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Marco Giusti per Dagospia
E in chiaro che vediamo? Avete voglia di una commedia italiana? Ci sarebbe su Cine 34 alle 21, “Mamma o papà?” diretto da Riccardo Milani prima di “Come un gatto in tangenziale” con lo stesso cast, cioè Paola Cortellesi e Antonio Albanese. Funzionò meno bene, però. Era una commedia divorzista, che rispondeva alla domanda… cosa fare dei vostri tre figli se non vi amate più, volete divorziare, ma siete in carriera e pensate che tre figli, oltre tutto difficili da gestire, vi rovinerebbero la vita?
Inoltre sono loro che devono decidere chi scegliere tra mamma e papà, quindi meglio fare vedere il vostro lato peggiore. Ecco, da questa semplice trovata, che si sviluppava in una specie di Guerra dei Roses tra un padre e una madre che cercano in ogni modo di sbolognare all’altro coniuge i tre figli mostradosi il più orrendi possibile, nasceva un grande successo francese di qualche anno fa, “Papa ou maman?”, quasi tre milioni di biglietti venduti in patria, diretto da Martin Bourboulon e scritto da Alexandre de La Patélliere e Matthieu Delaporte, la coppia responsabile anche di sceneggiatura e regia di Le prénom. Un successo che in poco tempo produsse oltre a un sequel, un remake tedesco, “Schnatz, nimm Dudie!”, e questo remake italiano, “Mamma o papà”.
Milani ne fece una versione quasi fotocopia dell’originale, adattandola però alle forti personalità dei suoi due protagonisti, Paola Cortellesi, che è anche cosceneggiatrice assieme a Giulia Calenda, e Antonio Albanese. La maggior variante è che la coppia in questione, pronta a scannarsi piuttosto che a cedere, è veneta, di Treviso, e i due attori parlano un po’ come in Signore e signori di Pietro Germi, che era appunto interamente girato interamente là e vedeva come protagonisti degli apparentemente tranquilli borghesi trevigiani.
Mai fidarsi della provincia e delle coppie borghesi. Si sa. Anche se qualcosina del capolavoro di Germi è nell’aria, almeno nella prima parte, ci sembrava che l’interesse maggiore di Milani fosse nel buon funzionamento della coppia comica, allora inedita al cinema, formata da Albanese-Cortellesi, e nell’attenersi scrupolosamente alla sceneggiatura originale francese. Al punto che molte situazioni, trovate, e perfino ambientazioni sono proprio identiche.
indiana jones i predatori dell'arca perduta
Diciamo subito che la cosa più divertente e riuscita del film era proprio il veneto che parlano Cortellesi e Albanese e il loro repentino cambiamento da coppia borghese che cerca di dividersi in maniera civile a coppia pronta a uccidersi per ottenere quel ognuno di loro vuole. E quel che entrambi i coniugi vogliono è poter andarsene una in Svezia e l’altro in Mali senza il peso dei tre figli. Per questo sono pronti a qualsiasi eccesso. Ottimi Matilde Gioli come amante di Albanese e Carlo Buccirosso come possibile nuovo compagno della Cortellesi.
Rai 2 alle 21 propone ancora una volta “Il principe di Roma”, versione romana alla Gigi Magni del “Canto di Natale” di Charles Dickens, diretta da Edoardo Falcone con Marco Giallini, Giulia Bevilacqua, Filippo Timi, Sergio Rubini, Denise Tantucci. Su Tele San Marino, se la prendete, trovate alle 21 “Contromano”, commedia sull’immigrazione diretta e interpretata da Antonio Albanese con Alex Fondja, Aude Legastelois, Daniela Piperno, David Anzalone. “Amico?! Amico un cazzo!!”.. Chi non è esasperato di fronte ai continui assalti per la strada di decine e decine di venditori africani di calzini e di falsi Rolex al grido di “Amico! Amico!”. Amico un cazzo! Appunto.
E diciamo anche l’idea di qualcuno che decide, salviniamente, di aiutarli a casa loro riportandoli proprio nella non così lontana Africa, non è male. Ma mettere su un film intero partendo da questa idea è un’altra cosa. Avevamo tutti molto apprezzato l’Antonio Albanese minimalista e molto comico del precedente “Come un gatto in tangenziale” sotto la regia di Riccardo Milani con una sceneggiatura molto ben scritta. Lo ritroviamo in questo Contromano, che dirige lui stesso, con una sceneggiatura firmata assieme a Andrea Salerno, Stefano Bises e da Makkox, con la stessa impostazione attoriale. Bravissimo. Nulla da dire.
indiana jones i predatori dell'arca perduta 1
Ma la storia, che vede il suo personaggino di milanese incazzato stordire e rapire un venditore africano moleste, il francese Alex Fondja, e poi cercare di riportare in Senegal lui e quella che pensa sia sua sorella, la bellissima Aude Legastelois, e diventare quindi da predatore la preda, ha molte cose che non tornano. Al punto che in una scena chiave in un comando di carabinieri, dove non si capisce più chi sia la vittima della folle azione, il groviglio di sceneggiatura risulta più che chiaro. Per non parlare della presenza di un handicappato, che poi si perde per strada, che sembra una presenza costante del nostro nuovo cinema comico.
Come il ragazzo problematico del recente Vengo anch’io. Da una parte, comunque, c’è la voglia di fare una commedia di costume su un tema forte e pericoloso con un personaggio negativo, da un’altra c’è anche quella di rendercelo simpatico nel corso di un viaggio chiarificatore e di chiudere il tutto con un messaggio positivo.
Rai Movie alle 21, 10 propone l’ormai lontano (35 anni fa…) “Il duro di Road House”, western moderno diretto da Rowdy Herrington con Patrick Swayze come addetto alla sicurezza del Road House, Ben Gazzara, Kelly Lynch, Sam Elliott, Marshall R. Teague e il chitarrista cieco Jeff Healey. Film di culto, decisamente molto camp, cresciuto nelle visioni in vhs e in dvd, non immediatamente con l’uscita in sala. Infatti non andò benissimo in sala, visto che era troppo violento e maschile per il pubblico di “Dirty Dancing” che aveva amato Patrick Swayze.
Secondo Sam Elliott tutti gli attori facevano le loro scene di azione seguendo le indicazioni di certo Benny Urquidez. Leggo che il fidanzato di Julie Michaels si uccise la notte prima che lei facesse la sua scena di nudo nel bar. Il regista pensò che lei non la volesse più fare. E invece la fece. Kelly Lynch prese il posto di Annette Bening che non funzionava in coppia con Swayze.
Canale 20 alle 21, 10 passa “Lucy”, film violento di grande successo di Luc Besson con Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Min-sik Choi, Amr Waked, Pilou Asbæk, Claire Tran. Fatevene una ragione, scrivevo. Scarlett Johnasson è l’unica donna che nessun uomo riuscirà mai a possedere. L’abbiamo vista aliena, Vedova Nera con superpoteri che ammazza tutti, voce del computer che fa diventare pazzo quel povero Joaquim Phoenix, qui è l’eroina Lucy, una ragazzetta americana che grazie a una superdroga blu che le hanno infilato a sua insaputa nella pancia diventa capace di controllare prima il 20, poi il 30, poi il 40 per cento delle proprie facoltà mentali. Non ha più sentimenti, anche se bacia così, a buffo, Pierre Del Rio, cioè Amr Waked, il macho poliziotto francese che cerca di aiutarla nella sua missione.
colin firth il discorso del re
Certo, si dirà, se sei così intelligente, perché fai un film con Luc Besson che non ne imbrocca uno buono da anni? Eppure questo “Lucy”, funziona e, prima che Lucy arrivi al 100 per cento delle proprie facoltà, è un gran bel divertimento. Quando cioè Scarlett si risveglia in una prigione con i coreani cattivi che se la vogliono fare in quel di Taiwan e da supereroina con superpoteri inizia a sparare a tutti. Poi si fa togliere dalla pancia la droga rimasta e intanto chiama la mamma in America e si mette a piangere.
E il supercattivo è il geniale Min Sik Choi, l’eroe di “Old Boy”, una specie di Gigi Burruano coreano, magnifico. E’ lui che controlla il traffico della droga blu che è stata messa nella pancia di Lucy e di altri quattro disgraziati che sono stati inviati in Europa. Lucy cercherà di recuperarli perché, grazie alla droga, vuole arrivare al 100 per cento delle sue facoltà e vedere un po’ che succede, complice il geniale professor Norman di Morgan Freeman. Sì, è un polpettone incredibile dove c’è di tutto, da “Leon” a “Nikita”, ma Scarlett come Lucy è magnifica e quando spara o blocca i maschi in aria solo con la forza del pensiero ci fa impazzire.
Iris alle 21, 15 ci presenta un classicone come “I predatori dell’arca perduta” di Steven Spielberg con Harrison Ford, Karen Allen, Paul Freeman, Denholm Elliott, Ronald Lacey. Su La7 alle 21, 15 trovate il thriller “Entrapment” di Jon Amiel con una coppia formata da un celebre ladro di opere d’arte e una bella investigatrice, cioè Sean Connery e Catherine Zeta-Jones. Ci sono anche Ving Rhames e Will Patton. Di quest tempi va benissimo.
La7Cinema alle 21, 15 presenta il più complesso “Tra le nuvole” diretto da Jason Reitman con George Clooney Vera Farmiga, Anna Kendrick, Jason Bateman, Melanie Lynskey, grande film sulla crollo del capitalismo travestito da commedia. Clooney è un tagliatore di teste in piena crisi economica che vola da una parte all’altra del paese e non risparmia nessuno. Ha la sua tecnica e la sua moralità. Le mettono accanto una inesperta stagista, Anna Kendrick, e ha una sorta di storia d’amore che potrebbe cambiarlo con Vera Formiga.
Su Canale 27 alle 21, 15 trovate il grande thriller di Walter Hill “48 ore” con Eddie Murphy, Nick Nolte, Annette O'Toole, James Remar, David Patrick Kelly. Era un film favoloso, con gran parte del dialogo tra il poliziotto e il mezzo gangster assolutamente improvvisato. All’epoca Nick Nolte venne pagato 1 milione di dollari e Eddie Murphy mezzo milione, ma per il film successivo Nick Nolte venne pagato 3 milioni e Eddie Murphy 7. E pensare che Murphy fu la quarta o quinta scelta per la Paramount. Il progetto era stato pensato per la coppia Clint Eastwood – Richard Pryor. Nel montaggio di Walter Hill Annette O’Toole ha qualche scena in più, anche di nudo.
Rai4 alle 21, 20 passa “Hannibal” diretto da Ridley Scott, scritto addirittura da Thomas Harris, David Mamet e Steven Zaillan, con Anthony Hopkins che se la spassa a Firenze, Julianne Moore al posto di Jodie Foster, Giancarlo Giannini, Ray Liotta. Non bello come “il silenzio degli innocenti”, perché non funziona l’alchimia tra Hopkins e la Moore come funzionava con Jodie Foster, ma di grande professionalità. Tra gli attori italiani Francesca Neri, Ivano Marescotti, Enrico Lo Verso, Fabrizio Gifuni.
Sia Jonathan Demme che Jodie Foster, dopo aver tentennato per anni e dopo 15 riscritture di copione rifiutarono di girarlo. Demme vedeva il copione troppo crudele e pieno di sangue. Così lui e il suo sceneggiatore, Ted Tally, uscirono di scena. La Foster non voleva proprio tornare a interpretare Clarice che vedeva come una persona vera (“Mi sono stati offerti più soldi di quelli che ho guadagnato in tutta la mia carriera”, disse). Hopkins accettò per 20 milioni di dollari. Juliane Moore venne indicato come sostituta dallo stesso Anthony Hopkins. Gary Oldman chiese di essere inserito sui titoli assieme a Hopkins e a Julianne Moore.
colin firth il discorso del re
Non ottenendolo, preferì togliere proprio proprio il suo nome dai titoli. Nel film è irriconoscibile, inoltre. Costruì la sua voce a partire da quella di Katherine Hepburn. Leggo che Ray Liotta ottenne il ruolo dopo aver incontrato Ridley Scott in palestra. Quando Dino De Laurentiis offrì “Hannibal” a Ridley Scott sul set de “Il gladiatore” nel 2000, Scott pensò che volesse offrirgli un film su Annibale. “Guarda, Dino”, gli rispose, “ Io sto girando proprio adesso un film sugli antichi romani. Non voglio fare il prossimo con gli elefanti che attraversano le Alpi”.
A quel punto Dino chiarì che si trattava di “Hannibal Lecter”. Vennero girati tre finali, uno che piaceva a De Laurentiis, uno a Scott e uno che piaceva a Thomas Harris. Vinse il finale di Scott. Leggo che tutta la parte che Harris aveva scritto e Scott girato su Il Mostro di Firenze, venne tagliata al montaggio. Portava troppo fuori tema rispetto al film. Peccato. Harris lavorò per anni sul Mostro.
Su Cielo alle 21, 20 il catastrofico “13 minuti” di Lindsay Gossling con Thora Birch, Amy Smart, Anne Heche, Paz Vega, Sofia Vassilieva. Rai5 alle 21, 20 torna su un grande successo come “Il discorso del Re” di Tom Hooper con Colin Firth, Geoffrey Rush, Guy Pearce, Helena Bonham Carter, Michael Gambon. Allora piacque a tutti.
colin firth il discorso del re
Carino “Genio per amore” di Fred Schepisi con Meg Ryan, Walter Matthau, Tim Robbins, Lou Jacobi al suo ultimo film, Gene Saks, Stephen Fry, Charles Durning che trovate su Tv2000 alle 21, 40. Walter Matthau è Alfred Einstein. Gran parte delle sue scene sono girate a Princeton. Molte delle battute di Einstein sono sue vere frasi. Passiamo alla seconda serata con il film che ci fece scoprire il genio di Kathryn Bigelow, l’horror road-movie con vampiri “Il buio si avvicina” (“Near Dark”) con Adrian Pasdar, Jenny Wright, Lance Henriksen, Bill Paxton, Jenette Goldstein, James LeGros, strepitosa musica dei Tangerine Dreams.
Gran parte del cast lo passò alla Bigelow il suo futuro marito, James Cameron, da “Aliens”, cioè lo strepitoso Lance Henriksen, Bill Paxton, e Jenette Goldstein. In un primo tempo Bigelow e il suo sceneggiatore, Eric Red, pensarono a un western. Ma non andavano più di moda e lo trasformarono in un horror un po’ western. Edward S. Feldman, che non si fidava troppo della giovane regista, lo produsse a patto che se dopo cinque giorni avesse visto che la Bigelow non era in grado di capire quel che girava lo avrebbe interrotto. Il film venne girato in 47 giorni.
L’anteprima venne organizzata al Moma di New York presentata dalla stessa Bigelow, che nasceva artista. Fu l’ultimo film prodotto e distribuito da Dino De Laurentiis prima della bancarotta.
Su Cine 34 alle 23, 15 passa il terzo film della serata con Antonio Albanese, “Uomo d’acqua dolce” film a episodi diretti dallo stesso Albanese con Antonio Albanese, Valeria Milillo, Antonio Petrocelli, Sara Anticoli. Su La7 Cinema alle 23, 15 passa il fantasy romantico “Adaline – L’eterna giovinezza” di Lee Toland Krieger con Blake Lively che a 29 anni da 80 anni, Harrison Ford, Amanda Crew, Michiel Huisman, Ellen Burstyn, Richard Harmon. Su Tv2000 alle 23, 25 ritroviamo “Baby Boom” di Charles Shyer con Diane Keaton, Sam Shepard, Kristine Kennedy, Harold Ramis. Non era male “Il presidio”, poliziesco un bel po’ western diretto da Peter Hyams con Sean Connery, Meg Ryan, Mark Harmon, Jack Warden, Dana Gladstone, La7 alle 23, 30.
Iris alla stessa ora, alle 23, 30, propone “Dune”, quello di David Lynch con Kyle MacLachlan, Silvana Mangano, José Ferrer, Sting, Francesca Annis, Jürgen Prochnow. Per me rimane il migliore. Rai4 alle 23, 35 propone il thriller belga “Inexorable” di Fabrice Du Welz con Benoît Poelvoorde, Mélanie Doutey, Alba Gaïa Bellugi, Jackie Berroyer. Rai Movie alle 0, 55 propone “Planet of the Apes – Il pianeta delle scimmie”, la versione di Tim Burton con Mark Wahlberg, Helena Bonham Carter, Tim Roth, Michael Clarke Duncan, Paul Giamatti, Kris Kristofferson e la sofisticatissima Lisa Marie, che allora era fidanzata con il regista (ma la lasciò per mettersi con Helena Bonham Carter, incontrata proprio su questo set). Nel film fanno due piccoli cammei anche Charlton Heston e Linda Harrison, protagonisti della versione del 1966.
Tanti anni dopo Mark Wahlberg ammise che il film non era venuto bene, aveva una sceneggiatura sbagliata, e la Fox aveva così pressato Tim Burton che non aveva fatto il film giusto. Eppure tutta la parte tecnica, cioè le scimmie di Rick Baker, gli abiti di Coleen Atwood, le scenografie di Richard Heinricks, la fotografia di Philippe Rousselot, sono incredibili. Ma che non funzionasse ce ne siamo accorti tutti. Per Tim Burton fu colpa anche dei tempi lunghissimi per preparare le scimmie. Ore e ore di attesa. In un primo tempo venne chiamato Oliver Stone per dirigerlo con Arnold Schwarzenegger protagonista, poi James Cameron doveva produrlo e scriverlo per la regia di Peter Jackson e sempre Arnold protagonista. Poi Cameron venne travolto dalla lavorazione e dal successo di “Titanic”. Quando vide il film disse che era la cosa migliore che si poteva fare su quel soggetto, perché avevano sbagliato regista. “E’ l’unico film di Tim Burton che non mi piace”.
planet of the apes – il pianeta delle scimmie
Cine 34 all’1 passa “Gli idoli delle donne” diretto da Lillo, Greg e Eros Puglielli con Lillo, Greg, Ilaria Spada, Francesco Arca, Maryna, Corrado Guzzanti. “Io te mato!” Vabbé, non sarà un capolavoro del cinema comico, non avrà granché da spartire con Jerry Lewis e il suo vecchio e glorioso “L’idolo delle donne”, non sarà proprio credibile come Colombia o come chissà cosa la Sabaudia delle ville di Malagò&Co, ma va detto che non solo Lillo e Greg quattro risate te le fanno sempre fare, non solo è decisamente più divertente e riuscito del precedente “D.N.A.”, che finì subito in streaming, ma qui in più, e davvero vale il prezzo del biglietto, c’è un Corrado Guzzanti assolutamente strepitoso come cattivissimo trafficante di coca colombiano col machete sempre in mano, sposato con una bravissima Ilaria Spada e gelosissimo della figlia, tal Maryna.
“Io te mato!” Zac! Ne fanno le spese i poveri spasimanti della ragazza, come un notevole Valerio Lundini che pur giura di non averla mai toccata e che mai la toccherà. E finisce da ingegnere elettronico a perito elettronico (è la battuta di Joaquim/Corrado in bocca a lui fa ridere), un tassista romano, Marco Marzocca, che li prende per colombiani da novelas, “famme plata o plomo, dai Non lo giudicate con troppa severità.
Su Rete 4 all’1 trovate “Boy Erased” di Joel Edgerton con Lucas Hedges, con Lucas Hedge, ragazzo che si scopre gay in una chiusissima comunità rurale dell’America profonda, nonché figlio del predicatore battista del posto, che dovrà seguire un folle piano per la rieducazione dell’omosessualità. I genitori sono Nicole Kidman e Joel Edgerton. Guest star Xavier Dolan e Russell Crowe.
planet of the apes – il pianeta delle scimmie
Su Italia 1 all’1, 10 torna “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino con John Travolta, Samuel L. Jackson, Uma Thurman, Tim Roth, Harvey Keitel. Sempre un piacere. E’ un piacere anche rivedere “Larry Flint. Oltre lo scandalo”, biopic sull’inventore del giornale pornografico “Hustler” diretto da Milos Forman, scritto da Scott Alexander e Larry Karaszewski, i due sceneggiatori di “Ed Wood”, con un magnifico Woody Harrelson, una svalvolatissima Courtney Love che finì più volte in prigione perché strafatta durante la lavorazione del film, Edward Norton, Brett Harrelson, Vince Schiavelli, James Cromwell. Bill Murray, la prima scelta per Larry Flint, non rispose mai alla telefonata di Milos Forman. IL vero Larry Flint avrebbe voluto nel suo ruolo Michael Douglas e come la sua donna Althea la stripper, Ashley Judd.
lillo e greg gli idoli delle donne 5
Rete 4 alle 3, 20 passa “Prima che sia notte”, biopic dedicato al poeta e militante gay cubana Reinaldo Arensa da Julian Schnabel con Javier Bardem nel ruolo del poeta, Olivier Martinez, Sean Penn, Johnny Depp, Hector Babenco, Jerzy Skolimowski. Fu il lancio di Bardem nel cinema americano, anche se Johnny Depp come il travestito Bon Bon rubava la scena a tutti. Quasi interamente girato in Messico con Vera Cruz trasformata in Havana.
Chiudo, su Cine 34 alle 4, 35, con il folle “Il compromesso… erotico. Ménage a quattro” di Sergio Bergonzelli con Pupo De Luca, Ria De Simone, Armando Marra, Alfredo D'Ippolito. In un paesino emiliano, Borgo di Sopra, si scontrano Don Camillo, Pupo de Luca, e la nipote Peppona, Ria De Simone, ex-mignotta diventata sindacalista comunista. Peppona apre una Casa del Popolo proprio di fronte al locale casino. Così finisce che per i cittadini «Peppona fa marchette gratis in cambio dell’iscrizione al partito, compromettendo gli affari del bordello locale e la salute pubblica». «Mica faccio la puttana, mi sacrifico per il partito» dice lei, «Il progresso e la politica li risolve soltanto la…». Sconvolto, Don Camillo apre una sezione Acli nel triangolo infernale... Bergonzelli lo descriveva come «una commedia raffinata e gentile, anche se la mia segretaria mi rimprovera che non fa ridere». Riscoperto da subito. «Un film inimmaginabile, ripugnante e spaventosamente spassoso, subito scomparso dagli schermi, prudentemente», scriveva Giovanni Buttafava su Il Patalogo.
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