DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160…
IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - E IN CHIARO STASERA CHE VEDIAMO? IN PRIMA SERATA PASSA “THE BATMAN”, IL PRIMO CON ROBERT PATTINSON - TROVATE ANCHE UN CLASSICO COME “HARRY TI PRESENTO SALLY”, MA OCCHIO AL “DOGMAN” DI LUC BESSON, CON CALEB LANDRY JONES CHE SI COSTRUISCE UN PERSONAGGIO DI CANARO-JOKER-QUEER STAR ASSOLUTAMENTE MAGISTRALE – NELLA NOTTE TROVATE IL RICCO “INTERVISTA COL VAMPIRO” E “PERFECT DAYS”, IL FILM CHE IL PUBBLICO VECCHIOTTO DEL CINEMA EDEN CREDO ABBIA AMATO DI PIÙ NEGLI ULTIMI ANNI… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
E in chiaro stasera che vediamo? Intanto su Canale 20 alle 21, 10 passa “The Batman” di Matt Reeves (“Cloverfield”), il primo con Robert Pattinson, Zoë Kravitz come Cat Woman, Colin Farrell come Penguin, Andy Serkis, Paul Dano, Peter Sarsgaard. Vediamo cosa ne scrissi quando uscì…
Con una guerra alle porte, la possibilità di qualche atomica sganciata qua e là, ha proprio senso passare tre ore della nostra simpatica giornata con la mascherina nella sala sotto casa a palpitare per le sorti di Gotham City nel pur potente e attesissimo “The Batman” di Matt Reeves con Robert Pattinson? Non solo.
Perché sono tre ore passate nel buio più totale, perché questa nuova avventura del Cavaliere Scuro, girata benissimo per carità, è così dark e nera, così ambientata nella notte piena di pioggia di Gotham City, dove ogni tanto sfreccia The Batman vestito da The Batman col mantellone e sto cazzo de maschera sempre calata sotto al naso in motorella, così buia, dicevo, che non era neanche facile per lo spettatore un po’ avanti con l’età trovare il bagno (certo con tutti gli sgocciolii della pioggia lo stimolo ti viene…).
zoe kravitz robert pattinson the batman
Detto questo e detto che, vi piaccia o non vi piaccia, la storia di The Batman, come quella di Batman, sempre quella è.
Il problema di essere orfano perché i genitori sono stati uccisi quando era piccolo, i lestofanti legati a filo doppio con i corrotti della pessima amministrazione di Gotham, il legame con Alfred, interpretato qui da un Andy Serkis senza trucchi per fortuna, il tentativo eroico di salvare i cittadini di Gotham dal male, in questo caso l’enigmista, interpretato qui da Paul Dano come supernerd mezzo hacker e il fatto, fondamentale, che a Batman, non si sa perché visto che è miliardario, je rode sempre. Pensa a noi in sala dopo tre ore.
Scordavo l’amore. Beh, almeno devo dire che la bellissima Zoe Kravitz porta un po’ di sole in tanto buio, anche se è una donna-gatto con una mascherina che sembra fatta a casa da mia moglie (decisamente più brava nei berrettini a maglia della costumista due volte premio Oscar Jacqueline Durran), anche se anche lei ha dei lati oscuri, o non si travestirebbe da donna-gatto. E molto tifiamo perché questo stoccafisso di The Batman si tolga la mascherina e nasca una storia d’amore.
Invece si limita, molto eroticamente devo dire, a un paio di bacetti con la mascherina nemmeno lo stesso guardando il generale Figliuolo. Lei si cambia un bel po’ di parrucche e è sempre molto sexy, forse il personaggio più moderno del film. Robert Pattinson, le rarissime volte che si toglie la maschera da The Batman e scende dalla moto, va riconosciuto, è bello, affascinante, decisamente meglio di Ben Affleck.
Pensavo meglio, invece, sia il Pinguino di Colin Farrel, truccato così potevano chiamare Pierfrancesco Favino, sia l’ispettore Gordon di Jeffrey Wright.. E poi, mi dispiace, ma dopo tanti, tanti Batman, pensate che ci interessi davvero molto dell’enigmista e dei suoi motivi pur validi per distruggere la società in questo momento così cupo? Molto più cupo del film. Purtroppo non è che le cose siano tanto cambiate…
Mediaset Italia 2 alle 21 propone il primo “Hunger Games” di Gary Ross con Jennifer Lawrence per la prima volta come Katniss Everdeen, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Elizabeth Banks, Stanley Tucci, Woody Harrelson, Donald Sutherland, meno cazzatona e meno patinato dei successivi, più social-realistico. Jennifer Lawrence qui venne pagata 500 mila dollari, per il film successivo 10 milioni di dollari… Del resto il film costò 80 milioni di dollari e ne guadagnò 700 milioni.
Cine 34 alle 21 passa uno dei film più riusciti, almeno per il pubblico, di Fabio De Luigi, attore e regista, “50 km all’ora”, dove fa coppia con Stefano Accorsi e ci sono anche Alessandro Haber, Giorgia Arena, Elisa Di Eusanio. La5 alle 21, 10 passa il sentimental fantasy “Adaline – L’eterna giovinezza” di Lee Toland Krieger con Blake Lively che rimane per sempre giovane, Harrison Ford, Amanda Crew, Michiel Huisman, Ellen Burstyn, Richard Harmon.
Su Canale 27 alle 21, 10 trovate un classico come “Harry ti presento Sally” di Rob Reiner con Meg Ryan, Billy Crystal, Carrie Fisher, Bruno Kirby. Rai Movie alle 21, 10 ripropone “Il codice Da Vinci”, polpettone di Ron Howard con Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Alfred Molina, Paul Bettany, Jean Reno. Tutti bravi, regista eccellente, ma film impossibile…
Su Iris alle 21, 15 passa un piccolo western con Glenn Ford quando era considerato troppo vecchio per il cinema di serie A, “L’ultimo colpo in canna” diretto da Jerry Thorpe con Glenn Ford, Arthur Kennedy, Harry Dean Stanton, Dean Jagger, Pilar Pellicer e Paul Fix, che ottenne il ruolo dello sceriffo Kelso quando Lon Chaney Jr, che era già un sostituto, di R.G.Armstrong, si presentò completamente ubriaco sul set. Sembra che la lavorazione del film sia stata terribile, tra caldo e acqua infetta. Ma il film non è male.
La7 Cinema alle 21, 15 passa un. film perfetto per le fan di Lilli Gruber, “Book Club – Tutto può succedere” diretto da Bill Holderman con Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen, Mary Steenburgen, Andy Garcia, Don Johnson. Rai5 alle 21, 20 propone “Settembre” di Giulia Steigerwalt, tratto da un suo corto, con Barbara Ronchi, Fabrizio Bentivoglio, Thony, Andrea Sartoretti, Tesa Litvan, che vinse il David di Donatello come miglior opera prima.
Rai4 alle 21, 20 punta su “DogMan” di Luc Besson con Caleb Landry Jones finalmente in un ruolo da protagonista, Jojo T. Gibbs, Marisa Berenson, James Payton, Christopher Denham. Preparatevi, scrivevo da Venezia, dove venne presentato davanti a critici dal naso un po’ arricciato.
Perché stavolta Luc Besson è tornato al cinema di genere di gran classe e il suo “Dogman” può tranquillamente stare in concorso. E preparatevi a salutare la prima prova da grande protagonista di un attore ancora poco noto, Caleb Landry Jones, che si costruisce un personaggio di canaro-joker-queer star assolutamente magistrale che si candida da subito al premio per il miglior attore.
A parte il titolo e l’amore per i cani, e infatti Matteo Garrone è ringraziato, non c’entra proprio nulla il canaro del “Dogman” italiano, magari c’entra poco anche il “Joker” di Joaquin Phoenix, anche se anche qui siamo al cospetto di una favola dark con vendette e per tutto il film seguiamo la reazione di un ragazzo maltratto dalla società e dalla famiglia, che si costruisce un suo mondo particolare con delle regole precise e una sua morale.
Nel lungo racconto della sua vita che il dogman, l’uomo dei cani, il Doug di Caleb Landry Jones, fa alla psichiatra Evelyn di Jojo T. Gibbs, bravissima, viene fuori una orrenda storia americana di infanzia di abusi e maltrattamenti. Il padre e il fratello di Doug sono due mostri cattolici e fascisti che affamano i cani per farli combattere.
Doug si oppone come può e finisce rinchiuso anche lui come una bestia nel canile, mentre la mamma, l’unica che lo amava, decide di andarsene per sempre. E’ il padre, dopo aver scoperto che Doug nasconde dei cuccioli nel canile, che sparandogli una fucilata lo spedisce per sempre in una carrozzella privandolo dell’uso delle gambe.
Quel che segue è la costruzione di un personaggio che nel mondo non può che nascondersi, anche il diventare una queer da spettacolino del venerdì notte è una scelta non di gender, ma di mascheramento sociale, e trova conforto solo nell’amore che i cani hanno per lui. Grandi attori nel cinema, mentre hanno dovuto cedere la scena ai gatti nel mondo dei social, i cani di Doug sono una vera banda di ladri acrobati alla “Gang dei doberman” (ve lo ricordate?).
Compiono qualsiasi prodezza e Doug riesce a parlare con loro e a mandarli persino a rubare i gioielli della divina Marisa Berenson. Negli spettacoli del locale dove si esibisce, Doug diventa di volta in volta Edith Piaf, Marlene Dietrich, Marilyn Monroe, le grandi stelle amate dalla mamma. Favola nera assolutamente non scombinata e cafona come altri film di Luc Besson, recupera il lato del regista più interessante, quello di “Léon” per intenderci, dove la solitudine di un personaggio marginale esplode d’amore per chi cerca di avere con lui un rapporto sincero.
Passiamo alla seconda serata con lo storico “La soffiatrice di vetro” di Christiane Balthasar con Luise Heyer, Maria Ehrich, Franz Dinda, Dirk Borchardt, Robert Gwisdek, Max Hopp, Tv2000 alle 22, 55. Rai 2 alle 22 passa il “Pompei” cafone di Paul W.S. Anderson con Kit Harington, Emily Browning, Carrie-Anne Moss, Paz Vega, Kiefer Sutherland.
Vediamo cosa ne scrissi. “Per le tette di Giunone!”, “Dolce Cassia”, “Parola di Quinto Appius Corvus”. “Pompei”, diretto dal Paul W.S. Anderson della saga di “Resident Evil” e de “I tre moschettieri”, scritto da Janet Scott Batchler e Lee Batchler di “Batman Forever”, da Michael Robert Johnson di “Sherlock Holmes” e, sembra, rivisto dal più istruito Julian Fellowes di “Downtown Abbey”, è un peplum cafone tutto girato in Ontario, tra i castori canadesi, che non ha francamente molto della costa napoletana, anche se il regista giura di essere andato a riprendere il Vesuvio proprio da vicino
In America il film, malgrado i suoi 100 milioni di budget, è stato accolto malamente da un coro di “è dai tempi di Dante’s Peak che non si tifava così tanto per il vulcano”, “quando partono i titoli di coda l’unica soddisfazione è sapere che non ci sarà un sequel”.
Sarei meno cattivo, anche perché, con tutti i suoi difetti e le sue ingenuità, alla fine il vecchio Vulcano la parte sua la fa sempre, gli effetti speciali funzionano e qualche battuta buona il cinico senatore Corvus di Kiefer Sutherland la azzecca.
Come quando alla bella Cassia che gli chiede se si può definire uno sport la mattanza dei gladiatori, risponde con un “Sport? Non è sport, è politica”. Anche se l’idea che i cittadini pompeiani vedano i romani come invasori è totalmente ridicola.
Rispetto alle tante versioni della distruzione di Pompei nel 79 d.c. a causa dell’eruzione del Vesuvio, di solito ispirate al romanzo “Gli ultimi giorni di Pompei” di Edward George Bulwer Lytton, come quella a noi più cara diretta da Mario Bonnard e Sergio Leone nel 1959 con Steve Reeves, questa cerca di mettere insieme un po’ troppo.
Un inizio alla “Conan il barbaro”, con l’eroe da piccolo che vede tutta la sua famiglia distrutta dai romani cattivi, poi una storia e dei personaggi alla “Spartacus” (la serie), e una seconda parte costruita come un disaster movie alla “Titanic”. Il tutto nella Pompei ricostruita in Canada e con il solito eccesso di scene di gladiatori che si menano.
I romani, si sa, sono cattivi e sadici. Si vogliono anche pappare la bella di turno che è innamorata del nostro eroe. I buoni sono i non romani, dai celti agli stessi pompeiani, anche se i traci, chissà perché, vengono massacrati peggio che in “Totò contro Maciste” (“Vi avevo chiesto sei gladiatori traci, non sei gladiatori froci!”).
Così un valoroso e giovane gladiatore, Milo, cioè Kit Harington, il Jon Snow di “Trono di spade”, si vuole vendicare dei cattivi romani che hanno completamente distrutto la sua famiglia e la sua tribù di celti equestri. Trasportato dalla provincia, cioè da Londra, a Pompei, Milo scopre che i fetentoni responsabili del massacro, il senatore Corvus, un Kiefer Sutherland totalmente disinteressato e il suo perfido braccio destro Proculo, Sasha Roiz, si trovano proprio là in visita al sindaco della città, Severus, Jared Harris, figlio di Richard.
Ora, Severus e sua moglie Aurelia, la grande Carrie Ann-Moss, hanno una figlia, Cassia, la bella Emily Browning, che piace molto al senatore, anche se a lei il senatore non piace per nulla, e le preferisce il gladiatore Milo, schiavo, gladiatore, ma bono e forzuto. La storia si complica.
Perché, mentre il pubblico di Pompei ha riempito lo stadio per i giochi dei gladiatori neanche se giocasse il Napoli, il Vesuvio inizia a eruttare e sarà pioggia di fuoco e massi in testa per tutti. Il primo numero della stadio, e questo è divertente, vede proprio una sorta di messa in scena gladiatorea delle eroiche gesta romane con i celti romanzate per l’occasione.
I romani sono interpretati da un folto gruppo di gladiatori bellicosi, mentre i celti, con tanto di catene, sono rappresentati proprio da Milo e dal suo fedele amico africano Atticus, il cristone Akimmuoye Agbaye. Così Milo dovrà salvare la bella dalle grinfie di Corvus, farsi la sua vendetta e magari salvarsi la vita proprio durante l’eruzione del vulcano.
Rai5 alle 23, 05 la mafia comedy “Koza Nostra” di Giovanni Dota con Irma Vitovskaya, Giovanni Calcagno, Giuditta Vasile, Lorenzo Scalzo, Gabriele Cicirello. Su La7 Cinema alle 23, 10 almeno vedo apparire un film di James Ivory, “Le divorce – Americane a Parigi”, tratto dal romanzo di Diane Johnson, con Naomi Watts, Kate Hudson, Melvil Poupaud, Leslie Caron, Thierry Lhermitte.
Leggo che dovevano essere protagoniste Winona Ryder e Natalie Portman, ma vennero dirottate tutte e due su “Black Swan”. E’ l’ultimo film che fecero assieme Ivory e la sua sceneggiatrice, Ruth Prawer Jhabvala. Non era male “Frontera”, film sociale di Michael Berry con Eva Longoria, Ed Harris, Michael Peña, Amy Madigan, Kristen Rakes, Mia Stallard. A molti piacque,
Rai4 alle 23, 15, l’horror che rivelò Zach Snyder, “L’alba dei morti viventi” con Sarah Polley, Ving Rhames, Jake Weber, Mekhi Phifer, Ty Burrell. Cine 34 alle 23, 20 ripropone “I cassamortari” di Claudio Amendola, scritto con la moglie Francesca Meri con Claudio Amendola, Sonia Bergamasco, Alessandro Sperduti, Massimo Ghini.
Il pubblico italiano, si sa, detesta da sempre le dark comedy o l’umorismo nero, figurarsi un intero film costruito tutto su una famiglia di cassamortari romani, i Fratelli Pasti, dove si gioisce per “ ’na carambola sul raccordo, ’na carneficina”.
Amendola cerca di renderceli simpatici grazie a un cast di attori popolari, Massimo Ghini come l’avidissimo e tirchissimo fratello maggiore Marco (“Il bello di questo lavoro è il contante”), Lucia Ocone come la sorella Maria, che ha il vizietto di essersi scopata 118 vedovi inconsolabili, Gian Marco Tognazzi come fratello Matteo, quello che parla solo coi morti e non coi vivi, e Alessandro Sperduti come il fratello più giovane e meno avido, molto legato alla mamma, una Giuliana Lojodice molto in forma.
Mettiamoci anche, nella sequenza pre-titoli, il patriarca Giuseppe, interpretato da un romanissimo Edoardo Leo come padre della dinastia dei cassamortari, che nella Roma di oggi si scontrano coi Taffo, quelli che si sono inventati le pubblicità con le bare allegre.
sonia bergamasco gianmarco tognazzi massimo ghini i cassamortari
Proprio per colpa dell’avidità del padre, che ha sempre seguito il motto “Quando la gente muore solo in pochi ci guadagnano”, i quattro fratelli orfani di padre, ma con una madre ben presente, scoprono che le finanze allegre dell’azienda sono un bel problema e per salvarsi dovranno accettare lavori imbarazzanti.
Come far resuscitare un rocker morto pippato, un Piero Pelù abbastanza divertente, in una sorta di evento mediatico organizzato dalla figlia del defunto, Alice Benedetti, e dalla sua manager Sonia Bergamasco. La storia, troppe mani, è un po’ confusa, Ghini e Ocone soffrono dal fatto di provenire entrambi dalla non bellissima horror comedy “Una famiglia mostruosa”, ma gli attori sono tutti ben diretti, anche i non protagonisti, come Antonello Fassari e Massimo Dapporto, e il film è piacevole, se superate qualche imbarazzo iniziale.
ARNOLD SCHWARZENEGGER - L'ELIMINATORE - ERASER
Su Rai Movie alle 23, 40 abbiamo “La doppia vita di Madeleine Collins” di Antoine Barraud con la bravissima Virginie Efira che ha due vite diverse, due famiglie diverse in Francia e in Svizzera. Con lei, Bruno Salomone, Quim Gutiérrez, Jacqueline Bisset.
Andrebbe rivisto, Italia 1 alle 23, 45, “L’eliminatore. Eraser”, action diretto da Chuck Russell, scritto da Waloon Green, riscritto da John Milius segretamente con Arnold Schwarzenegger, James Caan, James Coburn, Vanessa Williams. E’ l’ultimo film riuscito del periodo d’oror di Schwarzenegger, anche se Chuck Russell non legò col produttore. Ma il film alla fine funziona comunque.
Cielo all’1, 05 propone l’action di pochi mezzi “Collision Course” di Fred Olen Ray con Tia Carrere, David Chokachi, Meghan McLeod, Tim Abell, Janis Peebles, Dylan Vox. Su Cine 34 all’1, 20 arriva una delle produzioni più riuscite di Galliano Juso, “Amami”, sorta di ritratto di Moana Pozzi, già pornostar” diretto da Bruno Colella con la stessa Moana Pozzi, Nadia Rinaldi, Tony Esposito, Victor Cavallo, Novello Novelli, Flavio Bucci, Massimo Ceccherini.
tom cruise brad pitt intervista col vampiro
La7 Cinema all’1, 20 propone però il più ricco “Intervista col vampiro” di Neil Jordan con Tom Cruise, Brad Pitt, Kirsten Dunst, Stephen Rea, Antonio Banderas. Rai Movie all’1, 35 passa un western di culto di Sergio Corbucci, “Gli specialisti” con Johnny Hallyday, Gastone Moschin, Françoise Fabian, Sylvie Fennec, Angela Luce, Lucio Rosato.
Il film, nel 1969, viene annunciato diretto da Sergio Corbucci e distribuito dalla Magna col titolo Lo specialista a mano armata, protagonista Lee Van Cleef. Troviamo anche un copione, Il ritorno del mercenario, scritto da Sergio Corbucci, Sabatino Ciuffini e Lee Van Cleef stesso per la regia di Corbucci che dovrebbe corrispondere a questo primo progetto.
Poi scompare Lee Van Cleef sia come protagonista che come sceneggiatore e, quando Corbucci parlerà della genesi del film, escluderà dal racconto i progetti precedenti. Per Corbucci, sarebbe stato un produttore francese a chiamarlo e a chiedergli se voleva fare un film western con Johnny Hallyday. Film che farà prontamente.
“Lavorammo molto bene insieme. Inventammo Gli specialisti, che in francese si chiamava Le spécialiste, un film praticamente tutto in francese. Dove girarlo? I francesi dicevano andiamo in Tunisia, andiamo in America. Siccome era un film per il quale mi serviva il freddo, facemmo un film di montagna, ambientato tra i monti, le rocce. Andammo nelle Dolomiti, a Cortina. Preferisco sempre scegliere un posto dove alla sera si possa star bene. Quale posto migliore di Cortina d’Ampezzo? Fu un film divertente anche perché la troupe francese era deliziosa.”
Probabilmente Corbucci unisce due film, quello che deve fare per la Magna e quello richiesto dai francesi con Johnny Hallyday. Di suo ci mette Gastone Moschin, che già aveva chiamato per Il grande silenzio, Lucio Rosato reduce da Navajo Joe e Gino Pernice come i due vice sceriffi, la napoletana Angela Luce, assolutamente anomala per il genere.
Johnny Hallyday ha ricordato recentemente che il copione veniva scritto giorno per giorno sul set dallo stesso Corbucci. Adorf, che nel film fa il cattivo messicano senza un braccio ripreso da Sierra Charriba di Sam Peckinpah (dove però lui aveva un altro ruolo...) mi ha detto invece che la lavorazione non fu del tutto gradevole, anche perché Corbucci aveva avuto un lutto proprio in quei giorni e non girò il film con l’attenzione che tutti si aspettavano.
Rete 4 alle 2, 50 passa il giallo erotico “Amore mio, uccidimi” di Franco Prosperi con Pamela Tiffin, Farley Granger, Orazio Orlando, Giancarlo Prete. Le cose migliorano quando si entra nel cuore della notte. Rai Due alle 3, 30 passa “La mala ordina”, capolavoro di Fernando Di Leo con Mario Adorf, Henry Silva, Woody Strode, Adolfo Celi, Luciana Paluzzi, Cyril Cusack, che offrirà non pochi spunti a Tarantino.
Rete 4 alle 4, 05 propone invece “Domicile conjugal” che da noi ebbe il terribile titolo di “Non drammatizziamo è solo questione di corna” diretto da François Truffaut con Jean-Pierre Léaud, Claude Jade, Silvana Blasi, Hiroko Berghauer. Cine 34 alle 4, 15 passa “I miei primi 40 anni” di Carlo Vanzina con Carol Alt come Marina Ripa di Meana, Elliott Gould, Jean Rochefort, Paola Quattrini, Pierre Cosso.
Chiudo, Rai Movie alle 5, con “Perfect Days” di Wim Wenders con Koji Yakusho, Tokio Emoto, Arisa Nakano, Aoi Yamada, Yumi Asô. Il film che il pubblico vecchiotto del cinema Eden credo abbia amato di più negli ultimi anni…
the batman 7
perfect days di wim wenders 2
perfect days di wim wenders 1
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i miei primi 40 anni
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elliot gould carol alt i miei primi 40 anni
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carol alt. i miei primi 40 anni
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non drammatizziamo... e' solo questione di corna
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ARNOLD SCHWARZENEGGER - L'ELIMINATORE - ERASER
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I CASSAMORTARI
gianmarco tognazzi i cassamortari
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settembre di giulia steigerwalt
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l’ultimo colpo in canna
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STEFANO ACCORSI - FABIO DE LUIGI 50 KM ALL'ORA
the batman 4
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