quotidiano quotidiani giornali

CHE COSA FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI - TITOLO DA "OPEN": "IL PREMIER NORVEGESE: 'L’AEREO DI ZELENSKY È STATO QUASI COLPITO DA UN DRONE AL DECOLLO'". AVREMMO DETTO CHE FOSSE STATO L’AEREO AL DECOLLO A FINIRE COLPITO DA UN DRONE. CAMBIANDO L’ORDINE DELLE PAROLE, IL SIGNIFICATO CAMBIA - PAOLO MIELI: "A DISPETTO DI UN’ECONOMIA TENUTA FATICOSAMENTE A BADA IN UN CONTESTO MONDIALE DI GUERRA (IBRIDA E NON)". ARIDAJE! È "NO" L’AVVERBIO NEGATIVO OLOFRASTICO, COSÌ DEFINITO PERCHÉ DA SOLO COSTITUISCE UN’INTERA FRASE. QUINDI, "IBRIDA E NO"

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto (Integrale: https://www.ilfoglio.it/rubriche/pulci-di-notte/2026/10/02/news/lelicottero-non-e-un-velivolo-e-nato-26-anni-dopo--409348)

 

maurizio belpietro

• Velivolo. Incipit di Gianni Dragoni e Linda Di Benedetto sul Fatto Quotidiano: «Cento milioni di euro per due soli elicotteri. A prima vista, l’aggiudicazione per l’acquisto dei nuovi AW139 destinati alla Guardia di Finanza presentava cifre da capogiro, con un prezzo per velivolo più che raddoppiato rispetto alle quotazioni di mercato». Stupisce che nessuno dei due giornalisti conosca il significato del vocabolo velivolo:

 

«Aeromobile che trae la propria sostentazione principalmente da ali fisse» (Lo Zingarelli 2026); «Aeromobile più pesante dell’aria (aeroplani, idrovolanti, eccetera), sostenuto in volo da uno o più piani alari e dotato di sistema propulsivo proprio» (Treccani).

 

gabriele d'annunzio

L’elicottero non è un velivolo, se non altro perché questa parola venne coniata nel 1910 da Gabriele D’Annunzio nel romanzo Forse che sì, forse che no, mentre il primo modello sperimentale controllabile e funzionante, il Focke-Wulf Fw 61 tedesco, si alzò in volo solo 26 anni più tardi, il 26 giugno 1936. [27 settembre 2026]

 

• Denis. Secondo un titolo del Corriere della Sera, l’attore Arnaud Denis è morto per eutanasia «a 43 anni». Ma per il box sottostante «era nato a Parigi il 31 maggio del 1993», quindi ne aveva 33. Tocca affidarsi a Internet movie database: «Arnaud Denis was born on 31 May 1983 in Paris, France». Buona la prima, come si dice sul set. [24 settembre 2026]

 

linda di benedetto

• Drone. Titolo da Open: «Il premier norvegese: “L’aereo di Zelensky è stato quasi colpito da un drone al decollo”». Avremmo detto che fosse stato l’aereo al decollo a finire colpito da un drone. Cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia; cambiando l’ordine delle parole, il significato cambia. [9 settembre 2026]

 

• Vedere. Incipit dell’editoriale di Maurizio Belpietro, direttore della Verità, in prima pagina: «L’Europa è sul piede di guerra. “Voglio essere molto chiara”, ha detto Ursula von der Leyen, “questo è un attacco con materiale militare portato avanti da un’operazione della Russia in territorio europeo. Non lo tolleriamo”.

 

I toni sono bellicosi come mai avevamo visto». Una dichiarazione si ascolta, non si vede, tanto più che i toni riguardano la modulazione e l’inflessione della voce. Una frase del tipo «bellicosi come mai avevamo udito» avrebbe evitato il comico effetto Non guardarmi: non ti sento, il film con Gene Wilder. [3 settembre 2026]

 

ricciarda belgiojoso

• Non. «A dispetto di un’economia tenuta faticosamente a bada in un contesto mondiale di guerra (ibrida e non)», scrive Paolo Mieli nell’editoriale di prima pagina sul Corriere della Sera. Aridaje! È no l’avverbio negativo olofrastico, così definito perché da solo costituisce un’intera frase. Quindi, «ibrida e no». [29 settembre 2026]

 

• Promesse. «Scarpe, dentiere, posti di lavoro / il marketing delle promesse». Sotto questo titolo, Filippo Ceccarelli sulla Repubblica ricostruisce la storia delle regalie escogitate dai politici italiani in vista delle elezioni. Ecco un esempio: «Renzi distribuì strategicamente 80 euri buscando 44,8 per cento alle europee 2014».

ilaria sacchettoni

 

Premesso che l’articolo «il» non avrebbe sfigurato davanti alla percentuale, la memoria del cronista parlamentare di lungo corso vacilla: il Pd di Matteo Renzi alle europee del 2014 ottenne il 40,81 per cento, non il 44,8. Ceccarelli cita poi «l’abolizione dell’Ici (2006, effettivamente realizzato nel 2008)», con un evidente difetto di concordanza, visto che il referente grammaticale («l’abolizione») è femminile. [11 settembre 2026]

 

• Auspicio. Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera dà voce a Sigfrido Ranucci, che la Rai ha rimosso dalla conduzione di Report: «Io non capisco perché se non sono adatto per Report, dovrei essere adatto per il Tg3 o Rainews. La terza alternativa era la sede di corrispondenza al Cairo. Non sanno evidentemente che io vivo sotto scorta anche da prima dell’attentato e al Cairo, all’estero, sarei senza scorta. Forse auspicano che potrei fare la fine di Regeni».

 

carlo tarallo

Premesso che Ranucci ignora un fatto elementare, e cioè che dicesi alternativa la «facoltà o necessità di scegliere fra due soluzioni» (Lo Zingarelli 2026), e che quindi la terza non esiste, il condizionale «potrei» è improprio. In italiano, dopo verbi che esprimono possibilità, desiderio, opinione, dubbio o timore, di norma si usa il congiuntivo: «Forse auspicano che io faccia la fine di Regeni» oppure «Forse auspicano che io possa fare la fine di Regeni». [29 agosto 2026]

 

• Cicale. Titolo pregnante sopra la testata del Fatto Quotidiano: «La Festa alla Versiliana: oggi il dibattito sulle diseguaglianze con Baccaro, Felice, Saraceno e Tridico, la lezione di Cardini, l’intervista a Barbero. E Heather Parisi». Delle cicale / ci cale, ci cale, ci cale / della formica / invece non ci cale mica. [11 settembre 2026]

 

arnaud denis

• Capo. Carlo Tarallo sulla prima pagina della Verità: «Via libera dell’Aula del Senato all’emendamento unitario della maggioranza che introduce nella riforma della legge elettorale il meccanismo delle preferenze con capolista bloccati». In italiano il plurale maschile di capolista è capilista, invece capolista è il plurale femminile.

 

Aldo Gabrielli, nel suo Dizionario linguistico moderno, è chiarissimo sui nomi composti di «capo-» più un sostantivo: «In questi casi si crea un plurale “ragionato”; si dà cioè la forma plurale a quella delle due parole componenti che appare la più importante. Quando diciamo, per esempio, caporeparto, capostazione, la parola componente più importante è, in entrambi i casi, capo; cioè, intendiamo: il capo del reparto, il capo della stazione; e la seconda non fa che definirla; avremo perciò i plurali capireparto e capistazione». Per la stessa regola, capilista. Specifica Gabrielli:

open drone al decollo

 

«Quando invece diciamo capolavoro, capoluogo, capocuoco, intendiamo dire: lavoro, luogo, cuoco che sono a capo di altri; il più importante in questi casi è dunque il secondo elemento, e a questo logicamente converrà dare la forma plurale: capolavori, capoluoghi, capocuochi». [11 settembre 2026]

 

• Scipione. Su Domenica del Sole 24 Ore, la pianista Ricciarda Belgiojoso disserta sulla magnifica teoria della musica delle sfere illustrata da Cicerone nel «somnium Scipionis»: «Lo ribadì Cicerone nel racconto in cui Scipione l’Africano appare in sogno al nipote Scipione l’Emiliano per guidarlo alla scoperta del cosmo e della musica delle nove sfere dell’universo».

 

paolo mieli

Ora, se è vero che in latino l’articolo non esiste e quindi i nomi di nonno e nipote (adottivo) risultano, analogamente, (Publius Cornelius) Scipio Africanus e (Publius Cornelius) Scipio Aemilianus, in realtà però nel primo caso Africanus era un cognomen ex virtute, cioè un appellativo onorifico conferito al grande stratega della Seconda guerra punica per celebrarne le gloriose imprese militari, mentre nel secondo caso Aemilianus era un agnomen, un nome aggiuntivo introdotto per ricordare,

 

heather parisi

accanto alla gens (Cornelia) adottiva, anche la gens (Aemilia) originaria, quella del padre biologico Lucio Emilio Paolo, certo non un appellativo legato a improbabili imprese compiute in Emilia. Pertanto, se nel primo caso è corretto scrivere in italiano «Scipione l’Africano» (così come Alessandro il Grande o Filippo il Bello), nel secondo invece bisogna scrivere «Scipione Emiliano», senza articolo. Inoltre, nell’ultimo capoverso Belgiojoso cita «Odissea 2001 nello spazio», mentre il titolo corretto del celebre film di Stanley Kubrick è 2001: Odissea nello spazio. [6 settembre 2026]

gianni dragoni