“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO…
IL CINEMA È VIVO È LOTTA INSIEME A NOI – DI CHI È LA COLPA SE LE SALE SONO DELLE CITTÀ FANTASMA? DI SICURO NON DEGLI SPETTATORI: GLI ITALIANI HANNO FAME DI FILM – UN SONDAGGIO RIVELA CHE SETTE ITALIANI SU DIECI GUARDA ALMENO UN FILM A SETTIMANA, MA NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI LO FA A CASA – OLTRE LA METÀ DEI NOSTRI COMPATRIOTI ANDREBBE AL CINEMA PIÙ SPESSO SE I BIGLIETTI COSTASSERO DI MENO (E SE LE PROPOSTE FOSSERO DI MIGLIORE QUALITÀ): SOLO UNO SU QUATTRO PENSA CHE I PREZZI SIANO ADEGUATI - LA RICERCA CSA RESEARCH
Comunicato Stampa
Il cinema occupa sempre un ruolo centrale nella vita degli italiani. Viviamo immersi nel flusso delle immagini: secondo l'indagine CSA Research di ottobre 2026, quattro italiani su dieci dedicano più di due ore al giorno ai contenuti video. E, nel mare delle possibilità, tra serie, social, tutorial e reality, il film resta il re: il 63% degli italiani lo indica come il contenuto abituale, distanziandolo nettamente da fiction e serie TV, dal mondo dell'informazione, dello sport e dei programmi di intrattenimento.
È una passione trasversale, che non conosce età e genere: il 70% degli italiani vede almeno un film a settimana, mentre una quota trascurabile non guarda mai film.
COMMEDIA PER LEI, AZIONE PER LUI
Cosa guardiamo? Tra chi guarda film vincono commedia e azione, ma con una spaccatura da manuale: la commedia piace più alle donne, l'azione agli uomini mentre thriller e giallo mettono tutti d'accordo. È la stessa passione per il crime e il true crime che vediamo esplodere anche nelle serie televisive.
L'horror resta di nicchia, ma è un genere da under 55. I film italiani e americani si dividono quasi equamente l’attenzione degli spettatori, che non hanno dubbi sulla preferenza per le versioni doppiate, mentre la lingua originale con i sottotitoli resta una passione da cinefili.
IL CINEMA, LA SETTIMA ARTE. E QUELLO ITALIANO È IDENTITÀ
Per gli italiani il cinema non è un semplice passatempo: per il 62% è una forma d'arte importante che suscita interesse e solo raramente lascia indifferenti. Il cinema di casa nostra ha un posto speciale: il 59% degli italiani gli riconosce un carattere riconoscibile e il 49% ne giudica di alto livello attori e registi.
Un po’ meno riconosciuta invece, la capacità del cinema italiano di raccontare il Paese: i registi italiani riescono meglio nel raccontare sé stessi e il proprio mondo, a costruire uno stile personale e distintivo, piuttosto che a rappresentare la società nel suo insieme.
IN TV, IN STREAMING E IN SALA
Più che allontanarsi dal cinema, gli italiani hanno cambiato poltrona. Anzi, le hanno moltiplicate: oggi il film si può vedere in tanti modi. Tra chi guarda film la TV tradizionale resta il canale principale (lo è per il 48%), seguito a distanza dallo streaming in abbonamento (il 39%) - sempre attraverso il televisore - con differenze importanti per età: piattaforme tra i 16-24enni, mentre gli over 75 restano fedeli ai canali in chiaro.
E poi c'è la sala. Rispetto alle abitudini di tutti i giorni è una scelta meno frequente: negli ultimi dodici mesi il 49% degli italiani è andato in una sala cinematografica, il 12% l'ha frequentata più o meno una volta ogni due mesi. Ma è soprattutto il profilo da evidenziare: lo spettatore in sala è giovane, con figli in casa, istruito, attivo nel mondo del lavoro.
IN DUE, AL BUIO: LA MAGIA DELLA SALA
È al cinema che il film diventa un evento. Perché si sceglie la sala? Per la qualità dell'esperienza, prima di tutto. La sala soddisfa soprattutto due aspettative: le immagini e gli effetti speciali sul grande schermo, per il 73%, e l’esperienza di immersione totale, per il 70%, senza telefono né distrazioni.
Il resto lo fa la compagnia: uno spettatore su due va al cinema in coppia, uno su tre con gli amici o con la famiglia. Da soli? Meno di uno spettatore su dieci. Il cinema celebra quindi l'appuntamento a due e il sodalizio, quest’ultimo in particolare tra i 16-24enni. E il "rito" della sala, il buio, il popcorn, il biglietto strappato, conta per il 45% degli spettatori.
La sala ha anche un valore che va oltre il film. Per il 54% degli italiani è un presidio culturale del territorio, infatti la maggioranza considera un problema la chiusura dei cinema nei piccoli centri e chiede allo Stato di incentivare l'accesso, per esempio con biglietti scontati per i giovani.
COSA FRENA: IL BIGLIETTO E I CHILOMETRI
Perché non si va di più in sala? Chi non frequenta le sale in un caso su due dice semplicemente di preferire vedere i film a casa mentre il 29% trova il biglietto troppo caro. Le sale piacciono, confortevoli e ben tenute ma il punto debole è il prezzo, giudicato adeguato da uno spettatore su quattro.
La distanza della sala da casa disegna una curiosa mappa a U. Pesa di più nei piccoli comuni e nelle grandi città, dove uno su cinque di chi guarda film giudica il cinema poco raggiungibile. Due Italie e, verosimilmente, due fatiche diverse: nei piccoli centri mancano le sale, nelle città raggiungerle significa traffico e parcheggi.
LA RICETTA: BIGLIETTI PIÙ LEGGERI, SALE PIÙ VICINE
Le leve per andare al cinema più spesso sono chiare. Poco più di metà degli italiani ci andrebbe più frequentemente con biglietti a prezzo ridotto, quota che sale a sette su dieci tra i 16-24enni. Ben distanziati gli altri motivi, la varietà di film e le sale più vicine.
Gli italiani, il cinema, ce l'hanno nel cuore. Lo guardano molto, in TV e in streaming e quando scelgono la sala lo fanno per vivere qualcosa che nessun divano può replicare: il grande schermo, il buio, la persona accanto.
NOTA METODOLOGICA
Indagine CSA Research, ottobre 2026, 1.270 interviste, dati ponderati. Le percentuali riferite agli "italiani" sono calcolate sul totale del campione (1.270).
DIVANO E TV
cinema italiano 1
streaming
cinema italiano 3
DIVANO E TV
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