CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA,…
DANIELA SANTANCHE E PAOLA FERRARI
1 – DE BENEDETTI PRECISA
L’Ingegner De Benedetti ha appreso ieri dalle agenzie di stampa che esiste l’ipotesi di una possibile partecipazione di Paola Ferrari all’acquisto dell’editrice dell’Unità.
L’Ingegnere si dichiara totalmente estraneo a questa iniziativa e considera del tutto arbitrari, poiché infondati, i riferimenti al Gruppo Espresso, che resta il suo unico impegno editoriale, passato, presente e futuro. Con l’occasione, l’Ingegnere ricorda che nella sua vita non è mai stato iscritto ad alcun partito.
Ufficio stampa Gruppo Espresso
2 - COMUNICATO STAMPA DI “KLAUSCONDICIO”
“Consegnare L’Unità a Paola Ferrari? Sarebbe un errore fare ‘La Repubblica’ in sedicesimi. Dobbiamo fare un giornale critico, che abbia un forte rapporto con il mondo del lavoro. La Repubblica già c’è e farne un altro in scala non credo che sarebbe utile”.
Lo ha dichiarato il deputato del Pd Stefano Fassina, intervistato da Klaus Davi per il programma “KlausCondicio”, in onda su You Tube (www.youtube.com/klauscondicio).
Fassina si è detto quindi d’accordo sull’irricevibilità della proposta di acquisizione del giornale da parte di Daniela Santanchè e Paola Ferrari in De Benedetti. “De Benedetti – ha puntualizzato il deputato - ha già un giornale. Tra l’altro, non so se è ancora iscritto al Pd. Forse era iscritto, azionista…”
“‘L’Unità’ – conclude Fassina - va assolutamente preservata. Stiamo facendo di tutto per questo ed è evidente che la proposta della Santanchè, per quanto mi riguarda, è una provocazione. L’Unità non è uno dei tanti prodotti sul mercato: ha una storia e deve continuare ad avere una certa funzione. Il ragionamento economico non passa. E’ un ragionamento di carattere politico-culturale: L’Unità deve stare a sinistra. Con tutto il rispetto per la Santanchè, mi pare che lei sia posizionata su un altro versante. Preferirei che ci fossero altri interlocutori e stiamo lavorando in questa direzione perché altrimenti L’Unità, se perde la sua connotazione culturale e politica, non ha senso neanche come prodotto editoriale”.
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