bela tarr

È MORTO IERI A 70 ANNI BELA TARR, REGISTA E SCENEGGIATORE UNGHERESE E FIGURA CENTRALE DEL CINEMA EUROPEO CONTEMPORANEO - TRA LE SUE OPERE PRINCIPALI “SATANTANGO” (1994), “LE ARMONIE DI WERCKMEISTER” (2000) E “IL CAVALLO DI TORINO” (2011), CON CUI VINSE L’ORSO D’ARGENTO A BERLINO – L’ESORDIO NEL 1979 CON “NIDO FAMILIARE” E LA COLLABORAZIONE CON LO SCENEGGIATORE UNGHERESE LÁSZLÓ KRASZNAHORKAI, PREMIO NOBEL PER LA LETTERATURA NEL 2025...

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

 

Estratto dell’articolo di Toni Viola per www.avvenire.it

 

bela tarr

«Tutti i miei film sono profondamente impressi nella mia memoria. Li ricordo quasi fotogramma per fotogramma, perché quando li ho fatti, li ho pianificati fotogramma per fotogramma. Ricordo cosa volevo e come l’abbiamo fatto, e ricordo come doveva apparire».

 

Anni fa, in un’intervista a “Filmmaker”, il regista e sceneggiatore ungherese Béla Tarr, figura centrale del cinema europeo contemporaneo, che ha conquistato l’interesse della critica internazionale per il suo stile volto a promuovere l’idea di un cinema specchio della crisi comunicativa che affligge l’umanità, disse queste parole. E chi ha visto i suoi film, non può che concordare: restano impressi nella memoria.

 

il cavallo di torino

Una memoria che ora resta ancora più viva, con la scomparsa ieri a Budapest del regista a soli 70 anni, morto dopo aver formato alcune generazioni di cineasti in tutto il mondo, da László Nemes a Valdimar Jóhannsson e Pilar Palomero.

 

Nato a Pécs il 21 luglio 1955, Tarr si è sempre distinto per uno stile caratterizzato da lunghi piani sequenza, una componente nichilista e, nella seconda parte della carriera, dall’utilizzo del bianco e nero.

 

 

le armonie di werckmeister.

Tra le sue opere principali vanno certamente ricordate Satantango (1994), Le armonie di Werckmeister (2000) e Il cavallo di Torino (2011), con cui peraltro vinse l’Orso d’Argento (gran premio della giuria) a Berlino. Satantango, in particolare, con le sue oltre sette ore di durata e il suo movimento circolare e ipnotico, resta una delle esperienze più radicali della storia del cinema: un’opera che dilata il tempo fino a renderlo materia, e che trasforma l’attesa, la ripetizione e l’inerzia in strumenti di conoscenza morale prima ancora che narrativa.

 

satantango film di bela tarr

La carriera di Tarr iniziò a 16 anni con cortometraggi amatoriali, e nel 1979 esordì nel lungometraggio con Nido familiare, poi avviò una fruttuosa collaborazione con lo scrittore e sceneggiatore ungherese László Krasznahorkai, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 2025 «per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte»; come avevamo raccontato su queste pagine in quell’occasione, leggenda vuole, tra l’altro, che Tarr abbia suonato alla porta di Krasznahorkai per proporgli un progetto su Satantango e che Krasznahorkai, in segno di benvenuto, gli abbia chiuso la porta in faccia.

 

 

bela tarr.

In tutto, sono stati cinque i film realizzati insieme: tra questi, oltre a Satantango, il già citato Le armonie di Werckmeister (da Melancolia della resistenza) e la sceneggiatura originale di Il cavallo di Torino.

 

Lo stile di Tarr si è sempre distinto per lunghi piani sequenza utilizzati come esemplare corrispettivo della tecnica narrativa dello scrittore, fatta di frasi lunghe e sguardi che non si sottraggono alla complessità del reale. In questo senso, il suo cinema è sempre stato anche profondamente politico, pur rifiutando ogni forma di discorso ideologico o programmatico: un cinema che osserva gli effetti del potere, del fallimento collettivo e della disgregazione sociale. Nei suoi film, la politica forse più che un tema è proprio una condizione del mondo. [...]

bela tarr 5le armonie di werckmeister. bela tarrsatantango film di bela tarr il cavallo di torino. bela tarr 2le armonie di werckmeister