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IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – IL FILM CHE VI CONSIGLIO STASERA, ANCHE SE SO GIÀ CHE NON PIACERÀ A TUTTI, È IL CLAMOROSO “TREMILA ANNI DI ATTESA”. VISIVAMENTE UNO SPLENDORE, SCRITTO E RECITATO BENISSIMO – ALTERNATIVE? IL PRIMO FILM DELLA SAGA “50 SFUMATURE DI GRIGIO” E “THE BEACH”, HORROR GENERAZIONALE MOLTO AMBIZIOSO DIRETTO DA DANNY BOYLE – NELLA NOTTE PASSAUN ALTRO GIRO”, IL FILM DOVE L’ALCOL RISOLVE MOLTI PROBLEMI DI VITA, E “L’ODORE DELLA NOTTE” GRAN FILM DI CLAUDIO CALIGARI DEDICATO ALLA BANDA DI POLIZIOTTI BANDITI CHIAMATI L’ARANCIA MECCANICA… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

zvani – il romanzo famigliare di giovanni pascoli 1

E in chiaro che vediamo? Rai Uno ci propone alle 21, 30 in prima visione “Zvanì - Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli”, un biopic su Giovanni Pascoli diretto da Giuseppe Piccioni con Federico Cesari, Benedetta Porcaroli, Liliana Bottone, Luca Maria Vannuccini, che ha avuto una buona accoglienza alle Giornate degli Autori a Venezia.

 

Ma era così interessante la vita di Pascoli? Da bambini imparavamo le sue poesie a memoria. Un po’ un incubo, ma a me piacevano. Le so ancora, “Tornava una rondine al tetto, l’uccisero cadde tra spini…”, non fate confusione però con il passero solitario di Leopardi. Io non farò battute su passeri, rondini e piccioni…

 

3000 anni di attesa

Il film però che vi consiglio stasera, anche se so già che non piacerà a tutti, e infatti in sala è stato un mezzo flop è il clamoroso “Tremila anni di attesa” diretto da quel genio di George Miller con Tilda Swinton, Idris Elba, Hayley Gia Hughes, Kaan Guldur, David Collins, Aska Karem, Rai Tre alle 21, 20.

 

ll film, sceneggiato da Miller con la figlia Augusta Gore, è tratto da un racconto della scrittrice A.S.Byatt del 1994 ("Il genio nell'occhio d'usignolo") e è un divertente incontro tra una studiosa di storytelling, Alitha, interpretata da Tilda Swinton in versione accademica inglese super single che non si aspetta più nulla dalla vita, e un Dijn, Genio della Lampada, interpretato da uno spettacolare e gigantesco Idris Elba.

 

3000 anni di attesa

I due si incontrano in un hotel di lusso di Instanbul, ognuno in accappatoio bianco, ma è il Dijin a tenere banco con le sue tre storie che spaziano dalla Regina di Saba e Salomone, a un harem ottomano di parecchi secoli dopo e la saggia Zefira, la preferita di un vecchio sultano che sogna solo di allargare la sua conoscenza. Alitha non vuole chiedere nessuno dei tre desideri previsti al Dijn, salvo ascoltare la sua storia e rimanere rapita dalla sua carica narrativa.

3000 anni di attesa

 

Tutto il film è costruito su una trama di racconto nel racconto con un preciso intento di tessere una trama costruita da mille altre trame che dia un senso finale alla narrazione di chi sta raccontando. E quindi chiudere la storia. Più fine, colto e personale di quanto lascino intuire gli effetti speciali, Miller ritorna qui alle sue origini greche, il suo vero nome è Milyonakos, il padre, infatti, è nato nell'isola di Kythyra, patria del mitico scrittore Lafcadio Hearn, che finirà a studiare le storie d'orrore giapponesi.

 

3000 anni di attesa

Come tanti greci che andarono in cerca di fortuna in Australia i Miller Milyonakos non abbandoneranno mai l'isola. Lo stesso Miller torna ogni anno e ha pure restaurato una chiesetta. E il film è dedicato proprio alla mamma, che viene invece dall'Anatolia. Questo spiega perché tutto l'inizio sia parlato in greco, trovata molto divertente, anche se poi, per doveri di produzione, il Dijin riesce a imparare rapidamente l'inglese, lingua per lui elementare.

 

Ma nelle singole storie si tornano a parlare le vere lingue e la Regina di Saba ritorna finalmente nera, bellissima e addirittura pelosa, e le favorite parlano in turco, rispettando la costruzione assolutamente mediterranea della narrazione del Dijin. Alitha si innamorerà del Dijin di Idris Elba, come avremmo fatto tutti, e se lo porterà a Londra facendo impazzire le buffe vicine zitellone un po' razziste.

quel treno per yuma1

Non so se sia il magnum opus di Miller, certo è il suo film più strano e particolare che va forse più amato e sentito che capito ma dopo un capolavoro come "Mad Max: Fury Road" forse era quello che ci voleva. Visivamente uno splendore, scritto e recitato benissimo. Bello, ma molto visto, “Quel treno per Yuma” di James Mangold, western superclassico qui con Christian Bale sceriffo alle prese con il bandito Russell Crowe che deve mettere, appunto, sul treno per Yuma. Ma non sarà facile, perché gli uomini di Crowe sono armati fino ai denti.

 

quel treno per yuma

Alcuni critici lo trovarono perfino superiore al primo, originale Quel treno per Yuma, diretto da Delmer Daves nel 1957 con Glenn Ford e Van Heflin in bianco e nero. Era piaciuto-perfino al grande vecchio del noir Elmore Leonard, che proprio con il racconto di “3:10 to Yuma”, pubblicato nel 1953 sul Dime Western Magazine, si vide aprire le porte del cinema e del successo.

 

Glielo comprò addirittura Robert Aldrich, il regista di “Vera Cruz”, che ne aveva capito immediatamente il valore e che aveva sognato di metterlo in scena, anche se finì per rivendere il soggetto alla Columbia. Forse ad Aldrich, che non amava la versione troppo buonista di Delmer Daves, sarebbe piaciuta di più questa di Mangold, più truce e forte nelle scene d'azione, ma anche più politica.

christian bale russell crowe quel treno per yuma

 

In questo Yuma vediamo sceriffi che si vendono, cinesi sfruttati dal capitalismo yankee, e "buoni" che sono spesso più cattivi dei "cattivi", al punto che il pistolero Russell Crowe si ritrova torturato a un palo dagli sceriffi come se fosse un prigioniero di Abu Ghraib. " È immorale" sbotta Christian Bale da sincero democratico. "Ogni uomo malvagio è giusto dentro il suo cuore" è la massima del Ben Wade di Russell Crowe, un cattivo acculturato, che alterna momenti di violenza efferata a riflessioni profonde.

 

una notte da leoni 2

Alternative? Su Mediaset Italia 1 alle 21, 05 avete “Una notte da leoni 2”, rapido sequel del primo “Una notte da leoni”, ancora diretto da Todd Phillips con Mason Lee, Bradley Cooper, Jamie Chung, Zach Galifianakis, Ed Helms, Justin Bartha.

 

Su Tv2000 alle 21, 10 avete “Scappo dalla città – La vita l’amore le vacche”, commedia western moderna diretta da Ron Underwood ma scritto dai bravissimi Lowell Ganz e Babaloo Mandel con Billy Crystal come yuppie di Manhattan che finisce nel west, Daniel Stern, Bruno Kirby, Patricia Wettig, Helen Slater e Jack Palance che vinse un Oscar come non protagonista dopo una vita di ruoli da cattivo e una nomination, 38 anni prima, per “Il cavaliere della valle solitaria”. Occhio al debutto di Jake Gyllenhaal.

 

the bourne identity 4

Su Rai Movie alle 21, 15 trovate il curioso “Amore, cucina e curry”, commedia sentimentl-culinaria diretta da Lasse Hallström, scritta da Steven Knight con Helen Mirren, Rohan Chand, Charlotte Lebon, Manish Dayal, Juhi Chawla, Om Puri, dove una famiglia indiana apre un ristorante a Parigi di fronte a quello, lanciatissimo, di Madame Mallory. Sarò guerra?

 

Su Canale 20 alle 21, 10 trovate “The Bourne Identity”, ottimo action spy diretto da Doug Liman, scritto da Tony Gilroy e tratto da un romanzo di Robert Ludlum con Matt Damon per la prima volta come lo smemorato agente Jason Bourne, Franka Potente, Chris Cooper, Clive Owen, Brian Cox, Walton Goggins e Orso Maria Guerrini.

the bourne identity 3

 

Leggo che è il solo film della saga di Jason Bourne che sia veramente ripreso da un libro di Ludlum. Gli altri riprendono solo i personaggi. Damon era molto più giovane del personaggio del romanzo. Lo scontro continuo tra il regista e i vertici della Universal portò a una serie infinita di riscritture e di scene girate più volte che spostarono di un anno l’uscita del film. E Liman, qui al suo primo film di grande produzione, non diresse nessun dei sequel successivi.

50 sfumature di grigio.

Su La5 alle 21, 15 trovate il primo film della saga “50 sfumature di grigio”, diretto dalla sofisticata videoartista Sam Taylor-Johnson, che un tenpo si firmava Sam Taylor-Wood, con Jamie Dornan, Dakota Johnson, Rita Ora, Luke Grimes, Marcia Gay Harden, Jennifer Ehle.  Vediamo cosa ne scrissi quando uscì.

 

…E niente fisting anale. Il lungo contratto che Anastacia Steele detta Ana discute con il ricco e elegante Mr Grey e che la porterebbe a diventare la sottomessa sessuale del maschio dominatore porta via un tempo spaventoso al racconto. Cosa sarebbe questo “divaricatore anale”? Comunque, prima di firmare, meglio capire bene le cose.

 

50 sfumature di grigio

Diciamo che non si deve per forza aver letto i tre lunghi libri di E.L James per divertirci con le avventure erotiche di Ana e Christian Grey, anche perché questo sciocco ma elegantissimo “50 sfumature di grigio” diretto da quella che fu la più celebre e blasonata videoartista inglese, ebbe pure un premio alla Biennale del 1997, Sam Taylor-Wood oggi Sam Taylor-Johnson,

 

50 sfumature di grigio.

malgrado sacrifichi un bel po’ di sesso esplicito per rendere il film uno spettacolo da 40 milioni di dollari per tutti, specialmente per le giovinette, gioca col trash letterario in maniera piuttosto divertita, costruisce un’eroina che solo con gli occhi riesce a rendere ogni battuta diversa, ha una colonna sonora incredibile che tutti vorremmo per la nostra vita e riesce a bilanciare l’ovvietà della storia con uno stile di messa in scena che si giostra tra citazione d’arte contemporanea, moda e rimandi al sentimentalismo di Twilight.

 

50 sfumature di grigio.

Certo, siamo di fronte a una specie di Sade per americani o di Libro del sadomaso per giovani marmotte, non è Belle de jour di Luis Bunuel e nemmeno il Justine diretto da Jesus Franco con Romina Power giovanissima legata nuda per i nostri piaceri. Questo lo sa benissimo Sam Taylor-Johnson, arrivata al suo secondo film, il primo era un bellissimo ritratto di John Lennon giovane, Nowhere Boy.

 

Ma sa pure che impaginare un fumettone d’appendice sul sesso che verrà visto da milioni di spettatori in tutto il mondo è un’operazione molto più pop e di successo che buttarsi nel sesso complesso e doloroso di Shame di Steve McQueen, altro artista inglese della sua generazione, più a suo agio nel cinema.

 

50 SFUMATURE DI GRIGIO 2

E non credo che sia un caso se il film si apre con la corsa di Mr Grey per le strade di Seattle che ci rimanda alla corsa finale del Michael Fassbender di Shame. Anche Mr Grey ha col sesso un grosso problema, visto che riesce a viverlo solo con le fruste e le manette del dominatore sadiano nella sua camera dei giochi alla Barbablù.

 

 E, ovviamente, si innamora della giovane studentessa verginella come Romina in Justine che gli arriva per caso nell’ufficio per un’intervistina proprio scema. “E’ gay?”. Ci casca come una pera. Anche perché Dakota Johnson, figlia di Melanie Griffith e Don Johnson, figliastra di Banderas, ha un corpo da paura e riesce benissimo a farci credere di essere un’amante di Thomas Hardy pronta a diventare una star del sesso.

 

piu nudo in tv che in cinquanta sfumature di grigio

Certo, le preferiamo la vecchia Corinne Cléry di Histoire d’O, ma qui siamo nel dopo Twilight, in un film che devono capire anche i cinesi, i film europei anni ’60 e ’70, anche i soft porno sono troppo sofisticati per il pubblico di oggi. E Dakota Johnson, malgrado il frangettone e l’aria da Anne Hathaway in Il diavolo veste Prada, da quando inizia a spogliarsi è già l’eroina che vogliono le fan e già una star internazionale.

 

Il Mr Grey ideale, bello, maschio, elegante, si deve ovviamente avvicinare al modello Robert Pattinson pensato da Brett Easton Ellis quando si offrì di scrivere la sceneggiatura del film. Con l’inglese Jamie Dornan ci avviciniamo, anche se non ha la stessa forza un po’ perversa, non è un vampiro, solo un bel ragazzo che preferisce menare a scopare. Sam Taylor Johnson, che ha già ripreso in video il corpo nudo dormiente di David Beckham, lo usa proprio come un corpo.

 

dal film cinquanta sfumature di grigio

E’ interessato, come tutte le lettrici, solo alla trasformazione di Anastacia, vergine qualunque, in star. In questo, nel costruire una Justine che si ribella al contratto renziano e fa innamorare il mostro, il film ci prende bene. Leggo che ha vinto il ruolo recitando, nel provino, il lungo e bellissimo monologo dell’orgia descritta da Bibi Andersson in Persona di Bergman.

 

Certo, qui non siamo dalle parti di Bergman e è difficile non ridere alle battute degli eroi di E.L.James, anche se la sceneggiatrice Kelly Marcel e Patrick Marber, che la regista si è portato dentro l’operazione per rivedere i dialoghi dei due, fanno di tutto per rendere meno degradante il tutto. Ma, forse, è proprio nello sprofondare nel fumettone che Sam Taylor Johnson compie l’unica mossa possibile.

fifty shades of grey

 

Limitandosi, cioè, solo allo stile dei giorni d’oggi, riportandoci le pareti delle case dei super-ricchi, le opere dei suoi amici artisti, ci sono i Chapman Brothers (la Wood era fidanzata di Jake Chapman…), John Baldessari, Edward Ruschka, Gary Hume, è un lungo elenco. Vengono mostrati un po’ come le cravatte di lui, tutte grigie, ma almeno la regista sa di cosa si sta parlando. E il suo film, a differenza del romanzo, non diventa mai pornografico. Troppo snob e troppo sofisticato per esserlo.

la fabbrica di cioccolato

Su Canale 27 alle 21, 15 arriva “La fabbrica di cioccolato” di Tim Burton con Johnny Depp come Willy Wonka, Freddie Highmore, David Kelly, Helena Bonham Carter, Noah Taylor, la seconda e penso la migliore delle versioni cinematografiche del romanzo di Roald Dahl. Odiò cosa tanto la versione di Mel Stuart con Gene Wilder che non dette mai i diritti del sequel, che infatti non si è mai girato.

 

russell crowe mystery alaska

Al posto di Gene Wilder troviamo qui Johnny Depp, che non ha però lo stesso carisma da commediante. Non tutto funziona, ahimé, ma la fabbrica, le scenografie, i costumi sono meravigliosi. Favolosa anche Helena Bonham Carter. La7 Cinema alle 21, 15 propone “Mystery, Alaska”, commedia di Jay Roach con Russell Crowe, Mary McCormack, Burt Reynolds, Hank Azaria, Colm Meaney, storia di una partita di hockey tra cittadini di un assurdo posto in Alaska, Mystery appunto, e i famosi New York Rangers. Critiche pessime.

piccolo grande uomo

 

Su Rai5 alle 21, 20 torna un grande film della New Hollywood, “Piccolo grande uomo” di Arthur Penn con Dustin Hoffman, Faye Dunaway, Martin Balsam, Chief Dan George. Seguiamo le avventure picaresche di un personaggio, il Jack Crabb di Dustin Hoffman, che si muove tra il mondo dei nativi e quello dei bianchi proprio nel momento più terribile del genocidio indiano e della battaglia di Little Big Horne.

 

Penn e il suo sceneggiatore Calder Willingham, il film è tratto dal romanzo di Thomas Berger, rileggono la storia americana alternando grandi sequenze storiche a momenti di commedia, tragedia e poesia. Chief Dan George come grande capo saggio è una meraviglia. Per il ruolo vennero chiamati anche Laurence Olivier, Marlon Brando, Richard Boone, che uscì dal film all’ultimo minuto. Ma Chief Dan George è meglio di tutti.

 

leonardo dicaprio in the beach 6

Rai4 alle 21, 20 passa “The Beach”, horror generazionale molto ambizioso diretto da Danny Boyle, tratto dal romanzo di Alex Garland con Leonardo DiCaprio che venne pagato 20 milioni di dollari visto che aveva appena girato “Titanic”, Virginie Ledoyen, Tilda Swinton, Robert Carlyle, Guillaume Canet. Meglio la spettacolare colonna sonora (Moby, New Order, The Chemical Brothers, Blur) del film.

 

Passiamo alla seconda serata con un classico del cinema thriller-erotico anni 80, “Attrazione fatale” di Adrian Lyne con Michael Douglas, Glenn Close, Anne Archer, Ellen H. Latzen, Stuart Pankin, Ellen Foley. Rai5 alle 23, 35 passa una commedia a me del tutto ignota, “La notte più lunga dell’anno” diretta da Simone Aleandri con Mimmo Mignemi, Ambra Angiolini, Anna Ammirati, Luigi Fedele, Francesco Di Napoli.

 

il grande giorno di jim flagg 2

Poco più che carino “Il grande giorno di Jim Flagg”, western comedy diretta da Burt Kennedy, scritta da Ronald M. Cohen e Dennis Shryack con Robert Mitchum, George Kennedy, Martin Balsam, David Carradine, Tina Louise, Iris alle 23, 40. Era stato pensato per John Wayne. Un vecchio sceriffo e un vecchio bandito uniscono le forze quando si sentono superati da generazioni più giovani nei rispettivi ruoli di buono e di cattivo.

 

Robert Mitchum non si capacitava di aver accettato una simile cazzata. "Come diavolo sono finito in questo film? Continuavo a leggere sui giornali che l'avrei fatto, ma quando mi hanno mandato la sceneggiatura l'ho semplicemente buttata via insieme a tutte le altre. Ma in qualche modo, un lunedì mattina, eccomi qui. Come diavolo possono succedere queste cose a un uomo?".

amici come prima

Cine 34 alle 0, 50 passa “Amici come prima” di Brando De Sica, anche se firma il padre, Christian, con Christian De Sica, Massimo Boldi, Regina Orioli, Maurizio Casagrande, Lunetta Savino. Vi scaldo con un po’ di battute. “Ma vaffanculo va!”. “Chi ti sembro?”- “Un ricchione”.  “Papà! Anche tu gay?!”.  “Cosa tiene fra le gambe, una vongola?”.

 

Si ride quando vediamo Massimo Boldi con la parrucchetta ancora arzillo dietro alle signorine armato pure di pompetta come Berlusconi, ma a tre velocità, c’è pure quella “trapanazione”. Si ride (insomma…) con Christian De Sica truccato da badante del vecchio satiro, un po’ Crudelia De Mon un po’ Glen Close un po’ Totò quando fa la donna in Totò Diabolicus.

 

Ovvio che lui, il vecchio satiro, in carrozzella solo perché è pigro, si innamori della badante oversize. Come insegna il mondo della commedia. Lei/lui un po’ si nega di fronte alle proposte più scandolose, “Non gliela faccio! Non gliela faccio!”, un po’ fa la civetta.

un altro giro

 

Cielo all’1, 15 passa “Un altro giro”, il film dove l’alcol risolve molti problemi di vita diretto da Thomas Vinterberg con Mads Mikkelsen, Thomas Bo Larsen, Lars Ranthe, Magnus Millang, Helene Reingaard Neumann. Ricordo che non capii molto quando lo vidi. Intervistai anche regista e protagonista. Poi arrivò il Covid. Il film da noi uscì malamente. Ma fu un grande successo in tutto il mondo, soprattutto dove che vinse l’Oscar come miglior film straniero.

marco giallini mastandrea l odore della notte

 

Carino, Iris all’1, 40, “Rapina a Stoccolma”, thriller un po’ antico diretto da Robert Budreau con Ethan Hawke, Noomi Rapace, Mark Strong, Christopher Heyerdahl, Mark Rendall. Rai2 alle 2, 15 ripropone un gran film di Claudio Caligari dedicato alla banda di poliziotti banditi chiamati l’Arancia meccanica, “L’odore della notte” con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alessia Fugardi, Giorgio Tirabassi, Francesca D'Aloja. Prodotto da Marco Risi e Maurizio Tedesco.

 

ricky e ugo tognazzi arrivederci e grazie

Su Iris alle 3, 15 avete una commedia con Ugo Tognazzi assieme ai figli Ricky e Gianmarco, “Arrivederci e grazie”, diretta da Giorgio Capitani, scritta da Simona Izzo. C’è pure Milly Carlucci. Chiudo con due film che conosco poco e niente, “La giumenta verde”, commedia italo-francese del 1959 di Claude Autant-Lara con Bourvil, Sandra Milo, Francis Blanche, Yves Robert, Valerie Lagrange, Iris alle 4, 45 e l’ancor più sconosciuto “Occhi senza luce” di Flavio Calzavara con Luciano Tajoli, Milly Vitale, Dante Maggio, Franco Silva, Lia Di Leo, Yoka Berretty, Rete 4 alle 4, 25.

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