DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE…
IL DIVANO DEI GIUSTI/1 – CHE VEDIAMO STASERA IN STREAMING? MI È MOLTO PIACIUTA LA SERIE HBO MAX FRANCESE, “PRIVILÈGES”, DOVE UNA DETENUTA PER TENTATO OMICIDIO, GRAZIE A UN PROGRAMMA DI RECUPERO GOVERNATIVO, FINISCE A FARE LA CAMERIERA IN UN ALBERGO PARIGINO DI SUPER LUSSO DOVE SI TROMBA, SI PIPPA, SI RUBA, SI FANNO COSE ASSURDE, E SI SI FANNO I CONTI POI CON LA REALTÀ – MI SONO VISTO ANCHE LA NUOVISSIMA E RIUSCITISSIMA SERIE COMEDY AMERICANA, SEMPRE DI HBO MAX, “ROOSTER”. È DIVERTENTE - VI SEGNALO UN’ALTRA PERLA, UN FILM HORROR CHE TROVATE SU NETFLIX, “L’INVERNO PIÙ DURO”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? Io mi sono sparato un bel po’ di serie. Mi è molto piaciuta la serie HBO Max francese, su HBO, “Privilèges”, scritta e diretta da Marie Monge e Vladimir de Fontanay con la strepitosa Manon Bresch protagonista nel ruolo di una detenuta per tentato omicidio, Adéle Chakri, che grazie a un programma di recupero governativo finisce cameriera in un albergo parigino di super lusso, La Citadel, di cui è direttore un pippatissimo Edouard Galzain, interpretato con una certa classe da Melvil Poupaud, mentre ne sono proprietarie le svalvolate sorelle Petmani, Zar-Amir Ebrahimi e Stéphanie Atala.
Come Adéle entra nell’albergo la serie diventa una sorta di rilettura parigina e moderna di “Grand Hotel”, dove clienti, padroni, camerieri sono uniti dalla stessa follia e ansia di prestazione. Si tromba, si pippa, si ruba, si fanno cose assurde, come trovare un boa di compagnia per la cantante fuori di testa, e si si fanno i conti poi con la realtà.
Bello, girato freneticamente ma con eleganza, costruito sullo scontro di classe tra ricchissimi e miserabili, almeno non è la solita storia crime norvegese da vedere la sera o l’opera folk alla Taylor Sheridan, è largamente tenuto sulle spalle di questa ragazza nera, Manon Bresch, che ha girato in Italia anche “Maledetta primavera” di Elisa Amoruso, molto espressiva e molto naturale che non è per nulla una santa e che rischia sempre di tornare in galera e rimanerci. Fra gli attori occhio a riconoscere Roxane Mexida e Nina Zem. Per ora ne sono uscite solo due puntate.
Della nuovissima e riuscitissima serie comedy americana sempre di HBO Max, “Rooster”, ideato e scritto da Bill Lawrence e Matt Tarses, che lo hanno anche diretto assieme a Zach Braff, Jonathan Krisel, Oz Rodriguez interpretata da Steve Carell, Danielle Deadwyler, Charly Clive, Lauren Tsai, Phil Dunster, ne ho viste cinque tutte di fila, e in totale sono dieci.
Leggo stamane che dopo cinque episodi, in pratica quelli che ho visto io, HBO ha già deciso di produrre una seconda stagione. Bene così. In effetti, anche se il tipo di comicità americana di queste serie non è proprio il mio, perché è tutto telefonato, facile da intuire e le battute sembrano da sit com, “Rooster” è piuttosto divertente.
Tutta ambientata in un college americano dove il rettore è un pazzo pettegolo, John C. McGinley, fan della sauna e del mangiare sano, segue le disavventure familiari e sentimentali di Greg Russo, Steve Carell, scrittore di successo, che accetta un incarico di professore residente di scrittura creativa per poter stare vicino alla figlia docente, Katie, Charly Clive, mollata dal marito Archie, anche lui docente, interpretato da Phil Dunster, che l’ha lasciata per una bella ragazza, Sunny, Lauren Tsai.
Ancora innamorato di Katie, Archie la lascerebbe, quando scopre che Sunny è incinta. E lì scatta la tragedia. Per questo Greg Russo decide di rimanere al college, alle prese con un corpo docente abbastanza svitato, dove primeggia la bella collega Dylan di Danielle Deadwylder, e con dei ragazzi ancora più strampalati.
Alla fine più che seguire la storia, che è piuttosto banale, seguiamo i personaggi, che sono abbastanza originali e tutta una rilettura woke, anti-woke, non così woke dei loro comportamenti. Il divertente insomma è nella commedia pura e nelle battute di Greg Russo detto “Rooster”, come il personaggio dei suoi libri, e nella follia di questi letterati da college americano.
the damned. l'inverno piu duro 2
Leggo che con un pubblico americano di 5, 8 milioni di spettatori è “Rooster” è diventata la commedia più vista dal 2020 della HBO. Vi segnalo un’altra perla, un horror irlandese, che trovate su Netflix, “L’inverno più duro” o “The Damned”, opera prima di Thordur Palsson, che lo ha scritto assieme a Jamie Hannigan con Odessa Young, Joe Cole, Siobhan Finneran. Non c’è molto da raccontare.
In un inverno freddissimo di fine 800, una vedova islandese e un gruppo di pescatori che abitano in un posto assurdo nel nord dell’Islanda, fanno i conti delle riserve che hanno per non morir di fame, quando scoprono a largo dei superstiti di una nave affondata tra gli scogli. Decidono di non salvarli. Non solo li lasciano morire, non li accettano proprio nella loro barca. Del resto il cibo potrà bastare a malapena per loro.
the damned. l'inverno piu duro 3
Ma torneranno o sembreranno alla vedova che stiano tornando sulla terra in forma di draugr, praticamente zombi che puzzano di carne di morto e fanno terribili scherzi nella notte dei vivi. Bellissimo, con un'ambientazione che non riuscirete a scordare, grandi costumi d’epoca, una fotografia impeccabile, è una grande opera prima che non avevo mai sentito nominare ma che mi ha molto colpito. Ottimo per le nottate sul divano in cerca di nuovi film. Lo trovate su Netflix.
the damned. l'inverno piu duro 4
the damned. l'inverno piu duro 5
the damned. l'inverno piu duro 1
privileges 3
rooster 1
rooster 3
DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE…
DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI…
DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! - L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO…
DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA…
FLASH! - LEONARDO DELLE MIE BRAME: FUORI LO SPIGOLOSO ROBERTO CINGOLANI, L'ACCORDO NELLA…
DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE…