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IL DIVANO DEI GIUSTI - CHE VEDIAMO STASERA IN CHIARO? CI SAREBBE “LA SINDROME DI STENDHAL” TARDO THRILLER DI DARIO ARGENTO DI BEN TRENT’ANNI FA, LEGGO CHE SAREBBE IL PRIMO FILM CHE UTILIZZA IN ITALIA EFFETTI DIGITALI – MI FECE RIDERE IL COATTO-MOSTRUOSO-‘GNORANTE MOVIE “UN MATRIMONIO MOSTRUOSO” – NELLA NOTTE PASSA “WALL STREET”, FEROCE RITRATTO DEL MONDO DEGLI SQUALI DELLA FINANZA. UN FILM EPOCALE, DA RIVEDERE, ALLA LUCE DI QUELLO CHE È CAPITATO TRENT’ANNI DOPO - IL PUNTO DI MASSIMO CULTO DELLA NOTTATA E’ “VITA TERRENA DI AMLETO MARCO BELELLI”. PENSAVO FOSSE UN FILM SPERIMENTALE, INVECE È UN DOCUMENTARIO SUL DIVINO OTELMA. ASSOLUTAMENTE DA VEDERE … - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

asia argento la sindrome di stendhal

Che vediamo stasera in chiaro? Ci sarebbe “La sindrome di Stendhal” tardo thriller di Dario Argento di ben trent’anni fa, fotografato da Giuseppe Rotunno, musicato da Ennio Morricone con Asia Argento diciottenne, Paolo Bonacelli, Thomas Kretschmann, Marco Leonardi, Vera Gemma, Veronica Lazar, Franco Diogene, Mediaset Italia 2 alle 21. La detective Anna Manni va a caccia di un assassino…

 

All’epoca non venne capito in Italia, ma venne molto amato in Francia. Ovviamente stiamo dalla parte dei francesi. La prima scena è girata agli Uffizi di Firenze. Leggo che sarebbe il primo film che utilizza in Italia effetti digitali.

 

la moglie in vacanza… l’amante in citta 1

Cine 34 alle 21 gioca sporco con “La moglie in vacanza… l’amante in città” di i Sergio Martino con Edwige Fenech, Lino Banfi, Renzo Montagnani, Barbara Bouchet. Unico film con Edwige e Barbara. Banfi e Montagnani sono lanciati come comici maggiori accanto alle bellone Fenech e Bouchet. E Banfi ruba la scena a tutti con un ruolo minore.

 

Si innestano bene Marisa Merlini, un fresco Tullio Solenghi in un ruolo pensato per Christian De Sica (ma aveva un contratto teatrale da rispettare), un Jacques Stany con un personaggio meno generico del solito, un notevole Renzo Ozzano come violinista russo pansessuale ribattezzato la “checca siberiana”. Luciano Martino lo amava molto. Anche se i vecchi Alvaro’s movie erano più scatenati.

 

 Per Lino Banfi “nel fare le scene piccanti Barbara è la più disinibita delle attrici con cui ho lavorato. E le fa con una grazia incredibile, senza farle pesare al partner. Avevo il ruolo del maggiordomo che si fingeva dell’altra parrocchia. A un certo punto le rovesciavo del caffè bollente sul fondo schiena e doveva massaggiarla per toglierle il bruciore, dicendo con la esse sibilata: Cara ssignora, ecc… Be’, era come se fosse la cosa più normale. Se avesse attaccato con la solita solfa comune a tante sue colleghe del ‘non voglio che i macchinisti stiano in teatro!’ mi avrebbe messo in difficoltà”.

la moglie in vacanza… l’amante in citta 2

 

Su Tv2000 alle 21, 10 passa un film polacco con cane, “Lampo, il cane viaggiatore" diretto da Magdalena Niec con Liliana Zajbert, Mateusz Damiecki, Monika Pikula, Adam Woronowicz, Maksymilian Zielinski. Canale 20 nalle 21, 10 propone “Spia per casa”, action kung fu di Teddy Chan con Jackie Chan, Eric Tsang, Vivian Hsu, Kim Min Jeong, Wu Hsing Kuo.

un matrimonio mostruoso 6

Su Rai Movie alle 21, 10 passa invece “Un matrimonio mostruoso”, sequel di “Una famiglia mostruosa”, sempre diretto da Volfango De Biasi con Cristiano Caccamo, Ilaria Spada, Sara Ciocca, Ricky Memphis, Paolo Calabresi.

 

Confesso che mi fece ridere quando lo vidi, più o meno come il precedente coatto-mostruoso-‘gnorante movie, “Una famiglia mostruosa”, proprio perché è così semplice, ha battute immediate (Chopin è battezzato con un “Ammazza che trifolata de palle”), richiami musicali scorretti (“I Watussi” di Edoardo Vianello) e dà molto spazio agli attori di costruirsi i loro personaggi o personaggini coatti e mostruosi e i loro dialoghi un po’ come vogliono.

 

Da una parte, come nel film precedente, c’è una famiglia di veri mostri. Così ritornano il babbo vampiro Vladimiro, un Massimo Ghini, anche qui bravissimo, con erre moscia, elegante un po’ blasé, la mamma strega Brunilde, interpretata stavolta da Paola Minaccioni al posto di Lucia Ocone, perfetta, lo zio Nanni di Paolo Calabresi, più sviluppato che nel film precedente, sempre rincojonito, ma che grazie al cervello di Isadora Duncan, trafugato nello studio del Dottor Frankenstein, cioè Greg (new entry), diventa la favolosa Isadora.

un matrimonio mostruoso

 

E c’è la figlioletta vampiretta, Sara Ciocca, simil Jenny Ortega. Il figlio lupo mannaro, Cristiano Caccamo, belloccio, è ormai sposato con Luana, Emanuela Rei, che appartiene alla famiglia dei romani cafoni. Cioè l’altra famiglia, formato dai romanissimio Terra Bruciata e i Cornicioni.

 

Diciamo subito che il Remo Corniconi di Ricky Memphis (new entry), avvocaticchio romano (“Mi chiamano l’uomo che sussurrava ai cavilli”), prende il posto del fratello supercoatto Nando, Lillo, dato per morto con tanto di funerale e discorso funebre, appunto, di Remo, nei primi minuti nel film (“Nando era avido, insensibile, arrogante, ma aveva anche altre qualità e ha visto tutti i suoi processi andare in prescrizione”).

 

In realtà Nando non è morto, ma è solo scappato da infame in un paradiso fiscale assieme a Sole, moglie di Remo (“mio fratello è scappato co’ mi moje”) e sorella bionda, gemella e traditrice proprio della coattissima ma più pratica Stella (“mi marito è scappato coi miei sordi”), interpretata alla grande da Ilaria Spada, che fa ovviamente anche Sole. Al posto di Pippo

un matrimonio mostruoso 8

 

Franco, che era il vecchio padre di Nando, morto nel film precedente, troviamo un debordante Maurizio Mattioli, nel ruolo di Glauco Terra Bruciata, padre delle gemelle e strozzino romano di lungo corso (“le gambe che ho dovuto spezzà… e i diti”) con tanto di ferro, anzi “fero” in tasca, che pretende di riavere da Nando i 50 mila euro che gli ha prestato a strozzo, con gli interessi, ovviamente (“invece del 25% gli farò il 10%”).

 

La scomparsa di Nando muove gli interessi di Remo verso la cognata Stella, che, riempita di debiti dal marito infame, punta invece a sposarsi il vampiro Vladimiro, che ha parecchie proprietà e si attizza come vede il sangue e il collo di Stella. (“hai già i canini barzotti, pare che non ha mai vista una vena!”).

 

RUSSELL CROWE LEONARDO DICAPRIO NESSUNA VERITA

Questo scatena la moglie Brunilde (“ti ho dato i secoli migliori della mia vita”), che si allea con l’avvocato Remo per massacrare il marito (“tra un po’ non gli si allungano più nemmeno i canini”) e riprendersi tutto. Presto il clou del film diventa, a sorpresa, il corteggiamento romantico queer di Mattioli (“gradischi una noce?”, dice, aprendola col ferro sul tavolo) all’Isadora bionda di Paolo Calabresi.

 

Alcuni personaggi funzionano poco, come la Mummia, ma in generale la Spada, Memphis, Ghini e la Minaccioni fanno ridere e Mattioli e Paolo Calabresi innamorati sono favolosi. “Io sono un uomo!”, fa Isadora. “Capirai, io credevo che era della Lazio”, conclude Glauco. Iris alle 21, 15 propone il thriller di Ridley Scott “Nessuna verità” con Leonardo DiCaprio, Russell Crowe, Golshifteh Farahani, Mark Strong, Vince Colosimo.

La7 Cinema alle 21, 15 lancia “Octopussy. Operazione piovra” di John Glen con Roger Moore, Maud Adams, Louis Jourdan, Kabir Bedi. Uscì assieme a “Mai dire mai”, il James Bond ella Warner Bros con Sean Connery non ufficilae.

 

Roger Moore e Maud Adams in Octopussy

Mai dire mai (1983)», che mostrava il ritorno di Sir Sean Connery al ruolo. Questo guadagnò 187 milioni di dollari, e quello 160 milioni di dollari. E vedemmo tutti due 007 nello stesso anno. Barbara Carrera venne richiesta per tutti e due i film, ma scelse Sean Connery. Voleva tanto recitare con lui.

 

Rai Storia alle 21, 15 propone un’opera prima napoletana, “Piano piano” di Nicola Prosatore con Dominique Donnarumma, Giuseppe Pirozzi, Antonia Truppo, Giovanni Esposito, una ragazzina e due ragazzi nella Napoli degli anni ’80. Rai Due alle 21, 20 presenta “Omicidio a Les Saintes”, poliziesco francese diretto da Marc Barrat con Anne Décis, Denis Maréchal, Audrey Postel, Olivier Chantreau, Romane Jousset.

 

Rete 4 alle 21, 30 sfodera “…Continuavano a chiamarlo Trinità” di E. B. Clucher alias Enzo Barboni con Terence Hill, Bud Spencer, Yanti Somer, Jessica Dublin, Enzo Fiermonte, Enzo Tarascio. Sequel rapidissimo del primo Trinità. Funziona anche meglio al botteghino. Sei miliardi di incasso totale (solo nelle capozona quattro miliardi e 700).

CONTINUAVANO A CHIAMARLO TRINITA

 

Trionfo delle musiche dei fratelli De Angelis che non lasceranno più il duo. Compongono per l’occasione “Trinity Stand Tall” e “Remember” eseguite da Gene Roman con i 4 più 4 di Nora Orlandi. Il genere si sviluppa e conquista tutti i ragazzetti degli anni ’70 che vedono i film del due al cinema e quelli degli anni ’80 che lo vedono in tv o in videocassetta.

 

Trionfo di rutti nella scena con Harry Carey Jr (doppiato da Ferruccio Amendola), e trionfo di giochi di carte eseguite da Tony Binarelli che “doppia” le mani di Terence Hill. Grande scena di schiaffoni rapidi a Tony Norton che non riesce mai a tirar fuori la sua pistola. Non male i due eroi eleganti con la bombetta che fanno numeri da coatti al ristorante chic o vestiti da frati che menano tutti in compagnia del priore Pupo De Luca.

 

continuavano a chiamarlo trinita 2

Questa la storia. Trinità e Bambino si fanno passare per agenti federali e guadagnano soldi facili con i trafficanti d’armi. Ma, siccome sono buoni, alla fine, con l’aiuto di un gruppo di frati, le suoneranno a trafficanti e cattivi vari. Ottimo ruolo di Benito Stefanelli, grande caratterista leoniano come Stingary Smith.

 

 “Il regista di Trinità lo conoscevo dai tempi in cui era operatore di Corbucci. Eravamo amici. Lui disse: Guarda che il personaggio è bello, dai, se femo due risate. Facciamolo, perché no. Non mi importava che il maestro d’armi fosse un altro, anzi era meglio, così mi riposavo: (in “Eroi a Cinecittà”). Grande ruolo di un altro maestro d’armi presente sul set, Gilberto Galimberti, che interpreta l’uomo con la benda sull’occhio nella partita a poker. Passiamo alla seconda serata col documentario di Trudie Styler “Posso entrare? An Ode to Naples”,

 

il gran lupo chiama

Rai Storia alle 22, 35. Tv2000 alle 22, 50 ci ripresenta “Il gran lupo chiama”, commedia di Ralph Nelson con Cary Grant, Leslie Caron, Trevor Howard, Jack Goode, Sharyl Locke, Pip Sparke. Vinse un Oscar per la sceneggiatura di Peter Stone e Frank Tarloff, che non era nemmeno originale.

edwige fenech la vergine il toro il capricorno

E’ il penultimo film di Cary Grant, che si sentiva troppo vecchio per fare il romantico. Qui ha 27 anni più di Leslie Caron. Cine 34 alle 23 propone “La vergine, il toro e il capricorno”, commedia sexy diretta da Luciano Martino in una delle sue rare apparizioni come regista e produttore.

 

Al servizio, inoltre, della sua musa, Edwige Fenech, che si presenta gloriosamente nuda nella sua prima scena (“E questa sono io!”) e viene poi battezzata da Riccardo Garrone come “il più bel culo di Roma”. Mentre suo marito nel film, il palazzinaro milanese Alberto Lionello, scivola nella merda fresca di un cane (“Ma cosa hai, lo stronzo a orologeria?”).

 

Un servizio de La Sicilia, in data 11 agosto 1976, riporta le considerazioni di Martino, regista di un film che ancora si chiama “La villeggiante”, da girare tra Roma, Fregene e Ischia nel mondo dei palazzinari: «Se ho deciso di passare alla regia, invogliato da mio fratello, è perché non vedo l’ora di dirigere un film.

 

la vergine, il toro e il capricorno 1

 La mia natura è artistica, ma circostanze varie mi hanno imposto di fare calcoli economici, preparare i contratti, di arrabbiarmi con i registi che non rispettano i tempi di lavorazione. L’occasione per una brusca sterzata me la dà un soggetto che ho scritto con Cesare Frugoni e Francesco Milizia, nel quale vedo tutti gli elementi della commedia brillante, ma pulita».

 

Anni dopo dirà: «Mi divertiva questa storia, che avevo scritto e pensato. Poi la Fenech voleva assolutamente essere diretta da me. Sa, forse è stata una regia per amore. Poi adesso il film viene esaltato, però non era male. Devo dire che riuscì abbastanza bene. Forse lì mi ha preso la mano più il voler fare un film discreto che voler fare il produttore. Tanto è vero che incassò un miliardo, invece di incassare il solito miliardo e mezzo.

 

Per cercare un attore diverso, presi Lionello, che era un grande attore. Forse avrei dovuto prendere Montagnani, che era più consono. Però adesso, a rivederlo, mi sembra uno dei migliori che ho fatto» (da “La fabbrica del riso”). Il tentativo è di fare una commedia un po’ sofisticata rispetto a quelle solite della Fenech.

la vergine, il toro e il capricorno

 

Ma le battute sono ancora pesantissime e i nudi della Fenech fin troppi per poter diventare davvero una commedia sofisticata. “Sempre co lu culo de fori”, dice Aida, la cameriera, “sarà per mantenerlo fresco”. E non si capisce perché Alberto Lionello, con una moglie come la Fenech, debba tradirla con Ria De Simone, moglie del cornutissimo Scapicolli, Gianfranco Barra, industriale del bidet.

 

Come risposta al tradimento, Edwige saluta la “nemica” con un “Ciao Stela!” mostrando il petto durante la colazione. Cosa che provocherà un’eruzione di caffè dalla bocca di Barra. A parte la presenza di Alberto Lionello, bravo come sempre, soprattutto quando si dichiara “uomo di mondo, voto quasi per Pannella, vedo i film di Bertolucci, sono abbonato a Playboy”, si segnala la presenza quasi al completo dei caratteristi più devoti delle commedie di Martino.

 

Alvaro guarda la Fenech e ripete «Che bona, che bona!». Mario Carotenuto la spia mentre è co le amiche, nude sulla terrazza, col canocchiale.

 

beverly hills cop ii

Cielo alle 23, 15 propone un avventuroso norvegese “Il mistero di Ragnarok” di Mikkel Brænne Sandemose con Nicolai Cleve Broch, Pål Sverre Hagen, Bjørn Sundquist, Sofia Helin. Italia 1 alle 23, 20 passa “Beverly Hills Cop II”, grandissimo successo, scritto da Eddie Murphy e diretto da Tony Scott, che veniva dal successo incredibile di “Top Gun”. Per questo lo vollero i produttori, Don Simpson e Jerry Bruckheimer.

 

Sembra che Scott abbia avuto sul set una storia con Brigitte Nielsen, allora ancora fidanzata con Stallone. E’ un buon action, anche se non all’altezza dei grandi film di Tony Scott. Iris alle 23, 45 propone un thriller di trent’anni fa, “Extreme Measures – Soluzioni estreme” di Michael Apted con Hugh Grant, Gene Hackman, Sarah Jessica Parker, David Morse. La7

gordon gekko in wall street 2

Cinema alle 23, 50 passa “Wall Street” di Oliver Stone, film epocale («Greed... is good») e feroce ritratto del mondo degli squali della finanza americana con Michael Douglas come Gordon Gekko, il ruolo di una vita, ci vinse pure un Oscar, Charlie Sheen, Martin Sheen, Daryl Hannah, Hal Holbrook, Sean Young.

 

Un film epocale, da rivedere, alla luce di quello che è capitato trent’anni dopo. Oliver Stone chiese a Charlie Sheen di scegliere quale attore facesse suo padre. Jack Lemmon o Martin Sheen, suo vero padre. Scelse il vero padre. Stone ebbe rapporti pessimi sia con Daryl Hannah che con Sean Young, che voleva il ruolo di Daryl Hannah. Stone rifiutò la colonna sonora di Jerry Goldsmith e la fece rifare da Stewart Copeland…

 

la signora gioca bene a scopa 5

Rai 3 alle 0, 35 propone il documentario su Carla Fracci “Codice Carla”, diretto da Daniele Luchetti. Cine 34 alle 0, 55 ripropone “La signora gioca bene a scopa” di Giuliano Carnimeo con Carlo Giuffrè, Edwige Fenech, Didi Perego, Franca Valeri, Oreste Lionello. E’ uno dei film di Edwige dove è più bella.

 

Rete 4 all’1 passa il terribile remake americano in salsa new age di “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders, cioè “City of Angels” di Brad Silberling con Nicolas Cage, Meg Ryan, Andre Braugher, Colm Feore, Dennis Franz. Rai4 all’1, 10 passa il thriller tedesco “7500” di Patrick Vollrath con Joseph Gordon-Levitt, Carlo Kitzlinger, Max Schimmelpfennig, Aylin Tezel, Murathan Muslu.

 

Iris alle 2, 10 propone “Il tempo delle mele 3”, che nell’edizione originale si chiamava “L'étudiante”, sempre diretto da Claude Pinoteau con Sophie Marceau, Vincent Lindon, Elena Pompei, Robert Attias. Rai Tre alle 2, 15 propone il documentario “Vita terrena di Amleto Marco Belelli” di Luca Ferri. Pensavo fosse un film sperimentale, invece è un documentario sul Divino Otelma. Assolutamente da vedere e punto di massimo culto della nottata.

 

vita terrena di amleto marco belelli 4

Mi sembra meno interessante “Pierino”, dello stesso Luca Ferri, in onda alle 3, 50, ritratto di un signore cinefilo che il regista va a trovare tutto l’anno ogni giovedì e gli rivolge sempre la stessa domanda, “cosa hai fatto questa settimana?”. Rai Movie alle 2, 45 passa “Lo spaccone” di Robert Rossen con Paul Newman, Piper Laurie, Jackie Gleason, George C. Scott. Grande film.

 

Chiudo col più sofferto “Manchester-by-the-Sea”, scritto e diretto da Kenneth Lonergan con Casey Affleck, Lucas Hedges, Kyle Chandler, Michelle Williams, Gretchen Mol, durissima elaborazione del lutto da parte di Casey Affleck che cerca di sopravvivere come può a un evento terribile che ha segnato la sua vita. Preferito “Pierino”, forse…

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