striptease demi moore

IL DIVANO DEI GIUSTI - CINE 34 CI PROPONE LO SCATENATO “L’INFERMIERA DI NOTTE”, GRANDE COMMEDIA SEXY  CON GLORIA GUIDA AL SUO MASSIMO SPLENDORE. BANFI, PER VEDERE LA GUIDA NUDA, DECIDE DI METTERE NELLA CAMERA DA LETTO DEL FINTO MALATO UNA POTENTE STUFA E... - C'E' ANCHE "STRIPTEASE", DI CUI CI RICORDIAMO SOLO DEGLI SPOGLIARELLI DI DEMI MOORE - LA7 CINEMA PASSA "MAI DIRE MAI": NELLE SCENE DI SESSO DI SEAN CONNERY E BARBARA CARRERA NON C'E'...

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

Marco Giusti per Dagospia

 

L’infermiera di notte

Che vediamo stasera in chiaro? Cine 34 alle 21 ci propone lo scatenato “L’infermiera di notte”, grande commedia sexy di Mariano Laurenti con Gloria Guida, Lino Banfi, Mario Carotenuto, Francesca Romana Coluzzi, Alvaro Vitali, Leo Colonna. Funziona anche perché Laurenti sposta tutto dalle scuole e dalle caserme in un unico ambiente teatrale che è la casa di Lino Banfi.

 

Gloria Guida è qui al suo massimo splendore, Carotenuto fa ridere più di tutti, e il tutto è condito da una massa dei soliti caratteristi fedelissimi. Alvaro è Peppino, l’assistente dentista di Banfi, Linda De Felice è la cameriera scorreggiona (“Almeno questa, quando passa avvisa” è il commento di Carotenuto).

pierfrancesco favino kelly reilly promises

 

Senza scordare le grazie di Paola Senatore e Anna Maria Clementi. La Guida non la smette mai di spogliarsi o di mostrare i seni sbottonandosi la camicetta sotto gli occhi davanti al povero Carotenuto, infoiatissimo, vero motore comico del film. Indimenticabili sono tutti i suoi numeri a letto a commento delle grazie dell’infermiera e di ciò che vede a casa, soprattutto quando Banfi, per vedere la Guida nuda, decide di mettere nella camera da letto del finto malato una potente stufa.

KELLY REILLY PIERFRANCESCO FAVINO - PROMISES

 

Così Carotenuto prima incomincia a dare in smanie con frasi tipo “E’ sempre l’ultimo rigatone quello che te frega”, poi apre gli occhi e nel dormiveglia vede la Guida e la Coluzzi che si spogliano. Sconvolto conclude con un “E che è? Belle, bbone, tutte ignude!”.

 

Rai Movie alle 21, 10 passa uno dei film più noiosi che abbia mai visto, “”Promises” di Amanda Sthers con Pierfrancesco Favino, Kelly Reilly, Jean Reno, Kris Marshall, Cara Theobold, Leon Hesby. Sembrava una bella storia d’amore tutta sesso tra Pierfrancesco Favino, finalmente con la faccia sua, e l’esplosiva rossa Kelly Reilly di “Britannia” e “Yellowstone”.

gloria guida l’infermiera di notte

 

Invece questo “Promises”, scritto e diretto dalla francese Amanda Sthers, romanziera e regista anche di opere non memorabili come “Madame” e “Je vas te manquer”, è un deludente film di pura coproduzione italo-francese, dove tutti parlano inglese, anche se si trovano a Ladispoli, e se parlano italiano lo fanno con l’accento francese di Jean Reno, che ha il ruolo di vecchio nonno italiano esperto in libri antichi e proprietario di una sorta di castello sul mare avuto non si capisce come.

john wick – capitolo 2 3

 

Favino è il nipote di Reno, che vive a Londra con moglie e figlioletta occupandosi anche lui di libri antichi, e si innamora, appena la vede in una festa, della bella Kelly Reilly che si deve sposare proprio pochi giorni dopo e di professione fa la gallerista d’arte. Potrebbe anche funzionare, ma la regista ci infila tutta una complicazione letteraria fumosa che, tra citazioni di Calvino e Proust, ci porta continuamente indietro e avanti nel tempo.

 

Dopo un’ora di film, aspettando una qualche evoluzione della storia d’amore tra i due che sappiamo porterà al divorzio di Favino, ci domandiamo inutilmente perché non abbiamo ancora visto una scena madre d’amore o un qualche chiarimento. Niente. Si perde tempo con gli amici del cuore di Favino, un indiano che cambia continuamente fidanzate, Deepak Verna, e uno spilungone biondo, che vedono le partite in tv o mangiano una torta. Il massimo che ci è concesso sono schermaglie letterarie tra Favino e la Reilly in primissimo piano.

 

john wick capitolo secondo 1

Lei gli regala la prima edizione di “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Calvino. Lui non è capace di prendere una decisione. Pure il nonno Reno, stanco, gli dice, giustamente, che non gli lascerà niente se non fa qualcosa della sua vita oltre a roteare gli occhi. La pensiamo così anche noi spettatori, visto che dopo 80 minuti di film non abbiamo capito dove la regista e i suoi personaggi vogliano andare a parare.

 

Canale 20 alle 21, 10 propone lo stracultissimo “John Wick Capitolo 2” di Chad Stahelski con Keanu Reeves, Ruby Rose, Ian McShane, John Leguizamo, Laurence Fishburne, Riccardo Scamarco e Claudia Gerini. Beh, quando Claudia Gerini, reginetta della camorra, si spoglia nuda per entrare nella vasca da bagno come una matrona romana‎ sotto gli occhi di John Wick venuto lì per farla secca si sfiora il sublime. Per non parlare di Franco Nero direttore dell'hotel dei killer a Roma e di Riccardo Scamarcio che abita direttamente allo GNAM di Roma, fatto passare per casetta sua a New York e discute davanti all’Ercole e Luca di Canova o a una grande tela innocente di Fattori.

 

L’infermiera di notte

Prima di diventare anche io fan della serie dei John Wick, mi chiedevo cosa avessero trovato i critici americani in questo fumettone fracassone e trasharello. Ma, a parte il divertimento del pubblico italiano di fronte alle sparatorie nelle catacombe o per i tetti di Roma o allo GNAM in mezzo alle opere del nostro 800 e 900, col sangue che schizza sulle parete sotto gli occhi La lettrice di Corcos o all’Ercole saettante di Bourdelle, a parte qualche pregevole apparizione, Ian MacShane, John Leguizamo, Peter Stormare, Laurence Fishbourne, Common come bodyguard della Gerini, non è che si vada molto oltre il solito videogame per ragazzini con una vagonata assurda di morti ammazzati.

 

harrison ford firewall. accesso negato

E può non risultare simpatico tutto questo sparare con schizzi di sangue tra le meravigliose statue dello GNAM o le colonne di Zorio e il pavimento di vetro di Pirri. Detto questo, sia con Riccardo Scamarcio che con Claudia Gerini fratellini mafiosi cattivi siamo nello zenith dello stracult della stagione.

 

Anche se non si capisce perché Scamarcio, nel ruolo di Santino D’Antonio, sì come il celebre parrucchiere di Sorrentino&Benigni, sapendo quanto è pericoloso John Wick, gli ordini, visto che ha un pegno d’onore con lui, di uccidere la sorella diventata capomafia, pensando poi di farlo fuori facilmente e dando così il via a una girandola di bang bang tra killer tra Roma e New York.

firewall. accesso negato

 

Il poro John Wick, già stordito dal film precedente, l’azione si svolge solo quattro giorni dopo e è un vero e proprio sequel, si ritrova così sul groppone una taglia da 7 milioni di dollari che scatena gli appetiti dei tagliagole del globo. 122 minuti di sparatorie e morti ammazzati. Godetevi la grande scena di nudo della Gerini, che è stata sforbiciata di 23 secondi in Inghilterra (perché sono invidiosi), coatta e cattiva che avrebbe meritato un ruolo maggiore.

DEMI MOORE IN STRIPTEASE

 

Godetevi Scamarcio coi riccioli, per non parlare di un grande Laurence Fishbourne come re dei mendicanti di New York e di Ruby Rose come killer cattiva. Suy Iris alle 21, 15 trivate il thriller “Firewall – Accesso negato” di Richard Loncraine con Harrison Ford, Paul Bettany, Virginia Madsen, Carly Schroeder, Jimmy Bennett, Alan Arkin. Cosa succede quando è chi ti dovrebbe proteggere che ti sta rapinando? Girato in Canada, nella Columbia Britannica.

 

DEMI MOORE IN STRIPTEASE

Occhio che su Canale 27 alle 21, 15 torna “Striptease” diretto da Andrew Bergman, tratto dal romanzo di Carl Hiaasen con Demi Moore spogliarellista, Burt Reynolds uomo del Congresso pazzo di lei, Armand Assante tenente di polizia, Ving Rhames, Robert Patrick. Ci ricordiamo solo degli spogliarelli di Demi Moore, ahimé. All’epoca venne pagata una fortuna, 12, 5 milioni di dollari.

 

La7 Cinema passa alle 21, 15 “Mai dire mai” lo 007 non ufficiale con Sean Connery, diretto da Irvin Kershner con Klaus Maria Brandauer, Max Von Sydow, Barbara Carrera, Kim Basinger, Alec McCowen, Bernie Casey, Edward Fox, Valerie Leon. Sean Connery e Roger Moore volevano girare un finale con tutti e due i James Bond, ma non convinsero i registi. Steven Seagal fa l’istruttore di arti marziali. Nelle scene di sesso di Sean Connery e Barbara Carrera non c’è una body double dell’attrice. La Carrera voleva assolutamente fare questo film. Si riuscì a farlo perché il produttore esecutivo Kevin McClory aveva i diritti di remake di “Thunderball”.

DEMI MOORE IN STRIPTEASE

 

Rai4 alle 21, 20 propone “The Counselor – Il procuratore” di Ridley Scott con Michael Fassbender, Penélope Cruz, Javier Bardem, Cameron Diaz, Brad Pitt, Bruno Ganz. Lo ricordo come un disastro. Eppure aveva una sceneggiatura scritta per il cinema da Cormac McCarthy, uno dei più grandi scrittori viventi. Una regia firmata da Ridley Scott. Un cast che spazia da Michael Fassbender a Penelope Cruz, da Javier Bardem a Brad Pitt e Cameron Diaz, con camei di Bruno Ganz, Rosie Perez, Ruben Blades, Edgar Ramirez. Riprese in ogni parte del mondo. E il risultato è un disastro? Capita, si dirà.

l’infermiera di notte 2

 

Ma certo questo “The Counselor”, scrivevo quando uscì, rischia di diventare un oggetto di straculto senza volerlo. Delle tante critiche che lo massacrano, la più giusta è quella di Guy Lodge su “Time Out”: “La pomposa idea alla Pulp Fiction di un grande scrittore che viene tratta con stupida seriosità da tutti quelli coinvolti”. Perché, se Cormac McCarthy esagera con dialoghi “importanti” di ogni personaggio, battute impossibili per qualsiasi attore, Ridley Scott e il suo cast esagerano ancora di più trattando con troppa seriosità il materiale. Quel che viene fuori o annoia o rischia il comico involontario.

 

il fantasma dell’opera

Toccando, comunque, la vetta massima del trash con il racconto di Javier Bardem a Michael Fassbender di quando la sua donna, la terribile Malinka di Cameron Diaz, si scopò la sua Ferrari gialla. Si tolse le mutande, fece una spaccata sul cruscotto in modo che lui le vedesse bene la topona depilata sotto al vetro e si scopò la macchina. “Sembrava un pescegatto”, conclude Bardem.

 

“Un pescegatto?” fa incredulo Fassbender e noi con lui. “Un pescegatto?”. Mai visto qualcosa di simile in un film. Certo, è grandioso anche lo scambio di battute tra Bardem e Diaz: Lui: “Sei così fredda” – Lei: “La verità non ha temperatura”. Senza scordare perle raccolte qua e là.

 

il fantasma dell’opera 4

Bardem: “Mi sono sempre piaciuto le donne intelligenti. Ma è un hobby che costa molto caro”. In realtà, la storia non sarebbe affatto male. In quel di Ciudad Juarez, la città più violenta del Messico (3000 morti ammazzati all’anno), un avvocato yankee, Michael Fassbender, definito The Counselor, innamorato della dolce e ingenua Laura, Penelope Cruz, decide, malgrado ogni avvertimento, di entrare in un affare di droga assieme al suo amico Reiner, Javier Bardem, e un ambiguo americano, Westfray, cioè Brad Pitt con cappello texano.

 

Il tutto avviene sotto gli occhi della gelida donna di Reiner, tal Malinka, Cameron Diaz, che gira con due giaguari affamati per casa e sfoggia un tatuaggio maculato sulle spalle. Ma il carico di droga che viaggia su un camion verso l’America viene intercettato da non si sa bene chi, un corriere, difeso dall’avvocato, come sua mamma Ruth, viene decapitato mentre correva in moto in piena operazione. Un carico da 20 milioni di dollari scompare. E tutti i personaggi coinvolti finiscono sotto gli occhi del Cartello. Sono solo coincidenze, sostiene l’avvocato.

 

MIXED BY ERRY

Ma, come dice un vecchio uomo d’affari messicano, Ruben Blades, “Loro non credono alle coincidenze, ne hanno sentito parlare, sì. Ma non le hanno mai viste”. Così partono i morti ammazzati. Magari ci volevano i Coen. Su Rai Storia alle 21, 20 passa “Il generale Della Rovere”, grande lezione di cinema e di storia di Roberto Rossellini che dirige Vittorio De Sica, Hannes Messemer, Sandra Milo, Giovanna Ralli, Vittorio Caprioli.

 

Su Rai Due alle 21, 20 un thriller sconosciuto, “Omicidio nelle Highlands” di Ryan Dewar con Brooke Burfitt, Megan Lockhurst, Paul Luebke, Anja Cilia, Mariah Baillie, Adam Robertson. Boh? Su Cielo alle 21, 25 arriva “Men in Black III” di Barry Sonnenfeld con Will Smith, Tommy Lee Jones, Alice Eve, Josh Brolin, Emma Thompson, Bill Hader. Non sarà fresco come i primi due, però…

 

 

MIXED BY ERRY

Su Mediaset Italia 2 alle 21, 30 passa “Il fantasma dell’opera” nella versione di Dario Argento con Asia Argento, il povero Julian Sands, Andrea Di Stefano, Coralina Cataldi Tassoni. Da rivedere. Sta per uscirne un’altra versione, francese, con Deva Cassel e Romain Duris.

 

Rete 4 alle 21, 35 propone “L’ultima cena”, biblico natalizio presentato a giugno…, diretto da Mauro Borrelli con James Faulkner, Henry Garrett, Jamie Ward, Daniel Fathers, Nathalie Rapti Gomez. Sembra sia terribile. Passiamo alla seconda serata con “La minorenne” di Silvio Amadio con Gloria Guida, Rosemary Dexter, Marco Guglielmi, Luciano Roffi.

 

l’infermiera di notte 4

Secondo film in assoluto di Gloria Guida, ancora quindicenne, e molto nuda. Iniziato a girare, nel giugno 1974, mentre il primo film, La ragazzina, è stato appena sequestrato. E delirio di Silvio Amadio che perde la testa dietro alla giovanissima Gloria Guida come fosse la sua Brigitte Bardot e le fa fare sogni stravaganti conditi da pruriti da cattolico represso all’inizio del film e si scatena anche nella parte più normale. Un delirio che lancio ancora più in alto il mito della Guida, circondata da maschi adulti arrapati.

 

Raymond Léfevre su “La revue du cinéma” osserva che “questa insignificante commedia italiana è stata riempita di inserti pornografici filmati [in Francia] in dettaglio con dei figuranti anonimi (si riconoscono qua e là delle starlette del porno francese e qualche stallone che fa loro frequentemente da partner)”.

MIXED BY ERRY

 

Léfevre segnala anche una scena interessante del film, quando Valeria, Gloria Guida, decide di perdere la verginità con l’amante della madre, un maniaco che la fa vestire da deportata mentre lui si veste da torturatore SS. “per sfuggire a questa prova impervia la bella ragazza si lancia in questa risposta di un candore disarmante: ‘Ma… io non sono ebrea’.

 

Rai Movie alle 23, 05 propone l’ottimo “Mixed By Erry” di Sydney Sibilia con Luigi D'Oriano, Giuseppe Arena, Emanuele Palumbo, Francesco Di Leva, Cristiana Dell'Anna. Può nascere un dj a Forcella? Perché no? Come può nascere un regista di successo a Salerno. Dobbiamo riconoscere a Sydney Sibilia, celebrato giovane autore (salernitano) di “Smetto quando voglio”, il primo film della serie era davvero molto riuscito e rinnovò il panorama del cinema italiano, un grande coraggio.

 

MIXED BY ERRY

Ci voleva coraggio sia con “Smetto quando voglio” sia a riscrivere una storia come “L’isola delle rose” sia a raccontare come fosse lo Scarface di Al Pacino la storia del mitico dj di Forcella Enrico Frattasio, che si firmava “Mixed by Erry”, che assieme ai fratelli dominò il mercato delle audiocassette al tempo degli walkman arrivando a produrre qualcosa come 60 mila pezzi al giorno occupando il 27% dell’intero mercato nazionale. Lo facevano per soldi, ovviamente. Ma anche per passione. E le compilation di Mixed by Erry, “falsi orginali” e “falsi del falso originale”, esistevano pure quelli, arrivavano dove non c’era possibilità di comprare e sentire musica nuova e nuovissima.

 

Tutti i dj, mi dice Dago, che lo faceva, a fine esibizione, vendevano le cassette. Era la regola. Erry e i suoi fratelli, che nel film, sono interpretati da tre bravissimi attori napoletani mai visti prima, Luigi D’Oriano, Emanuele Palumbo e Gino Arena, lo fanno scientificamente, mischiando la pratica familiare delle bottiglie di whiskey contraffatte piene di tè, con la tecnologia. Ma i soldi per produrre così tante cassette se li devono fare prestare dalla camorra.

banklady

 

Li vediamo crescere a Forcella tra il 1976 e i primi anni ’90, quando le cassette audio verranno sostituite dai cd, e si perderà tutto il lato romantico della creazione della compilation per le ragazze, gli extra a fine cassetta. E’ vero che i Frattasio sono mariuoli, è vero che sono inseguiti dalla guardia di finanza, un arcigno Francesco Di Leva con parrucchino coi ricci e occhiali neri che sembra estratto da “Napoli violenta” di Umberto Lenzi o da un film di Merola di Alfonso Brescia, ma sono solo un naturale proseguimento dei piccoli venditori di sigarette.

 

Non pensano neanche di compiere un crimine. Nel film non si capisce fino in fondo che rapporti hanno con la camorra e con le famiglie. Li vediamo scontrarsi coi tunisini, con un boss che finisce fulminato dalla guerra della famiglie, ma il più losco è proprio il loro ricco socio milanese Arturo, un ottimo Fabrizio Gifuni, che gli vende le cassette vergine con enorme guadagno sia per loro che per lui. Nelle scene iniziali, quando vediamo Erry arrestato e chiuso in prigione, i malavitosi hanno grande rispetto per lui, in fondo è un ragazzo di Forcella che si è inventato qualcosa e ha fatto una montagna di soldi.

 

Sibilia e i suoi sceneggiatori, la musicologa napoletana Simona Frasca (“Il Manifesto”) e Armando Festa, non insistono più di tanto sul rapporto fra i Frattasio e la malavita organizzata. Tendono a fare dei tre fratelli, delle loro donne, Chiara Celotto e Greta Esposito, dei genitori, Adriano Pantaleo e Cristiana Dell’Anna, sempre bravissima, un mondo a parte. Un po’ truffatori, ma brava gente, di buon cuore. Anche se fanno saltare la casa dei tunisini.

 

banklady

L’idea è quella di una famiglia unita che attraversa tutta questa storia senza mai compiere nulla di terribile e di irreparabile. La prima parte del film è allegra, divertente, piena di musica, Frankie Goes to Hollywood, Kim Wilde, The Pointer Sisters, Eurythmics, poi la storia si sfilaccia un po’. Magari il film è un filo lungo, magari non c’è grande storia da raccontare e i guai con la Guardia di Finanza, la situazione guardia e ladro alla Monicelli, non sono così sviluppati, anche se l’episodio a Sanremo è divertente.

 

Su Rai4 alle 23, 15 un action tedesco, “Banklady” di Christian Alvart con Nadeshda Brennicke, Ken Duken, Charly Hübner, Niels-Bruno Schmidt, Heinz Hoenig. Magari preferite l’action russo “The Icebraker – Terrore fra i ghiacci” di Nikolay Khomeriki con Pyotr Fyodorov, Sergey Puskepalis, Aleksandr Pal, Vitaliy Khaev, Aleksey Barabash, Cielo alle 23, 15. Su Rai Storia alle 23, 35 sembra interessante il documentario di Enrico Caria “Vedi Napoli e poi muori” con Enrico Caria, Giulio Gargia, Federico Torre, Peppe Barra, Roberto Saviano, Felice Farina.

 

gli sfiorati 5

Penso che mi registrerò su La7 Cinema alle 23, 45 il thriller di Sidney Lumet “Rapina record a New York” o “The Anderson Tapes”, scritto da Frank Pierson con Sean Connery, Dyan Cannon, Martin Balsam, Christopher Walken, Ralph Meeker, Alan King, Val Avery, perfino Margaret Hamilton al suo ultimo film. Dyan Cannon ha confessato che sul set ha avuto una storiella con Sean Connery. Ma perché no?

gli sfiorati 1

 

Rai Movie all’1, 05 propone un film di Matteo Rovere che mi piacque, “Gli sfiorati” con Andrea Bosca, Miriam Giovanelli, Claudio Santamaria, Asia Argento, Michele Riondino. Vediamo cosa ne scrissi quando uscì nel 2011. Che bellezza, tornano i film italiani impegnati!

 

Che sia impegnato “Gli sfiorati” di Matteo Rovere lo si capisce dal marchio Fandango, dall’omonimo romanzo di Sandro Veronesi da cui è tratto, dalla recensione immediata della scrittrice Elena Stancarelli su “Repubblica” e, soprattutto, dal manifesto un po’ moraviano che ha parecchio attizzato il pubblico maschile con una bella ragazza annoiata e sdraiata su un divano a gambe un po’ aperte, mutandine minime, ma con la capoccia tagliata. Il perché lo capiamo vedendo il film. Ben due motivi.

 

gli sfiorati 3

Il primo perché i personaggi del film sono “sfiorati”, cioè “indifferenti” e “annoiati” a quasi tutto ad eccezione del sesso, il secondo perché la bonissima protagonista, l’italo-spagnola Miriam Giovanelli, piccola star della tv spagnola, ha un gran corpo che mostra anche parecchio con mutande e senza durante il film, ma ha naso un bel po’ rifatto che la rende più adatta all’”Isola dei famosi” che a un film impegnato Fandango, che riprende un po’ il discorso iniziato con “Caos calmo”.

 

GLI SFIORATI

Infatti anche questo film è tratto da un romanzo di Veronesi e riscritto per il cinema da Francesco Piccolo e Laura Paolucci. Solo che lì il sedere lo mostrava Nanni Moretti e qui Miriam Giovanelli. Meglio per lo spettatore medio.

 

Anche qui la scopatona fra la Giovanelli e il giovane fratellastro Andrea Bosca è il climax del film, ma più per una costruzione da commedia erotica samperiana anni ’70 che per il rispetto di una qualche costruzione letteraria. Anche nelle commedie erotiche di un tempo, di solito tratte da romanzi di rinomati autori italiani (Patti, Moravia, ecc), tutto girava attorno a un giovane protagonista annoiato, ai suoi amici, alla sua terribile famiglia, con padri assatanati e mamme e cugine un po’ mignotte e si concludeva con un climax sessuale costruito un po’ come i duelli finali degli spaghetti western e la crescita del ragazzo.

 

the banana splits movie

Di scena era però la provincia italiana e non Roma. Matteo Rovere, al suo secondo film, ripercorre eroicamente sia la strada della commedia erotica anni ’70, sia quella del cinema letterario Fandango, sia quella del cinema letterario tra Maselli e Bolognini degli anni ’60. Ne viene fuori una commedia sexy con idee che sfiora anche giustamente il ridicolo e in certi tratti precipita nel muccinismo generazionale, ma che alla fine se funziona lo fa grazie alla sua costruzione di film di genere.

 

Il giovane Andrea Bosca gira ricco e annoiato per Roma, tra un serio lavoro di grafologo e inutili feste assieme agli amici Claudio Santamaria e Michele Riondino. Fresco orfano di madre, odia il padre, il grande attore ronconiano Massimo Popolizio che si diverte a fare il coatto alla Mario Brega, che sta per risposarsi con la sua storica amante spagnola, la non scordata Ajtana Sanchez Gjion rovinata per sempre da Silvio Muccino in “Parlami d’amore”. Proprio in attesa di questo matrimonio si ritrova a casa la sorellastra supersexy Miriam Giovanelli, che vive praticamente in mutande sul divano come da manifesto facendosi canne e guardando la tv.

the banana splits movie 1

 

Lui rosica tutto il tempo e lo spettatore non capisce perché. Rosica anche quando si fa Asia Argento in versione trentenne scopatrice con problemi di capoccia (cento volte meglio qui che non nel film con Salemme…). Boh! Solo quando salta addosso alla Giovanelli e le toglie finalmente le mutande si placa. Il tutto era stato scritto da Veronesi nel 1990 e acquista oggi, dopo vent’anni di berlusconismo, un aspetto diverso. Anche più giusto. Una specie di malessere moraviano che circola in una gioventù che sembra non aspettarsi più niente dalla vita. Certo, un tempo avremmo avuto nel cast Jacques Perrin, Claudia Cardinale e Romolo Valli.

 

Però Nicola Di Gioia che fa l’esperto di calcio nelle tv locali in duetto con Popolizio fa la sua figura. Su Rete 4 all’1, 10 passa il documentario di Mario Martone su Massimo Troisi “Lassù qualcuno mi ama”. Su La7 Cinema all’1, 40 passa uno dei capolavori di William Friedkin, “Vivere e morire a Los Angeles” con William L. Petersen, Willem Dafoe, John Pankow, John Turturro, Debra Feuer. Speriamo sia una bella copia che si è visto solo in copie terribili.

dove non ho mai abitato

 

Mediaset Italia 2 all’1, 45 passa la stravaganza horror “The Banana Splits Movie” di Danishka Esterhazy con Finlay Wojtak-Hissong, Dani Kind, Steve Lund, Celina Martin, Sara Canning, Romeo Carere. Nella notte passa di tutto. Da “L’impiccagione”, strepitoso film del 1968 di Nagisa Oshima con Kei Sato, Fumio Watanabe, Toshiro Ishido, Masao Adachi, Rokko Toura, Hosei Komatsu, Rai Tre/Fuori Orario alle 2, 20, a “Othon – Gli occhi non vogliano in ogni tempo chiudersi” di Danièle Huillet, Jean-Marie Straub con Adriano Aprà, Anne Brumagne, Ennio Lauricella, Olimpia Carlisi, Anthony Pensabene, sempre Rai Tre alle 4, 15.

 

Da “Acque di primavera” di Jerzy Skolimowski con Timothy Hutton, Nastassja Kinski, Valeria Golino, William Forsythe, Iris alle 4, 20 al bel film di Paolo Franchi “Dove non ho mai abitato” con Emmanuelle Devos, Fabrizio Gifuni, Giulio Brogi, Hippolyte Girardot, Isabella Briganti, Rai Movie alle 5.

DOVE NON HO MAI ABITATO

 

Costruito per una grande prova di attrice di Emmanuelle Devos, Francesca, che si divide fra tre uomini, un padre forte e malato, Manfredi, Giulio Brogi, un marito francese, ricco e accudente ma un po’ opaco, Benoit, Hyppolite Girardot, e il bell’architetto Massimo, Fabrizio Gifuni, incapace di andare fino in fondo nella vita come nell’amore, ci allontana dalle ambientazioni consuete della periferia di Roma e Napoli, per portarci a Torino e a Parigi, in un mondo alto-borghese fatto di architetti e banchieri.

 

Francesca, alla morte della madre, aveva deciso di lasciare il padre Manfredi, sposandosi un ricco banchiere, Benoit, e abbandonando la professione di architetto che aveva appena intrapreso. Vent’anni dopo, il padre, malato, le chiede di aiutare il suo primo architetto e figlio mancato, Massimo, nella progettazione di una casa per una coppia di giovani ricchi, Paolo e Giulia. Pur non volendolo fare, Francesca si lascia convincere e piano piano ritrova l’amore innamorandosi di Massimo e la voglia di lavorare. Ma arriverà naturalmente al punto di dover scegliere fra l’amore e la fuga.

acque di primavera

 

Ben sapendo che anche il suo amore non è che una trappola-regalo che le ha teso il padre per svegliarla sì da un matrimonio stanco, ma anche per tenerla sotto il suo controllo. Tragiche decisioni, insomma, ci attendono, drammi non vissuti completamente o abbandonati a metà. Benissimo fotografato da Fabio Cianchetti, con una musica prestigiosa di Pino Donaggio, dove sono inseriti brani jazz di Giorgio Gaslini, malgrado qualche concessione pesante agli sponsor torinesi,

 

Dove non ho mai abitato dimostra in fondo quanto dobbiamo a questo tipo di cinema anticotto, un po’ come La tenerezza di Gianni Amelio, curiosamente sempre prodotto da Valentino Saccà per Pepito, e quanto ci riconosciamo. Almeno noi pubblico non più giovane. Decisamente superiore a molti dei film italiani visti a Venezia, interpretato benissimo sia dalla Devos che da Gifuni che dal ricco cast esibito, Giulia Michelini, Valentina Cervi, c’è pure un cammeo stracultissimo di Naike Rivelli. E qui chiudo.