FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL…
IL DIVANO DEI GIUSTI - CONTRO LA SECONDA GIORNATA DI SANREMO SONO STATI PROGRAMMATI I BUONI VECCHI DI SEMPRE, SENZA SPRECARE LE PRIME VISIONI E I FILM CHE POTREBBERO DAVVERO DARE NOIA. TANTO ALLA NOIA CI PENSA GIÀ SANREMO – L’ALTERNATIVA DI STASERA È “DELITTO AL RISTORANTE CINESE”. TANTO VALE RIMANERE SU SANREMO O BUTTARSI SULL’OPERA OMNIA DI TOD BROWNING, COME VUOLE FARE DAGO – PASSA ANCHE “THE WRESTLER”, BELLISSIMO FILM SU UN LOTTATORE SUONATO INTERPRETATO DA MICKEY ROURKE CON MARISA TOMEI CHE A 43 ANNI SI ESIBISCE IN UNA INCREDIBILE SCENA DI NUDO – NELLA NOTTE ARRIVA IN PRIMA VISIONE, ADDIRITTURA “NOSTALGIA” DI MARIO MARTONE… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
il cavaliere dei sette regni 1
Contro la seconda giornata di Sanremo sono stati programmati i buoni vecchi di sempre, praticamente scendono in campo i riservisti senza sprecare le prime visioni e i film che potrebbero davvero dare noia. Tanto alla noia ci pensa già Sanremo.
Tolta qualche esibizione ieri sera, Serena Brancale, Bambole di pezza, Dito nella piaga, la saggia centenaria che ha votato per la Repubblica, Patty Pravo e i suoi filosofi del nulla, l’arrivo di Kabir Bedi da mettere di fronte al nuovo inutile bisteccone turco Can Yaman e al suo petto sudato, mi sono un po’ annoiato, tanto che alla fine mi sono visto l’ultima puntata di “A Knight of the Seven Kingdoms” su HBO Max.
Ho scoperto che “Portobello” di Marco Bellocchio che è in parte Rai, come mi ricorda Maria Pia Ammirati, ma prima passa in streaming, è visibile a singhiozzo, cioè una puntata alla volta, su HBO Max. Che peccato. Avrebbe potuto davvero dare noia a Sanremo. Bellocchio, ironia della vita, è diventato il Sandro Bolchi della storia della televisione. Partendo dai punti in tasca, che dovevano girare Gianni Morandi e Raffaella Carrà. Tutto si spiega. E torna la noia.
Bella però l’idea, finalmente, di recuperare il Dopo-festival, anche se non ci sono più Zac, Dago e i giornalisti di un tempo a dar noia. E’ diventato tutto un po’ democristiano. Avevano paura a dir le cose. Salvo le new entries comiche-ironiche che deve aver portato Giovanni Benincasa, finalmente un autore a Telemeloni, la ragazza cattiva che studia da Selvaggia, l’ovazione per Sal Da Vinci come se fosse entrato un redivivo Mario Merola. Ricapitolando.
enzo cannavale tomas milian delitto al ristorante cinese
Che vediamo stasera se non vediamo Sanremo? Vi riciclo quello che scrisse proprio un anno fa, perché la contro-programmazione in chiaro è la stessa di un anno fa. Mortacci… “Sto fijo di sette mandarini andati a male” Avete già capito l’alternativa di stasera al dilagante Sanremo di Carlo Conti? Ve ne dico un’altra. “Pubblicità di morto ammazzato, locale sputtanato”.
O anche “Qua condile tutto con la soia, li mortacci soia”. Stiamo parlando, ovviamente di “Delitto al ristorante cinese” di Bruno Corbucci con un doppio Tomas Milian, Nico Giraldi e il cuoco cinese Ciuciciao. Per fortuna ci sono anche Bombolo come Venticello e Enzo Cannavale, Cine 34 alle 21. Nico indaga su un delitto avvenuto appunto al ristorante cinese.
delitto al ristorante cinese 1
Ci sono tutto, il Gargiulo di Massimo Vanni, Mimmo Poli, Ennio Antonelli come pescivendolo, Olimpia Di Nardo come moglie di Nico, Peter Boom, australiano che troviamo in tanti film dai Nico Movies ai Nanni moretti movies. Avete capito? Tanto vale rimanere su Sanremo o buttarsi sull’opera omnia di Tod Browning come vuole fare Dago con blue-ray. O rivedersi Tomas, Venticello e Bombolo.
Mediaset Italia 2 alle 21 propone “Conan il distruttore” di Richard Fleischer con Arnold Schwarzenegger, Grace Jones, Wilt Chamberlain, Mako, Tracey Walter, Sarah Douglas. Non bello come il primo Conan, quello di John Milius. Ma fu proprio John Milius, che non lo poteva dirigere, a indicare Robert Fleischer, perché “I Vichinghi” era uno dei suoi film preferiti. Anche il mio. Ma il copione di Stanley Mann era troppo infantile e rovinò il trattamento scritto da Roy Thomas e Gerry Conway. Ci furono parecchi sbagli e fraintendimenti.
charlton heston, ava gardner e david niven in 55 giorni a pechino
Il personaggio di Zula, ad esempio, che nel film viene interpretato da Grace Jones, era maschile, ma nessuno lo capì. Grace Jones menava sul serio e mandò due stuntmen all’ospedale. Venne tagliata perché troppo spinta la scena di Sarah Douglas che seduce Arnold. Il film deluse un po’ tutti. Tv2000 alle 21, 05 propone “55 giorni a Pechino” diretto da Nicholas Ray, prodotto da Samuel Bronston in Spagna, con Charlton Heston, Ava Gardner, David Niven, Flora Robson, John Ireland, Harry Andrews.
Charlton Heston, il protagonista, in una vecchia intervista rilasciata a “Positif” lo distrugge. “Un grosso budget è una condizione sine qua non, ma non era una garanzia di successo. C’era da fare un grande film sulla rivolta dei Boxer, ma non lo abbiamo centrato. Il film era mal preparato, la sceneggiatura mediocre, la distribuzione dei ruoli incoerente, e non era neanche la storia dei Boxer!
Bronston avrebbe fatto meglio a occuparsi di più della sceneggiatura. Il suo impero finanziario era all’apogeo. Dopo il trionfo di El Cid sembrava infallibile. Avevano due scenografi eccezionali, Veniero Colasanti e John Moore. Che avevano ricostruito tutta Pechino nei dintorni di Madrid. Una buona parte del décor rimase inutilizzata. Un giorno Orson Welles venne a dirmi ‘Se solamente Bronston mi desse 500.000 dollari e un pezzo di décor, gli farei nel frattempo un piccolo thriller che gli risarcirebbe una parte delle spese.’ Ma non andò.
david niven e charlton heston 55 giorni a pechino
Per Ray fu una tragedia. Come sapete ebbe una crisi cardiaca durante la lavorazione, Ava Gardner non fu forse estranea alla cosa, perché gli fece passare quello che più tardi Elizabeth Taylor fece passare a Mankiewicz per Cleopatra. Ray ha girato solo i due terzi del film. Eravamo molto in ritardo. Restavano due o tre grandi scene di dialoghi. E’ Guy Green che le ha realizzate.”
Ne parlava male anche Nick Ray, “Ho fatto lo sbaglio tipico del giornalista che dice alla moglie, ‘Cara, ho appena avuto un’offerta da un’agenzia pubblicitaria per diventare il loro capo sceneggiatore. Mi daranno 200.000 dollari all’anno, e questo mi darà l’opportunità di andare nel Connecticut a scrivere il Grande Romanzo Americano. Il film mi dava molto più di 200.000 sollari e pensai: D’accordo, per l’ultima volta rompo il giuramento fatto a me stesso di non fare mai ciò che non voglio fare”.
ava gardner charlton heston 55 giorni a pechino
Durante la lavorazione Ray ebbe una violenta discussione con il produttore che portò, assieme alle follie sul set di Ava Gardner, al suo mezzo infarto. Se Ava Gardner non la smetteva di bere, Ray non la smetteva di giocare a carte e perdere sul set. Un disastro. Alla fine si fece morire prima del previsto il personaggio della Gardner per liberarsene per sempre dal set. Aldo Tonti, il direttore della fotografia, quando vide le scenografie già costruite, disse che non si potevano usare perché non erano state pensate per le riprese.
Venne sostituito da Jack Hildyard a pochi giorni dall’inizio delle riprese, Il disastro di questo film, completato da Green e da Andrew Marton, assieme a quello di “La caduta dell’impero romano” distrussero le produzioni di Samuel Bronston. Non esiste una copia buona su disco. Meglio farsi una copia stasera.
Rai Movie alle 21, 10 spara “The Wrestler”, bellissimo film diretto da Darren Aronofsky su un lottatore suonato interpretato da Mickey Rourke, come Randy "The Ram" Robinson, Marisa Tomei che a 43 anni si esibisce in una incredibile scena di nudo, Evan Rachel Wood, Judah Friedlander, Ajay Naidu. Vinse il Leone d’Oro a Venezia nel 2008 in una serata memorabile con Mickey Rourke e il suo cagnetto sul palco.
Il presidente della giuria, Wim Wenders, si oppose a dare un doppio premio al film, era fuori dalle regole, o miglior film o miglior attore. Era un film piuttosto povero e Axl Rose dette gratis i diritti di "Sweet Child O' Mine" dei Guns N' Roses per lo scontro finale. Lo steso fece Bruce Springsteen, che scrisse una canzone per il film. Aronofsky lo dedicò al suo mentore, Stuart Rosenberg, da poco scomparso. Canale 20 alle 21, 10 propone “La guerra dei mondi” di Steven Spielberg con Tom Cruise, Dakota Fanning, Justin Chatwin, Tim Robbins, Miranda Otto. Lo conoscete bene.
sharon stone in basic instinct
Su Canale 27 alle 21, 10 arriva “Free Willy 3: Il salvataggio” di Sam Pillsbury con Jason James Richter, August Schellenberg, Annie Corley, Patrick Kilpatrick. Iris alle 21, 15 tira fuori il più visto e amato dei film da contro-programmare a Sanremo, “Basic Instinct” di Paul Verhoeven con Michael Douglas, Sharon Stone, George Dzundza, Jeanne Tripplehorn, Dorothy Malone. Quasi quasi…
La7 Cinema spara grosso con “I magnifici sette”, capolavoro western di John Sturges con Yul Brynner, Eli Wallach, Charles Bronson, Steve McQueen, James Coburn, Robert Vaughn. Lo conosco quasi a memoria e me lo rivedo spesso. In America non funzionò bene come in Europa, dove impressionò i futuri registi degli spaghetti western che negli anni riuscirono a riprendere tutto il cast del film e portarlo in Italia.
Fu Yul Brynner a volere Steve McQueen, che gli rubava però le scene con piccole trovate da attore minore che si vuole mettere in mostra. Nel 1980, Steve McQueen, ormai morente, chiamò Yul Brynner per ringraziarlo. "Per cosa?" chiese Brynner. McQueen rispose: "Avresti potuto farmi buttare fuori dal film quando ti ho irritato, ma mi hai lasciato rimanere lì e quel film mi ha lanciato, quindi grazie". Brynner gli disse: "Io sono il re e tu sei il principe ribelle; entrambi nobili, e pericolosi da affrontare".
Canale 5 alle 21, 20 si giova la commedia “Tre di troppo” di Fabio De Luigi con Fabio De Luigi, Virginia Raffaele, Fabio Balsamo, Marina Rocco, Barbara Chichiarelli. Leggo che è una prima, ma è un film del tutto identico agli altri di Fabio De Luigi. Italia 1 alle 21, 20 si gioca invece “Kingsman: Il cerchio d’oro” di Matthew Vaughn con Colin Firth, Taron Egerton, Channing Tatum, Jeff Bridges, Julianne Moore, Halle Berry.
Passiamo alla seconda serata con l’action “Sezione 8” di Christian Sesma con Ryan Kwanten, Dolph Lundgren, Dermot Mulroney, Mickey Rourke, Scott Adkins. Roba di botte. Meglio ci va con “Suburra”, grande affresco della mala romana e dei suoi rapporti con la politica della destra diretto da Stefano Sollima con Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano.
Vediamo cosa ne scrissi quando uscì. “Io ti rispetto. Ma non si può fa’ sempre pippa!”. Ecco, diciamo che è questa la morale che viene fuori dalla visione di Suburra di Stefano Sollima, due ore interamente dedicate a Mafia Capitale, sceneggiato da Stefano Rulli e Sandro Petraglia di piovriana memoria e tratto dal libro dei cosceneggiatori Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo. Un viaggio nel novembre del 2011, nei sette giorni prima dell’Apocalisse che cancellò il Governo Berlusconi e che portò Papa Ratzinger a dimettersi.
In mezzo, una storia di malavita, morti ammazzati, guerre tra bande, onore e orgoglio e, soprattutto, di intrecci con la politica di destra che ha governato il paese e, soprattutto, la Roma di Alemanno. Diciamo a metà tra i film di duri alla Ferdinando Di Leo e le nuove serie americane e italiane che vediamo su Sky, con un quanto basta di riferimenti alle grandi bellezze e alla nuova graphic novel alla Zerocalcare.
Ma senza ironia, senza elementi da talk show politico (a un tratto si sente Bruno vespa, però) o da puntata speciale di “Report”, perché Sollima fa veramente sul serio. Che dire? Per me, è una bomba. Solo vedere Pier Francesco Favino nei panni dell’onorevole Malgradi che pippa e tromba con la celtica al collo due mignotte all’Hotel De Reussy e poi va nudo a pisciare dalla terrazza dell’albergo mentre la pioggia si scatena su Piazza del Popolo e sul suo obelisco è qualcosa che non si era mai visto nel nostro cinema.
LORENA CESARINI NUDA IN SUBURRA
E non si è mai visto neanche la tossica Viola di Greta Scarano, qua fantastica, che vuole vendicare il suo uomo ferito, Numero 8, cioè Alessandro Borghi, il re di Ostia, e gli urla “Vai a sventrà quegli zingari di merda”. E quando mai, in un film, si erano viste le famiglie di zingari cravattari che vivono come questo Manfredi Anacleti, interpretato dal notevolissimo Adamo Dionisi (subito il “premio Mario Brega” come coatto cinematografico dell’anno), che comanda la sua tribù in una casa rifugio piena di donne e bambini.
O un pr di feste romane come il Sebastiano di Elio Germano, che solo quando suo padre, Antonello Fassari, si butta nel Tevere, scopre di essere in mano ai cravattari e che la sua vita è appesa a un filo. Certo, il Samurai di Claudio Amendola, perfetto come sempre, è un po’ troppo simile al vero Carminati, er Cecato, il re di Roma, ma ha delle battute fantastiche. Come quando incontra Bacarozzo, il vecchio camerata dei Nar uscito di galera che vuole una fetta di torta del suo impero e gli ricorda di quando aveva un’idea nel cuore. “Io, ormai, l’idea me la porto qua e basta”.
greta scarano alessandro borghi suburra
O quando deve rispondere di un simpatico omicidio. “Sei stato tu?” – “E’ stata Roma” . Nessuno ha toccato così da vicino la Roma fascista di questi anni. E poi. Esattamente come per le serie tv di Romanzo criminale e di Gomorra, il pubblico dei ragazzini impazzirà per questi personaggi alla Di Leo e per le loro battute, per il Numero 8 di Alessandro Borghi, pelato e con la barba con gli occhi di fuori, per il Samuari che non ride mai e vive con la mamma, per Spadino, Manfredi, Bacarozzo, per Viola la tossica, per il pr che deve fa’ pippa.
Perché, al di là delle sceneggiature, della credibilità dei personaggi, al di là di ogni critica e di ogni due palle alla Mereghetti, Sollima è uno dei pochissimi registi italiani che non solo crede ai suoi personaggi e alle battute che dicono, ma riesce a renderle mitiche e credibili per noi, il suo pubblico. Come Di Leo. “Eh, cazzo”. La7 Cinema alle 23, 45 propone “I magnifici sette cavalcano ancora” di George McCowan con Lee Van Cleef, Stefanie Powers, Michael Callan, Pedro Armendariz jr., Mariette Hartley. Trezo film della saga.
Iris alle 23, 50 propone il complesso “Animali notturni”, opera seconda di Tom Ford con Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Michael Shannon, Armie Hammer, Isla Fisher. Tv8 alle 0, 30 passa il sequel di Machete, cioè “Machete Kills”, diretto da Robert Rodriguez con Danny Trejo nel ruolo della sua vita, Michelle Rodriguez, Sofia Vergara, Amber Heard, Charlie Sheen, Lady Gaga. Massacrato dalla critica, era il minimo, ma assolutamente stracult. Machete è l'eroe più mortifero, cafone e divertente che sia girato ultimamente per gli schermi internazionali.
E' anche interpretato dall'attore più “de legno” che si possa immaginare, il messicano baffuto Danny Trejo, monoespressivo, alto un cazzo e un barattolo, incapace di qualsiasi ironia e di pronunciare una frase più lunga della pur geniale "Machete non twitta" o "Machete non muore" o "Machete le ama tutte" (le donne). Per questo non possiamo non amarlo anche noi. Ma fa benissimo Rodriguez a limitarne per questa sua seconda avventura le sue qualità amatorie (ne tromba una solo con effetto grafico) e soprattutto recitative.
Non ne ha, è una figurina, un toy da mettere sull'armadietto dei ragazzacci che adorano Tarantino, Rodriguez e il cinema di genere più zozzo. Meglio quindi utilizzarlo per quello che è dentro storie sempre più deliranti con incredibili guest, da Lady Gaga a Mel Gibson, da Antonio Banderas a Cuba Gooding jr, da Tom Savini a Charlie Sheen, che qui si fa chiamare col suo vero nome, Carlos Estevez, e riempirlo di bellissime attrici, come Michelle Rodriguez in versione monocola, la bionda Amber Heard, Sofia Vergara che lo vuole morto e spara da un wonderbra metallico e con cazzetto-pistola con tanto di palle, Jessica Alba, che si prende subito un colpo in fronte, Alexa Vega, l'eroina della saga Spy Kids. Manca all'appello solo Lindsay Lohan.
Il presidente americano, Charlie Sheen, ovviamente gli chiede di risolvere una missione impossibile. Salvare gli Stati Uniti d'America da un pazzo in Messico che ha un missiluccio a testata nucleare puntato su Washington. Machete va, e scopre che la bomba, come nei film di Franco e Ciccio, la tiene a casa sua un pazzo megalomane, Demian Bichir, dalla doppia se non tripla personalità.
Ma è meglio non ucciderlo, visto che attaccato al cuore ha un timer pronto a esplodere se lui morirà. Per facilitare le cose, il pazzo tira una linguetta che darà a Machete solo 24 ore di tempo per disinnescare la bomba. Bel casino. Mettiamoci anche, sulle sue tracce, Desdemona, cioè Sofia Vergara, maitresse topona che odia i maschi, e si diverte a ucciderli, che lo vuole morto perché per colpa sua Bichir ha fatto uccidere sua figlia Cereza, cioè Vanessa Hudgens. E una specie di cacciatore di taglie, detto El Camaleon, che parlando in maniera troppo forbita semina morte sul confine con ben quattro sembianze diverse, quelle di Walt Goggins, Cuba Gooding jr, Antonio Banderas e Lady Gaga. Una cazzatona, certo. Cosa vogliamo di più?
PIERFRANCESCO FAVINO IN NOSTALGIA DI MARIO MARTONE
Canale 5 alle 0, 45 ci passa in prima visione, senti senti…, addirittura “Nostalgia” di Mario Martone con Pierfrancesco Favino come Felice, lo straniero che torna a Napoli, e ritrova il suo doppio malefico, l’amico-nemico Oreste Spesiani detto “O Malommo”, interpretato da Tommaso Ragno con la gravità di un Al Pacino che esplode nel loro unico incontro. “Noi siamo due sfaccimme che si odiano”.
In mezzo troviamo il ritorno dalla mamma, Aurora Quattrocchi, palermitana di dotta provenienza teatrale (Franco Scaldati e Gigi Burruano), la sua morte con relativo strascico alla Camus, l’incontro con il possibile padre mancato, Nello Mascia, favoloso, l’unico che chiede a Favino quello che gli avremmo chiesto tutti, “ma come parli?”, e lui risponde che 40 anni al Cairo fanno questo effetto ai napoletani (magari anche i due terribili film sui Moschettieri di Giovanni Veronesi), l’incontro con il prete militante Don Luigi, interpretato dal grande Francesco Di Leva già sindaco del Rione Sanità per Martone sia a teatro che al cinema, che gli apre gli occhi sulla pericolosa realtà del posto.
tommaso ragno in nostalgia di mario martone
Come gli eroi del west rimasti soli a combattere la loro battaglia col male che si portano dentro, pensiamo al Gary Cooper di “High Noon”, anche Felice-Favino, sa che dovrà incontrare l’amico di un tempo, Oreste-Tommaso Ragno, che nel frattempo è diventato un boss pazzo e sanguinario, ma con cui lui pensa ancora di poter dialogare come fosse un fratello.
Non sa che sono parti della stessa medaglia, unite da un sangue versato per il quale nessuno ha pagato allora, ma che torna a riproporsi quarant’anni dopo.
pierfrancesco favino nostalgia di mario martone
Tratto dal romanzo postumo di Ermanno Rea, arrivato alla fine di una stagione italiana completamente dominata dalla napoletanità di temi, registi, attori, da “E’ stata la mano di Dio” di Sorrentino a “Qui rido io” dello stesso Martone, come se Roma fosse una succursale e non l’Impero, “Nostalgia” non sfrutta fortunatamente nessuna delle nostalgie possibili napoletane, né canzonettistiche né vesuviane (a parte una scena, credo), né attoriali (a parte un grande murales con Peppino e le ricostruzioni del passato visto come fosse un film in 16 mm più che un film di Nino D’Angelo),
ha attori strepitosi però, da Favino a Nello Mascia da Di Leva a Sasà Striano, per non parlare di Tommaso Ragno, come tutti i film che si girano a Napoli da sempre, una bella tenuta di suspence, magari una struttura non sempre perfetta che porta a un finale operistico forse un po’ prevedibile e a qualche sbavatura narrativa.
Ma nel complesso è un buon film. Rete 4 alle 0, 55 propone “Spara che ti passa” o “¡Dispara!”, mélo di Carlos Saura con Francesca Neri, Antonio Banderas, Walter Vidarte, Eulalia Ramón. La situazione si scalda nella notte con l’arrivo di “Bambola” di Bigas Luna con Valeria Marini, Stefano Dionisi, Anita Ekberg, Antonino Iuorio, Jorge Perugorría, Cine 34 alle 0, 55, che venne sciaguratamente presentato a Venezia nel 1996 e ricoperto di fischi.
Non solo c’ero, ma registrai anche i fischi finali per Blob. Bambola/Marini, qua al suo massimo storico, è quasi una brava ragazza che vive in un barcone-ristorante-casa in quel di Comacchio con la mamma Anitona e un fratello gaio biondo davvero eccessivo interpretato da Stefano Dionisi.
Quando finisce in galera il neo fidanzato di Bambola, certo Settimio, interpreto da Manuel Bandera, le cose si complicano, perché Dionisi si innamora perdutamente di Settimio mentre Bambola finisce stalkerata dal suo cattivissimo compagno di cella, un pelatone interpretato da Jorge Perugorria in un ruolo difficile da dimenticare. Anche perché su dare alle donne ha le idee piuttosto chiare (“minchia, minchia, minchia e botte”).
Dopo aver inviato simpaticamente un par di mutande zozze a Bambola e essersela fatta già in prigione, Perugorria esce di carcere e si presenta voglioso e animalo sul barcone di Bambola. E lì arriveremo alla scena clou del film, cioè la scopata con le anguille. Dove quelle che davvero rischiamo qualcosa, a parte gli spettatori, sono le anguille. Alla fine l’amore gaio trionfo e le anguille finiranno in pentola. Capolavoro totale, ma Bigas Luna ricordo che era il più divertito di tutti a Venezia.
Iris alle 2, 10 ha tempo per farci vedere un film quasi militante, “una donna: una storia vera” diretto da Roger Donaldson con Sissy Spacek, Jeff Daniels, Keith Szarabajka, Morgan Freeman, Fred Dalton Thompson. Rai Due alle 2, 35 passa il film di zombie a Roma prodotto dai fratelli Manetti “The End? L’inferno fuori” diretto da Daniele Misischia con Alessandro Roja, Carolina Crescentini, Euridice Axén, Claudio Camilli, Benedetta Cimatti, dove l’idea è quella dell’ascensore dove sistemare i protagonisti mentre gli umani diventano rapidamente zombi. Tutto o quasi girato nell’ascensore. Non male, però.
la dottoressa sotto il lenzuolo
Cine 34 alle 2, 40 passa una commedia sexy poco vista, “La dottoressa sotto il lenzuolo” di Gianni Martucci con Karin Schubert prima di passare all’hard, Gastone Pescucci, Orchidea De Santis, Eligio Zamara, Alvaro Vitali. Una dottoressa apocrifa, cioè non uno dei film regolari di Laurenti e soci per Luciano Martino, ma una piccola produzione della Flora Film diretta da Gianni Martucci alla sua seconda regia dopo La collegiale.
Karin Schubert tenta di competere con la Fenech, aiutata da Orchidea De Santis. Per fortuna c’è Alvaro Vitali. Il tutto in quel di Pisa, con gli scherzi alla Amici miei. Racconta Gianni Martucci a Eugenio Ercolani: «La Schubert veniva da un successo clamoroso come Barbablù con Richard Burton. Grazie a quel film, scelsi di metterci lei. […] Era molto bella, di una bellezza che rimane impressa, forte. Caratteristica fondamentale, prima ancora delle capacità recitative. Se non hai una fotogenia forte, un'importanza visiva, non vai da nessuna parte».
C’è un momento di autocitazione della commedia erotica quando Alvaro e la Galleani vanno al cinema e vedono Il vizio di famiglia di Mariano Laurenti. Angelo Pellegrino ricorda il regista come una persona molto seria, che credeva nell’operazione. Rai Movie alle 3, 45 presenta “Stasera ho vinto anch’io”, celebre film di boxe di Robert Wise con Robert Ryan, Audrey Totter, George Tobias, Wallace Ford.
Chiudo con “Canto ma sottovoce…” diretto nel 1946 da Guido Brignone con Francesco Albanese, Mariella Lotti, Guglielmo Barnabò, Ave Ninchi, Paolo Stoppa, Rete 4 alle 4, 25. Leggo che il protagonista, autista che porta una famiglia fuori Roma per evitare i bombardamenti, canta sottovoce appunto per la paura delle bombe. Soggetto di Ivo Perilli, sceneggiatura di Nino Novarese e Cesare Zavattini. Mai visto…
il cavaliere dei sette regni 2
canto, ma sottovoce
stasera ho vinto anch’io
stasera ho vinto anch’io 2
greta scarano suburra
il cavaliere dei sette regni 4
karin schubert la dottoressa sotto il lenzuolo
la dottoressa sotto il lenzuolo
la dottoressa sotto il lenzuolo
la dottoressa sotto il lenzuolo 2
la dottoressa sotto il lenzuolo 3
il culo di valeria marini in bambola di bigas luna
the end? l inferno fuori
the end? l’inferno fuori 2
valeria marini bambola
the end? l’inferno fuori
bambola valeria marini
bambola valeria marini
delitto al ristorante cinese
una donna una storia vera
delitto al ristorante cinese
valeria marini bambola
valeria marini bambola 1
spara che ti passa
ANIMALI NOTTURNI
ANIMALI NOTTURNI
machete kills
danny trejo machete kills
lady gaga machete kills
ANIMALI NOTTURNI
ANIMALI NOTTURNI
machete kills charlie sheen
sofia Vergara Machete Kills
MACHETE KILLS CHARLIE SHEEN COL VERO NOME CARLOS ESTEVEZ
pierfrancesco favino giacomo ferrara suburra
alessandro borghi suburra.
suburra 2
claudio amendola suburra
greta scarano alessandro borghi suburra
suburra
adamo dionisi elio germano suburra
greta scarano suburra 1
sezione 8
delitto al ristorante cinese
conan il distruttore 2
arnold schwarzenegger e grace jones sul set di conan il distruttore
free willy 3 il salvataggio
tre di troppo fabio de luigi e Virginia Raffaele
locandina tre di troppo fabio de luigi
conan il distruttore 2
i magnifici 7 2
tom cruise la guerra dei mondi
i magnifici 7 3
la guerra dei mondi
conan il distruttore 1
LA GUERRA DEI MONDI
charlton heston 55 giorni a pechino
marisa tomei mickey rourke the wrestler
marisa tomei the wrestler 1
marisa tomei the wrestler 3
il cavaliere dei sette regni 3
FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL…
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