"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE…
IL DIVANO DEI GIUSTI/1 – CHE VEDIAMO STASERA? IL FILM DEL MOMENTO IN STREAMING È “PECORE SOTTO COPERTURA”, MA OCCHIO AI FILM DEL MESE DEL PRIDE SU AMAZON, COME “PIUME DI STRUZZO”, LA VERSIONE AMERICANA DEL VIZIETTO - IERI MI SONO VISTO SU AMAZON “THE GROUP”/”IL GRUPPO” DI SIDNEY LUMET. VIETATO AL TEMPO, IN ITALIA, PER L’OMOSESSUALITÀ DI UNO DEI PERSONAGGI E PER UNA SCENA DI SESSO, È UN FILM DI GRANDE SCRITTURA, FOTOGRAFATO MERAVIGLIOSAMENTE DA BORIS KAUFMAN - HO VISTO SU AMAZON ANCHE UN PICCOLO FILM D’ARTE, “RUB. LA LAVORATRICE DEL SESSO”, CHE METTE IN SCENA LA FUGA DI UN NERD CON UNA SEX WORKER DOMENICANA CHE HA CONOSCIUTO IN UN BORDELLO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? Tanto lo so che state vedendo tutti la seconda puntata di “House of the Dragon” su HBO Max e la seconda stagione di “The Agency” su Paramount, che sembra meglio costruita della prima. State sicuramente vedendo anche “Pecore sotto copertura” di Kyle Balda con Hugh Jackman. E’ il film del momento in streaming.
Su Amazon occhio anche ai film del mese del Pride. “Piume di struzzo”, la versione americana del Vizietto diretta da un maestro come Mike Nichols con Robin Williams e Nathan Lane è un capolavoro comico inaspettato che al tempo avevo trascurato.
Ieri mi sono visto su Amazon le due ore e qualcosa in più di un film che non ero riuscito a vedere da ragazzo, perché in Italia era vietatissimo, “The Group”/”Il gruppo”, diretto da Sidney Lumet nel 1966, scritto dal geniale Sydney Buchmann tratto da un best seller di Mary McCarthy dedicato alle ragazze americano che nel 1933 si laurearono a Vassar e che rappresentavano la crema della nazione, le rampolle della classe dirigente newyorkese.
Ma visto che erano donne e visto che il paese usciva, grazie a Roosevelt, dalla Depressione, appartenevano a un momento molto particolare della storia americana. Il romanzo, e il film, si sofferma su otto amiche, interpretate da attrici allora del tutto ignote o poco note che fecero molto colpo.
Dall’esordiente Candice Bergen, bellissima, come Lakie, raffinata storica dell’arte che parte per Parigi e torna rivelando di essere lesbica, a Joan Hackett come Dottie, ragazza bene di Boston, che ha la pretesa di darla via in maniera moderna a un pittore squattrinato, rimane pure incinta ma quello se ne frega, e non si rende conto che l’America non è ancora così moderna negli anni ’30.
Dalla fragile Elizabeth Harman che si sposa non capendo cosa può essere per lei il sesso, alla Kay di Joanna Pettet, che si sposa con un drammaturgo sfigato, Larry Hagman, il futuro J.R., e più che fargli da regista dovrà rimboccarsi le maniche lavorando da Macy’s. Ma ci sono anche Libby, che vuole fare la giornalista, ma si accontenterà di diventare agente editoriale, apparentemente sfacciata e indipendente, pronta a passare da un uomo all’altro, ma in realtà incapace di affrontare la sessualità. E ancora quella che si mette con editore sposato.
Dopo il suicidio di una di loro si rivedranno ancora una volta tutte assieme. Non siamo ancora dalle parti del cinema femminista di Jane Campion, è vero, e nemmeno di quello più newyorkese di Elaine May. Ma accontentiamoci. E’ il 1966.
Quel che conta per Buchman (uno dei più grandi sceneggiatori di Hollywood, reduce da “Cleopatra”) e per Lumet, è il quadro di queste ragazze americane di fronte a un mondo che sta cambiando, al New Deal, alla politica, alla guerra, ma soprattutto alla sessualità che inizia finalmente a essere parte della loro narrazione, che non dovranno solo subire.
Vietato al tempo, in Italia, per l’omosessualità di Lakie e per la scena di sesso di Dottie, è un film di grande scrittura, fotografato meravigliosamente da Boris Kaufman. Pauline Kael, che odiava Lumet, seguì da giornalista il film, perché allora era un’operazione importante.
rub – la lavoratrice del sesso 1
Ho visto su Amazon anche un piccolo film d’arte, “Rub – La lavoratrice del sesso”, diretto da un direttore della fotografia, Christopher Fox, che mette in scena la fuga di un assoluto nerd, Neal, interpretato da Micah Spayer, con una sex worker domenicana che ha conosciuto in un bordello, Perla, Jennifer Figuereo, che le racconta che è stata rapita da una gang e portata a battere in America.
Lui lascia il lavoro e lei molla tutto. Inseguiti da tipacci armati in un’America più indifferente che pericolosa. Passano tre notti insieme. Non c’è molto da raccontare, perché è più l’incontro di due anime in pena massacrate nel mondo, non è un film porno. Né bello né brutto l’ho visto fino ala fine, però. Interessante.
Ho visto per curiosità anche la prima puntata del ricchissimo tv show di Larry David con gli Obama guest star, “La vita, Larry e la ricerca dell’infelicità. Una storia dell’America o quasi”, diretta da Jeff Schaffer e ideata e interpretata da Larry David. In pratica vediamo grandi momenti della storia americana, il pullman di Rosa Parks, ad esempio, rovinati dalla presenza comico-narrativa di Larry David. Vedo che non è piaciuto granché neanche ai critici americani.
la vita, larry e la ricerca dell’infelicita. una storia dell’america o quasi
rub – la lavoratrice del sesso 3
la vita, larry e la ricerca dell’infelicita. una storia dell’america o quasi
il gruppo 6
rub – la lavoratrice del sesso 4
rub – la lavoratrice del sesso 2
la vita, larry e la ricerca dell’infelicita. una storia dell’america o quasi
piume di struzzo 2
piume di struzzo 1
il gruppo 8
larry david e barack obama
il gruppo 9
il gruppo 7
il gruppo 5
hugh jackman pecore sotto copertura
house of the dragon
the agency
pecore sotto copertura
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