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IL DIVANO DEI GIUSTI - CHE VEDIAMO STASERA? ULLALLÀ, PRIMA SERATA PASSA ADDIRITTURA “OPPENHEIMER” DI CHRISTOPHER NOLAN. ALTERNATIVE? “SAPORE DI MARE”, UN GRANDE OMAGGIO ALLE VACANZE AL MARE DEGLI ANNI ’60 FATTO CON GLI ATTORI E LO SPIRITO DEGLI ANNI ’80 – LA NOTTE SI SCALDA CON “CHIAMAMI COL TUO NOME”, GRANDE RITORNO NOUVELLEVAGUISTA DELLA COMMEDIA SENTIMENTALE DOVE UN RAGAZZO SCOPRE LA PROPRIA SESSUALITÀ, E “QUERELLE”, IL FILM PIÙ GAY DI SEMPRE E UN CAPOLAVORO CHE NESSUN CHRISTOPHER NOLAN RIUSCIREBBE A PENSARE - VI SEGNALO ANCHE UN GRADITO RITORNO, QUELLO DELLO STACULTISSIMO “BASTA GUARDARLA”… - VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

oppenheimer 3

Che vediamo stasera? Ullallà, Canale 5 scodella in prima serata alle 21, 20 addirittura “Oppenheimer” di Christopher Nolan con Cillian Murphy, Kenneth Branagh, Florence Pugh, Emily Blunt, Josh Hartnett, Jack Quaid. Vediamo cosa ne scrissi quando uscì.

 

Devo dire subito che le tre ore di “Oppenheimer”, scritto e diretto da Christopher Nolan, forse più preoccupato di ricostruire la storia di un personaggio considerato controverso tra processi politici e polemiche anticomuniste in periodo maccartista, che di scavare sulle problematiche morali dell’aver costruito la Bomba Atomica che fermò sì la guerra ma distrusse Hiroshima e Nagasaki portando una scia di morte e distruzione che noi nati nel dopoguerra ben ricordiamo, funzionano benissimo.

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Perché Nolan, con l’aiuto fondamentale del suo meraviglioso direttore della fotografia, Hoyte van Hoytema, del suo musicista, Ludwig Goransson, saprebbe come confezionare un kolossal di tre ore anche se mi dovesse filmare in mutande in cucina che mi cucino due uova. E troverebbe il modo di complicare la cosa con qualche sfalsamento temporale, come siamo abituati a vedere da sempre.

 

Possiamo anche dirci che ci sono parecchie ingenuità, le visioni post bomba, i dialoghetti con Tom Conti/Albert Einstein (che ha il potere di rievocarci però il Tom Conti di “Furyo” di Oshima), l’anticomunismo da bravi democratici, e che il costruire gran parte della storia sulla tripla linea della costruzione della bomba a Los Alamos e i due processi/non processi a J. Robert Oppenheimer, un grande Cillian Murphy dagli occhi sempre aperti, e al suo Salieri, il Lewis Strauss di Robert Downey Jr, fa diventare il film spesso un legal thriller alla Martin Ritt.

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Possiamo anche dire che sentiamo forte la nostalgia dei primi quindici minuti di “Hiroshima, mon amour” di Alain Resnais e del bianco e nero di Sacha Vierny (e poco ci importa che la Kodak abbia concesso di sviluppare in Imax il bianco e nero per la prima volta), e che il non vedere nulla, ma proprio nulla di Hiroshima, è una scelta forse giusta ma discutibile.

 

Ma “Oppenheimer”, anche rispetto al recente “Tenet”, ha una forza, un vigore di racconto, una costruzione di attori, e tutti ruotano attorno a Cillian Murphy, bravissimo, da grande cinema americano classico. Anche se, ripeto, alla fine, la storia spinge molto sulle fasi processuali che coinvolgono il candido Oppenheimer, per Nolan diventa un eroe americano puro alla Alan Ladd e il pessimo e contorto Staruss, un rancoroso che punta alle coperture mediatiche e alla politica.

 

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E quanto più funziona, nel meccanismo di genere, più il film si distacca dalle ambizioni autoriali del regista-sceneggiatore. Non è Resnais non è Duras. Si sa, anche se Paul Schrader lo ritiene “il più importante film del secolo”. E non gioca sugli effetti della bomba, in Giappone e in Europa, tra i sopravvissuti e i perdenti, ma sugli effetti nella testa e nella vita di chi l’ha inventata.

 

Ma quando mai avevamo visto Nolan mettere in piedi un personaggio vero, con le sue debolezze e la sua umanità, e non un burattino alla Batman o alla Joker? Cillian Murphy si muove da essere umano, riprese e fotografato come fosse Batman, con pipa e cappello, ma rimane un essere umano, che si divide tra due donne, Florence Pugh e Emily Blunt, una serie di giganti della fisica mondiale, collaboratori fedeli e infami, militari amici e pezzi di merda.

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Lo scontro di Nolan con l’umanità, fatta di desideri-tradimenti-errori sembra quasi riportarlo sulla terra, dopo tanto cinema di genere giocato al massimo. Credo che il trattamento che Nolan riserva alla storia di Oppenheimer, super-eroe che si rende conto totalmente del male e della morte che la sua intelligenza ha portato all’umanità, funzioni benissimo a livello di racconto, ma che finisca per dimostrarci i limiti del cinema di Nolan e del cinema che si può fare oggi, a freddo, su un tema che qualsiasi ragazzino cresciuto negli anni ’50 vedeva perfettamente nella sua potenza di vita e nella sua potenza di morte.

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Detto questo, il film gode di un casting spaziale, con soprese di ogni tipo, Matt Damon, Rami Malek, Matthew Modine, James Remar, Jason Clarke, Kenneth Branagh, Gary Oldman, e è un piacere per gli occhi. In tv, meno.

sapore di mare

Rai 1 alle 21, 30 gli mette contro l’avventuroso francese “Teo e Zodì – Un cammello per amico” di Eric Barbier con Yassir Drief, Alexandra Lamy, Youssef Hajdi, Said Bey, Jesuthasan Antonythasan. Rete 4 alle 21, 30 spreca “Sapore di mare”, tra i capolavori dei Vanzina con Jerry Calà, Marina Suma, Christian De Sica, Isabella Ferrari, Karina Huff, Virna Lisi, Guido Nicheli, e Ennio Antonelli come Marino il bagnino, doppiato in viareggino.

 

Chevedevodì di “Sapore di mare”? Lo conosciamo bene, no? E’ un grande omaggio alle vacanze al mare degli anni ’60 fatto con gli attori e lo spirito degli anni ’80. Tra le battute mi ero scordato "Vengo al mare per ciulareeee!". Colonna sonora perfetta. C’è pure Edoardo Vianello che fa se stesso.

 

KIM ROSSI STUART - BRADO

Alternative? Su Canale 27 alle 21, 10 abbiamo “La storia infinita 2” diretto da George Miller, non quello buono, l’altro, con Jonathan Brandis, Kenny Morrison, Clarissa Burt. Mai visto da nessuno. Rai Movie alle 21, 10 passa “Brado” diretto e interpretato da Kim Rossi Stuart con Saul Nanni, Alma Noce, Ilaria Spada, Alida Baldari Calabria, Viola Sofia Betti, Barbora Bobulova, Rinat Khismatouline, sui difficili rapporti fra un padre e un figlio. Poi il padre si fa male. E il figlio deve aiutarlo con il ranch.

constantine

 

Canale 20 alle 21, 10 propone l’horror demoniaco “Constantine” di Francis Lawrence con Shia LaBeouf, Keanu Reeves, Rachel Weisz, Djimon Hounsou, Max Baker, Tilda Swinton. Angeli, diavoli e tutto il resto. E’ divertente. Iris alle 21, 10 ripropone un classicone di John Grisham come “Il socio”, diretto da Sydney Pollack con Tom Cruise, Gene Hackman, Jeanne Tripplehorn, Holly Hunter, Hal Holbrook, Gary Busey.

CANI SCIOLTI TWO GUNS

 

La7 Cinema alle 21, 15 presenta “50 volte il primo bacio”, fiaba moderna di Peter Segal con Adam Sandler, Drew Barrymore, Rob Schneider, Sean Astin, Dan Aykroyd, dove un uomo deve fare innamorare ogni giorno la sua ragazza che come si addormenta perde la memoria. Rai4 alle 21, 20 passa “Derailed – Attrazione letale”, thriller erotico diretto da Mikael Håfström con Clive Owen, Jennifer Aniston, Vincent Cassel, Addison Timlin, RZA, Melissa George, dove Clive Owen si ritorva al centro di una trappola erotica dalla quale non sarà facile uscire.

 

Ci risiamo con gli squali assassini con “Maneater” di Justin Lee con Nicky Whelan, Trace Adkins, Shane West, Jeff Fahey, Deena Bacon, Randall J. Bacon, Cielo alle 21, 20. Tv8 alle 21, 40 propone “Cani sciolti”, thriller poliziesco di Baltasar Kormákur con Mark Wahlberg, Denzel Washington, Paula Patton, Bill Paxton, James Marsden, Fred Ward. Si vede.

CHIAMAMI COL TUO NOME

Passiamo alla seconda serata col santino di Tv2000 alle 22, 50 “Ignacio de Loyola” diretto da Paolo Dy e Cathy Azanza con Andreas Muñoz, Javier Godino, Julio Perillán, Gonzalo Trujillo, Isabel García Lorca. La7 Cinema alle 23, 05 passa il secondo film da non perdere della serata, “Chiamami col tuo Nome”, cult internazionale di Luca Guadagnino con Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel, tratto d aun libro americano di culto. Grande ritorno nouvellevaguista della commedia sentimentale dove un ragazzo scopre la propria sessualità.

 

querelle de brest 2

 E lancio del giovanissimo Timothée Chalamet. Con un budget di 480 mila dollari incassò 72 milioni di dollari, ottenne l’ultima candidatura agli Oscar di un film italiano alla regia e vinse per la migliore sceneggiatura, scritta da Guadagnino e Walter Fasano, anche se per l’America venne firmata da James Ivory.

 

La notte si scalda con un altro cult-gay movie come “Querelle” di Rainer Werner Fassbinder con Brad Davis marinaio che tutti si vogliono scopare nel porto di Marsiglia e Jeanne Moreau che canta "Each Man Kills the Thing He Loves" di Peer Raben sul testo di Oscar Wilde, il film più gay di sempre, uscito sei settimana dopo la morte del suo regista, che Jean Genet, autore della storia, scritta nel 1947, non riuscì a vedere al cinema perché "in sala non si può fumare".

 

Marcel Carnè, presidente della giuria di Venezia nel 1982 confessò di essere dispiaciuto di non essere riuscito a ottenere nessun premio per il film, visto che era piaciuto solo a lui, ma a nessun altro giurato. Oggi è un capolavoro che nessun Christopher Nolan riuscirebbe a pensare. Su Rai4 alle 23, 05 passa l’horror con vermi “Vermines” di Sébastien Vanicek con Finnegan Oldfield, Sofia Lesaffre, Jérôme Niel, Théo Christine, Lisa Nyarko. Buono.

 

confusi e felici

Rete 4 alle 2, 30 ci propone il sequel di “Sapore di mare”, ma non diretto da Carlo Vanzina, “Sapore di mare 2 – Un anno dopo” di Bruno Cortini con Eleonora Giorgi, Mauro Di Francesco, Isabella Ferrari, Gianni Ansaldi, Massimo Ciavarro. Così così, però… Canale Nove alle 23, 50 passa una commedia con risvolti amari di Max Bruno, “Confusi e felici” con Claudio Bisio, Marco Giallini, Anna Foglietta, Massimiliano Bruno, Paola Minaccioni.

 

 Si segnala una buona battuta di Caterina Guzzanti, però, “Mio marito ha sempre il coso in mano. Ma no, mica quello lì, quello è già due anni che ci ha detto ciaone!”. Il marito è Pietro Sermonti. Su Tv8 alle 23, 50 trovate il thriller “Joker - Wild Card” di Simon West con Jason Statham, Sofia Vergara, Milo Ventimiglia, Stanley Tucci, Anne Heche.

will smith keira knightley collateral beauty

Iris alle 0, 10 propone la commedia con spunti drammatici “Collateral Beauty” diretta da David Frankel e scritta da Allan Loeb, con un cast incredibile che va da Will Smith a Kate Winslet, da Keira Knightley a Edward Norton, da Naomie Harris a Helen Mirren, una sorta di cinepanettone pieno di buoni sentimenti che gli stessi critici americani stroncarono senza pietà trattandolo da filmetto per le feste con dialoghi da cioccolatini.

 

Uscito a Natale in patria, dopo l’esordio nientepopodimeno che al Festival di Dubai, incassò 27 milioni di dollari in patria con 37 milioni di budget. Un flop. E il più basso incasso mai registrato da un film con Will Smith. Ma non si tratta solo di incassi. Collateral Beauty spreca degli attori che in qualsiasi altro film avremmo amato e che qui sembrano delle figurine mal appiccicate sullo schermo. Diciamo che Howard, Will Smith, capo di un’agenzia di pubblicità newyorkese, non riesce a riprendersi dalla morte della figlioletta.

collateral beauty

 

 Da tre anni sta come un pazzo, gioca in studio con delle costruzioni, e la sua agenzia sta quindi andando a rotoli. I suoi migliori amici e collaboratori, cioè Edward Norton, Kate Winslet e Miguel Pena, cercano in tutti i modi di farglielo capire e di comunicare con lui. Almeno per vendere e salvare l’azienda. Nulla da fare.

 

Si è pure separato dalla moglie, Naomie Harris, e vive da solo come un barbone. I tre amici lo spiano e scoprono così che nella sua follia ha inviato strane lettere in giro per la città destinate a “Tempo”, “Amore” e “Morte”. Decidono quindi che proprio Tempo, Amore e Morte gli risponderanno e cercheranno di farlo ragionare.

 

 Grazie a tre attori di un teatrino off newyorkese, Helen Mirren, che sarà la Morte, Jacob Latimore, il Tempo e Keira Knigthley, l’Amore, metteranno in scena una sorta di spettacolo di strada che vedrà come unico spettatore il loro amico Howard e cercheranno di convincerlo a ritornare alla vita. Solo che forse i tre attori non sono solo tre attori, e che anche i tre amici di Howard hanno dei problemi da risolvere con Morte, Tempo e Amore. Un mal di testa…

 

emily blunt in sicario

Rai2 alle 0, 15 passa il miglior film di Denis Villeneuve, per me, quello che lo lanciò e uno dei migliori narcos movie di sempre, “Sicario”, scritto da Taylor Sheridan.

 

Sono protagonisti un Benicio Del Toro da urlo nella parte di Alejandro, un freddo killer colombiano che sa sempre cosa fare, anche se non si mai bene per chi lavori, Emily Blunt come la poliziotta che rispetta le regole Kate Macy, che piagne un po’ troppo, ma forse non è la più adatta al difficile compito che le hanno affidato i suoi superiori e il grande Josh Brolin come Matt, veterano di mille missioni e uomo della Cia che sa troppo e vuole andare troppo in fretta.

benicio del toro sicario

Mettiamoci anche un fedelissimo uomo della poliziotta, e un poliziotto messicano, Maximiliano Hernandez, che lavoro per i cattivi, ecc. Diciamo che è un filmone di grande intrattenimento, girato benissimo da Villenueve fra America e Messico, con una grande fotografia di Roger Deakins, l'occhio dei capolavori dei fratelli Coen e la musica paurosa di Johan Johansson.

 

Niente di veramente nuovo come storia, anche se la sceneggiatura di Taylord Sheridan è ben costruita, con un gruppo di poliziotti e uomini dell'FBI e della Cia assortiti che cercano di eliminare un boss della droga messicano entrando e uscendo dal confine, ma Villeneuve ha un gran gusto per la costruzione dei personaggi e delle situazioni più drammatiche e il film ha un ritmo indiavolato.

SOLDADO

 

L'attraversamento della città di Juarez è da antologia, e la grande sequenza dell'operazione nel deserto, ripresa con i visori notturni dell'esercito, a dimostrazione che la guerra sul confine messicano e quelle in Iraq e Afghanistan non sono così diverse, è memorabile.

 

In qualche modo sembra di assistere al sequel di Traffic di Steven Sodenbergh, dove anche lì trionfava un gran Benicio Del Toro. In questo caso Emily Blunt, soldatino coraggioso e fedele alla legge e al proprio paese, avrà qualche difficoltà a accettare le regole fuori dalla legge di Josh Brolin e del suo partner colombiano, Benicio Del Toro, ma saranno loro a dare un senso alla missione.

maria grazia buccella basta guardarla.

 

Lo segue sulla stessa rete, alle 2, 25, “Soldado” di Stefano Sollima, sempre scritto da Taylkoir Sheridan con Benicio Del Toro, Josh Brolin, Isabela Moner, Catherine Keener, Matthew Modine. Visti assieme faranno parecchio colpo, In un mare di repliche, vi segnalo un gradito ritorno, quello dello stacultissimo “Basta guardarla” di Luciano Salce, scritto con Iaia Fiastri con Maria Grazia Buccella, Carlo Giuffrè, Mariangela Melato, Franca Valeri, Luciano Salce, Pippo Franco, Rete4 all’1, 55.

 

A Stracult dedicammo un’intera puntata al film con Giuffré, la Buccella che cantavano “Coccoricò”. E’ un grande omaggio al mondo dell’avanspettacolo del Dopoguerra, anche se ambientato molti anni dopo. Salce e la Fiastri riuscirono a riscrivere molti veri sketch delle scalcagnate compagnie del tempo e fecero un mezzo capolavoro che in pochi capimmo quando uscì.

la figliastra

La Melato nella parte della finta spagnola amante di Giuffré è una bomba, la Buccella è perfetta, la Valeri ruba la scena a tutti, ma è bravissimo anche Salce come il capocomico Farfarello, impotente cje si finge gran scopatore. Il ruolo doveva interpretarlo Ugo Tognazzi, ma scappò all’ultimo minuto al punto che Salce dovette prender il suo ruolo.

 

Cine 34 alle 2, 45 si butta sul trashissimo “La figliastra” di Eduardo Mulargia con Sonia Jeanine, Lucretia Love, Bruno Scipioni, Nino Terzo. Rai Movie alle 3, 05 recupera “Le cinque giornate”, stravaganza interessante e sperimentale di Dario Argento, scritto con Nanni Balestrini, con Adriano Celentano, Enzo Cerusico, Marilù Tolo, Luisa De Santis.

 

l isola delle svedesi 3

Bel thriller, La7 Cinema alle 3, 25, “Inserzione pericolosa” di Barbet Schroeder con Bridget Fonda, Jennifer Jason Leigh, Steven Weber, Steve Tobolowsky. Chiudo, Rete 4 alle 3, 40, con uno dei primi lesbo movie italiani, “L’isola delle svedesi” diretto da Silvio Amadio, fotografato da Aristide Massaccesi con Catherine Diamant e Ewa Green che si amano e Nino Segurini che fa il maschio di troppo, e Wolfgang Hillinger.

 

Allora, non potendolo vedere perché vietato, ci sembrava un film da non perdere assolutamente, oggi temo che sia solo una gran noia. Inoltre sarà pieno di tagli.

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