marcella amadio e giorgia meloni

BIANCHI FUORI, NERI DENTRO - IL TRIBUNALE DI LIVORNO HA INFLITTO UNA MULTA DA 1.500 EURO ALLA CONSIGLIERA REGIONALE TOSCANA DI FDI MARCELLA AMADIO, PERCHE’ DURANTE UNA CENA DI PARTITO AVREBBE DETTO: “VIVA LA RAZZA BIANCA” - LA FRASE SAREBBE STATA PRONUNCIATA NEL CORSO DI UN APPUNTAMENTO ELETTORALE MELONIANO CHE SI SVOLSE IL 19 SETTEMBRE 2025 A MONTESCUDAIO, IN PROVINCIA DI PISA - I MAGISTRATI SI SONO ATTIVATI DOPO UN ESPOSTO PRESENTATO DA QUATTRO ESPONENTI LOCALI DI FDI...

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Estratto dall’articolo di Sara Merlini per “il Tirreno”

 

marcella amadio

Quella frase, «Viva la razza bianca», la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marcella Amadio, livornese, l’avrebbe pronunciata più di un anno fa durante una cena di partito a Montescudaio (Pisa).

 

E ora quelle quattro parole le sono valse un decreto penale di condanna a 1.500 euro emesso dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno Sara Merlini.

 

Nel decreto, la gip ritiene corretta «la qualificazione giuridica del fatto» proposta dalla Procura e scrive che dagli atti dell’indagine emerge «oltre ogni ragionevole dubbio la prova della responsabilità dell’imputata in ordine al reato ascritto». [...]

 

Il provvedimento arriva a distanza di più di un anno dal 19 settembre 2025, quando a Montescudaio FdI organizzò un appuntamento elettorale in vista delle consultazioni regionali. Ed è proprio durante quella cena, secondo quanto ricostruito dalla Procura, che Amadio avrebbe pronunciato la frase poi finita al centro del procedimento. 

 

A portarla all’attenzione sono stati quattro esponenti di FdI: un primo esposto è stato subito inviato ai probiviri del partito, ma la vicenda non si è fermata lì.

marcella amadio

 

I militanti hanno infatti scelto di rivolgersi anche alla Procura, ritenendo che quelle parole potessero avere una rilevanza penale: nell’esposto venivano infatti richiamati i principi costituzionali sull’uguaglianza e sul rifiuto di ogni forma di discriminazione, oltre ai valori indicati anche nello statuto di Fratelli d’Italia, tra cui il richiamo a democrazia, libertà e uguaglianza e al rifiuto dell’odio razziale, etnico e religioso. [...]

 

La pm Ezia Mancusi ha contestato ad Amadio il reato previsto dall’articolo 604-bis e ha chiesto l’emissione di un decreto penale di condanna. E così è stato: nel provvedimento, sottolinea il gip, «la pena richiesta dal pubblico ministero, come dallo stesso quantificata, appare congrua in relazione all’entità del reato commesso» e fissa la sanzione in 1.500 euro.

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