani, fece una battuta infelice e soprattutto inappropriata.
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