DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A…
IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA? C’È FRANCIA - MAROCCO ALLE 22, CHI SE LA PERDE? IN CHIARO, SE VOLETE PROPRIO VEDERE UN FILM, VEDO CHE PASSA “MATRIX REVOLUTIONS”. UNA BOMBA. MA AI CRITICI NON PIACQUE - POTETE ANCHE ASPETTARE LE 23, 45 E PUNTARE SU UN CLASSICO DELLA COMMEDIA ITALIANA COME “VIENI AVANTI CRETINO” – NELLA NOTTE AVETE ANCHE L’OTTIMO E SFORTUNATO “UNDER THE SILVER LAKE”. INIZIÒ A CANNES DOVE IL FILM NON VENNE CAPITO. MA OGGI È DIVENTATO UN FILM DI CULTO DA RISCOPRIRE. OCCHIO A UN GRAN FILM COME “KING OF NEW YORK”, VIOLENTISSIMO NOIR DI ABEL FERRARA… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? State già scegliendo tra le serie candidate agli Emmy quelle che non avete ancora visto? Non credo che abbiate davvero visto la magnifica ““Margo’s Got Money Troubles” con Elle Fanning o “The Widow’s Bay” su Apple o “The Pitt” su HBO Max. Ma poi c’è la partita alle 22, Francia - Marocco. Chi se la perde?
In chiaro, se volete proprio vedere un film, vedo che passa su Canale 20 alle 21, 15 “Matrix Revolutions”, terzo Matric, diretto Andy Wachowski e Larry Wachowski con Keanu Reeves, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss, Hugo Weaving, Jada Pinkett Smith, Monica Bellucci. Uscì contemporaneamente in tutto il mondo. Non alla stessa ora, ma nello stesso momento. E alla sua prima settimana incassò oltre 200 milioni di dollari. Una bomba. Ma ai critici non piacque.
Potete anche aspettare le 23, 45 e puntare su Rete 4 che trasmette un classico della commedia italiana come “Vieni avanti cretino” diretto da Luciano Salce con Lino Banfi, Franco Bracardi, Adriana Russo, Luciana Turina, Gigi Reder. In un’intervista a “La Gazzetta del Mezzogiorno” di Silvana Gaudio, intitolata “Banfolo in serie A”, in data 29 marzo 1982, Lino Banfi dice: “Non c’è che da augurarsi se non che Salce, meritevole di aver fatto fare un salto di qualità a Tognazzi con Il federale, faccia altrettanto con il sottoscritto”.
Lo sceneggiatore Roberto Leoni, in “La fabbrica del riso”, spiega come nacque il film. “C’era il produttore Giovanni Bertolucci che era nei guai perché La tragedia di un uomo ridicolo, del cugino Bernardo, era andato malissimo ed era costato una barca di soldi. E quindi Giovanni addirittura vaneggiava. Era il momento in cui Pierino contro tutti aveva sfondato gli incassi, c’erano film tipo W la foca e una persona di cultura, di qualità e di classe come Giovanni, si voleva inventare W Pierino, pur di poter recuperare questo soldi che Bernardo (..) aveva perso al botteghino”.
Così Leoni propone di saccheggiare il magazzino dell’avanspettacolo, Luciano Salce “appizza le orecchie” e l’agente di Lino Banfi, il mitico De Simone, propone il suo assistito come protagonista. “Banfi credo che avesse finito il contratto con i Martino, quindi era libero e sembrava, come poi si è rivelato in seguito, molto più dignitoso di Alvaro Vitali. Senza con questo voler disprezzare Alvaro Vitali, anche come maschera. (..) Chiaramente ci aiutò molto Banfi, il quale ci portò a vedere, e ci fece conoscere degli attori di varietà che ci raccontavano le gag.
Noi ne analizzammo una serie e la sottoponemmo a Lino, lui ce ne portò altre, ci parlò di una serie di cose e quindi noi combinammo questa storia scegliendo innanzi tutto le situazioni ideali, che sono quelle degli equivoci. Ne trovammo alcune: le più belle erano quelle dello studio dentistico che prima era una casa chiusa (“Aahhh, mi tira…”), poi quella dell’equivoco del discorso, uno che ha tradito la moglie e poi la moglie chiede all’amico: ‘Dove siete stati ieri sera?’, ecc… Tutte dei classici puri. (..) La scelta del cast fu tutta di Luciano Salce.
Ci chiese le opinioni, ma in ogni modo Luciano era talmente bravo che dicevamo sempre sì: aveva scelto Gigi Reder, che gli potevi dire… Erano tutti personaggi perfetti. Anche la scelta di Bracardi…”. Grandioso anche lo sketch con Dino Cassio, il prete di Cerignola, tutto costruito a suon di schiaffoni. “Che risate che ci siamo fatti di fronte al Colosseo”, ricordava Dino Cassio che riprese lo sketch in una puntata di Stracult, “Lino pensava che gli facessi male sul serio”. Il film, quando uscì, andò benissimo. Ricorda Lino Banfi nella sua autobiografia, “Alla grande”, che “all’epoca il biglietto del cinema costava tremila lire: il film incassò tre miliardi e seicento milioni.
Alternative? L’horror “Final Destination 3” di James Wong con Mary Elizabeth Winstead, Ryan Merriman, Kris Lemche, Amanda Crew, Alexz Johnson, Madiaset Italia 2 alle 21. La commedia con Fabio De Luigi “Ti presento Sofia” diretta da Guido Chiesa con Fabio De Luigi, Micaela Ramazzotti, Caterina Sbaraglia, Andrea Pisani, Shel Shapiro.
La wedding comedy italiana gaia “Puoi baciare lo sposo” di Alessandro Genovesi con Diego Abatantuono, Monica Guerritore, Salvatore Esposito, Cristiano Caccamo, LA5 alle 21, 10. Vi ricordo qualche battuta. “Anto’ so’ tutti buoni a ffa i gay a Berlino!” – “Se hai un figlio frocio è chiaro che lo sai!” – Finalmente un po’ di politicamente scorretto nel cinema italiano, e una sana commedia gay con tinte musical magari un filo pasticciata, ma sempre divertente, anche perché gli attori, sembrano non rispettare il copione e inserire battute dappertutto.
Insomma ci siamo divertiti di fronte a questo “Puoi baciare lo sposo”, diretto con una certa grazia da Alessandro Genovesi, che lo ha scritto assieme a Giovanni Bognetti, tratto da una celebre commedia musicale di Broadway del 2003 che aveva ben altro titolo, “My Big Gay Italian Wedding”, scritta da Anthony J. Wilkinson, e ironizzava sulle famiglie cattoliche italiane di fronte a un matrimonio fra due uomini.
Della commedia originale resta solo l’ossatura. La mamma di uno degli sposi, in questo caso Anna, Monica Guerritore, madre di Antonio, Cristiano Caccamo, accetta di mettere in piedi un clamoroso matrimonio per il figlio a patto che venga anche la madre dell’altro sposo, cioè la napoletana Vincenza, Rosaria D’Urso, mamma di Paolo, Salvatore Esposito. Non solo. C’è pure un ex-boyfriend di Antonio che si mette in mezzo.
Nella versione italiana tutto si sposta da New York a Civita di Bagnoreggio, dove vivono i genitori di Antonio, l’ex-boyfriend diventa una ex-fidanzata, Beatrice Arnero, e si dà molto più spazio al padre di Antonio, anche sindaco di Bagnoreggio, cioè Diego Abatantuono, che non accetta né l’idea di un figlio gay, né che si sposi, né che sia lui stesso a celebrare le nozze. E la mamma giura che gliela farà pagare.
Nel gruppo mettiamoci anche gli amici italiani che dividono l’appartamento di Paolo e Antonio a Berlino, una ricca ragazza squinternata, Diana Del Bufalo, e un autista di autobus pugliese, Dino Abbrescia, che ha la passione di vestirsi da donna. E che sarà utile come simil mamma di Paolo quando la vera mamma rifiuterà l’invito. Non tutto funziona nella versione italiana, forse perché non è facilissimo adattare la commedia americana e tutti i suoi personaggi in una versione italiana, ma il gioco degli attori, tutti in gran forma, e della messa in scena di Genovesi è così allegra che alla fine ci stai.
Rai Movie alle 21, 10 presenta il poliziesco “Wasabi”, diretti da Gérard Krawczyk, prodotto da Luc Besson con Jean Reno, Ryoko Hirosue, Michel Muller, Carole Bouquet. Su Canale 27 alle 21, 10 abbiamo la commedia calcistica “Derby in Famiglia” di Jesse Dylan con Will Ferrell allenatore di una squadra di banbini, Robert Duvall, Mike Ditka, Kate Walsh, Musetta Vander. Will Ferrell lo ama molto.
Su Rai 2 alle 21, 20 il thriller canadese del tutto sconosciuto “Mai fidarsi di mio marito” diretto da Colleen Rush, David Weaver con Keana Bastidas, Jon McLaren, Cassandra Potenza, Marilu Henner, Matthew MacFadzean. Almeno Iris alle 21, 20 propone il vecchio e glorioso “Forrest Gump” di Robert Zemeckis con Tom Hanks, Robin Wright Penn, Gary Sinise, Sally Field, Mykelti Williamson.
Rai Premium alle 21, 20 passa “Purché finisca bene – Cercasi tata disperatamente” diretto da Laura Chiossone con Elena Radonicich, Giorgio Pasotti, Neri Marcoré, Piera Russo, Alessio Praticò. Lavora molto Pasotti da quando ha detto di essere di destra… Rete 4 alle 21, 35 propone “Innamorato pazzo” di Castellano & Pipolo con Adriano Celentano, Ornella Muti, Adolfo Celi, Gerry Bruno.
adriano celentano ornella muti innamorato pazzo
Passiamo alla seconda serata con la replica di “Airport” di George Seaton con Burt Lancaster, Dean Martin, Jacqueline Bisset, Helen Hayes, Canale 27 alle 23. Rai Due alle 23 passa il thriller mai sentito “L’incubo di Maggie” diretto da Brittany Underwood con Nicolette Langley, Matthew Pohlkamp, Kate Watson, Alex Trumble, Harlow Bleu.
La5 alle 23, 05 propone un classico del cinema di Moccia, cioè “Scusa, ma ti chiamo amore” diretto e scritto da Federico Moccia con Raoul Bova, Michela Quattrociocche, Veronica Logan, Ignazio Oliva, Cecilia Dazzi. Sono passati quasi vent’anni, chissà come è diventata Michela Quattrociocche che non ho mai più visto al cinema da allora…
Fra tante repliche darei un’occhiata a “Special Delivery”, action coreano diretto da Dae-min Park con So-dam Park, Heo Dong-won, Jo Hee-Bong, Yeom Hye-ran, Han Hyun-min, Hyun-jun Jung. La7 Cinema alle 23, 45 ripropone “Il falò delle vanità”, storico flop, ma molto interessante, di un maestro come Brian De Palma con un cast spettacolare, Tom Hanks, Bruce Willis, Melanie Griffith, Morgan Freeman.
SALVATE IL SOLDATO RYAN - TOM HANKS
Iris alle 0, 05 passa “salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg con Tom Hanks, Matt Damon, Tom Sizemore, Edward Burns, Barry Pepper. Dal ruolo di soldato Ryan a Ulisse nell’Odissea di Nolan ne ha fatta di strada Matt Damon… Rai 2 alle 0, 30 passa uno dei migliori film di Mario Martone, cioè “Il sindaco del Rione Sanità” con Francesco Di Leva, Massimiliano Gallo, Roberto De Francesco, Adriano Pantaleo.
Il classico di Eduardo in salsa Gomorra, tra writer e rap. Ma anche così, il testo di Eduardo de Filippo non solo non è affatto vecchio, ma offre al cinema una sceneggiatura di costruzione complessa e perfetta come raramente se ne vedono nel nostro cinema. Insomma, questa piccola produzione che nasce dalla commedia messa in scena due anni dallo stesso protagonista, Francesco Di Leva con Martone regista da una compagnia marginale, il Teatro Nest di San Giovanni a Teduccio, è una specie di miracolo.
Perché non era facile trasportare ai giorni d’oggi, nella Napoli delle gang, il testo di Eduardo, scritto nel 1960 e messo in scena nel 1964. E era ancora più difficile realizzarlo con un cast in gran parte di non attori messi insieme con passione da Francesco Di Leva. Per non parlare, infine, del rischio di fare del teatro filmato, cosa che invece Martone riesce a evitare piuttosto bene, giocando su set differenti e aprendo due scorci sulla città.
il sindaco del rione sanita' 2
Va detto che già lo spettacolo teatrale era favoloso e anche lì Francesco Di Leva dominava la scena nella versione moderna di Don Antonio Barracane, il sindaco del Rione Sanità, anche se riusciva a far emergere tutti i suoi giovani attori del Teatro Nest ai quali si univano un magistrale Massimiliano Gallo come Don Arturo Santaniello e un altrettanto bravo Roberto Di Francesco come ‘o Professore.
Martone stringe ancora un po’ i tre atti della commedia di Eduardo, che come è risaputo si ispirava alla figura di tal Campoluongo, denominato appunto come sindaco del Rione Sanità ai tempi di Totò e di Eduardo. E riprende tutto l’affiatato cast del suo spettacolo limitandosi a una regia che sia rispettosa sia della costruzione del testo che della freschezza della recitazione.
Forse non pensato come opera né maggiore né personale, il film, pur presentato in concorso a Venezia nel 2017 uscì solo quattro giorni in sala, questa sua versione del testo di Eduardo brilla tra i film più riusciti di Martone e lancia come star lo strepitoso Francesco Di Leva, uno dei pochi attori teatrali napoletani non coinvolti nel successo di Gomorra, film e serie.
Ma dopo questo ritratto esplosivo di Don Antonio Barracane non sarà facile dimenticarlo. Certo. Rispetto allo stesso Eduardo, che lo interpretò negli anni ’60 o a Anthony Quinn, che lo portò al cinema nel 1997 in una produzione dei fratelli Avati, Di Leva ne fa un boss intelligente e moderno di oggi, tutto vestito di nero e sempre armato, che cerca di amministrare la giustizia a modo suo nel rione.
Rai Movie alle 0, 35 propone l’ottimo e sfortunato “Under the Silver Lake” di David Robert Mitchell con Andrew Garfield, Riley Keough, Topher Grace, Callie Hernandez, Don McManus, Jeremy Bobb. In una Los Angeles strabordante di riferimenti al glorioso passato, con tanto di mamma del protagonista in fissa, come mia madre, per Janet Gaynor e “Settimo cielo” (1926), il Sam di Andrew Garfield rimane incantato da una bellissima vicina, Riley Keough, che gli fa compagnia per una notte e poi scompare misteriosamente la mattina dopo.
Inizia a cercarla, come fossimo in un film di David Lynch o in “The Neon Demon” (ils etg è lo stesso), e scopre solo fili che portano a follie legate alla ricostruzione del mitico passato di Hollywood e di Los Angeles. Fumetti e canzoni che conducono a indovinelli complessi. Testi da decifrare, un tunnel sotto la città, una folle macchinazione.
E Andrew Garfield sa che sarà buttato fuori dal suo appartamento se non pagherà l’affitto entro quattro giorni. Che diventano presto tre, due, uno. Ma è troppo preso dalla ricerca. Sfilano di fronte a lui ragazze meravigliose, le ragazze lo trovano infatti un film sessista, e diciamo che è vero. Ma siamo così presi dal meccanismo di rimandi continui e di piccole scoperte che dobbiamo chiudere un occhio (o magari aprirlo). Flop. Floppissimo.
Iniziò a Cannes dove il film non venne capito. Ma oggi è diventato un film di culto da riscoprire. Garfield è favoloso, la sceneggiatura un vero puzzle. E Riley Keough che esce dalla piscina ricostruisce tutto quello che venne filmato da George Cukor con Marilyn Monroe per il film che non fece mai. Assolutamente da vedere. Poi la mamma gli manda il vhs di "Settimo cielo"....
Cine 34 alle 0, 50 propone l’erotico soft “Top Model” di Joe D'Amato con Jessica Moore, James Sutterfield, Ale Dugas, Laura Gemser, Jason Saucier, Lin Gathright. Rete 4 alle 2, ripesca una commedia di trent’anni fa, “Una notte che piove” di Gianfranco Bullo con Massimo Venturiello, Olga Beaumont, Viola Simoncioni, Giovanni Costa.
La7 Cinema alle 2, 10 passa una rarità, “Ladykillers” remake di un vecchio favoloso film inglese con Alec Guinness, rivisto dai fratelli Joel e Ethan Coen con Tom Hanks protagonista, Irma P. Hall, Marlon Wayans, J.K. Simmons, Ryan Hurst, Tzi Ma, George Wallace. Il problema è che il vecchio film di Alexander Mackendrick, che da noi si chiamava “La signora omicidi”, era di rara perfezione inglese, il dark humour dei Coen è ugualmente strepitoso, ma totalmente diverso e molto americano. Difficile mischiarli.
Rai Movie alle 2, 55 propone “Il cammino per Santiago” di Emilio Estevez con Emilio Estevez, Martin Sheen, James Nesbitt, Deborah Kara Unger, Joaquim De Almeida. Iris alle 3, 15 passa un gran film come “King of New York”, violentissimo noir di Abel Ferrara con un Christopher Walken appena uscito di galera che vuole il potere della città con la sua banda di gangster neri, Wesley Snipes, David Caruso, Steve Buscemi, Laurence Fishburne. Augusto Caminito, che lo produsse, voleva farne un sequel con lo stesso Ferrara.
Su Cine 34 alle 3, 25 abbiamo l’erotico “Una donna di notte” di Nello Rossati con la bellissima Lorraine De Selle, poi diventata produttrice, Otello Belardi, Daniele Vargas, Ajita Wilson e Nick Di Gioia come lo stupratore. Molte delle scopate sono vere… Su Rete 4 alle 3, 30 arriva “Tanto va la gatta al lardo”, commedia a quattro episodi firmata Marco Aleandri, cioè Vittorio Sindoni, con Luciano Salce, Franca Valeri, Fiorenzo Fiorentini, Walter Chiari, Stefano Satta Flores.
Iris alle 5 passa l’ormai raro “Il trionfo dell’amore”, commedia renoiriana tratta da Marivaux, prodotta da Bernardo Bertolucci, diretta dalla moglie, Clare People, scritta assieme, con Mira Sorvino, Ben Kingsley, Jay Rodan, Fiona Shaw, Ignazio Oliva. Imperdibile per i cinefili. Chiudo con un bel film di Massimo Troisi, “Le vie del signore sono finite” diretto da Massimo Troisi con Jo Champa, Marco Messeri, Massimo Bonetti, Enzo Cannavale, Cine 34 alle 5.
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