FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI,…
Peter Gerstenzang per Salon
Come ogni membro della specie maschile, sono cresciuto essendo totalmente innamorato del mio pene. Inizi da piccolo, curioso di quella buffa nocciolina fra le gambe, continui da adolescente, quando oltre alla forma ti interessa la funzione, e da adulto godi dei suoi vantaggi.
in antica grecia il pene grosso non era un vanto
L’orgoglio sale alle stelle, quando una partner gli fa i complimenti. Il solo fatto di avere quell’appendice, ti fa vincere alla lotteria genetica. Peccato nessuno ti avvisi che quando diventi un uomo di mezza età questo rapporto d’amore diventa problematico, e doloroso, e probabilmente fa incazzare tutti, pure il Dalai Lama.
i greci associavano il pene grosso alla stupidita e alla bruttezza
Ora io odio ufficialmente il mio pene. Mi fa schifo. Non è più il joystick magico, ma quella banana che hai perso mesi fa e appena ritrovato dietro al tostapane. Scura, molliccia, inutile. E’ preda di malattie, infezioni, disfunzioni. Non dà problema fino ai 30 anni, dopo i 40 si sforma. E’ una disgrazia dell’evoluzione. Puoi prenderti il cancro ai testicoli, alla prostata, e un sacco di altra roba. Solo per cominciare.
Quanto era divertente il cazzo da giovane? Potevi avere un’erezione anche solo guardando il surf in tv e il sesso durava ore. Ora sono più intimo con il mio urologo che con mia moglie. Verso i 40 anni ho cominciato a metterci di più a pisciare, potevi vedermi con una mano tenere il pene e con l’altra tenere un libro di Proust. La notte, stordito e assonnato, mi alzavo diverse volte per andare in bagno e non devo essere l’unico ad essersi rotto il pollice.
Ho cominciato a non dormire più e a guardare le pubblicità per risolvere problemi di prostata, ma gli effetti collaterali di quei prodotti erano aritmia cardiaca, problemi renali, sanguinamento e cecità. Poi, il disastro. Sono passato dal pisciare poco al non pisciare affatto. Con prostata allargata e vescica infetta, è arrivato lo sciopero renale e un dolore insopportabile. La mattina sono entrato a carponi dal mio urologo che mi ha infilato una specie di catetere e mi ha avvisato che, se non fosse riuscito a curarmi, avrei dovuto sottopormi a ‘PVP’, ennesimo acronimo per vaporizzazione fotoselettiva della prostata, cioè si usa un laser per farti tornare a non avere dolore.
Per fortuna non è servito arrivare a quel punto. I farmaci hanno funzionato e il melone è tornato noce, anche se per un po’ ho pisciato mordendo uno straccio, come uno a cui estraevano la pistola nei vecchi western. La domanda resta: ne è valsa la pena, avere un cazzo? Qualche anno di maratona sessuale, è abbastanza per dover poi sopportare questo?
Va meglio, ma ancora non faccio sesso. La risposta è sì, è valsa la pena. Il pene mi ha dato momenti di grande gioia, e non sono pronto a separarmene. Non è molto ma è quello che ho. E con un po’ di ottimismo, spero che un giorno mi renderà di nuovo orgoglioso.
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