
DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ…
Anticipazione stampa da “OGGI”
In un’intervista esclusiva, in edicola da domani, racconta anche della disavventura digitale di cui è stata vittima, il furto di foto privatissime dal suo smartphone, poi finite in Rete. «C’è un’indagine in corso, sospetti sui colpevoli non ne ho. Non è stata un’esperienza facile, specie alla mia età. Ma sono stata forte, anche grazie alle persone che mi vogliono bene e che mi hanno spronata a reagire e denunciare.
Il vittimismo non serve, se sei tu la vittima: non ero io ad aver fatto qualcosa di male», dice a OGGI, smentendo anche di essere stata aiutata da quella disavventura a conquistare più velocemente la sua notorietà. «Solo chi mi vuole male può pensare che ne abbia tratto vantaggio. Purtroppo, quando ti metti davanti a una telecamera ti esponi anche a questo: se non passi inosservata, o stai simpatica o stai antipatica. Ma chi mi attacca “la Leotta”, io sono Diletta».
Leotta spiega a OGGI anche i motivi che l’hanno portata a cambiare il suo nome (all’anagrafe, è Giulia), quelli che l’hanno spinta a partecipare a concorsi di bellezza («Poco più che una goliardata») e a fare la giornalista: «A sei anni già intervistavo i miei cugini, con mio zio che filmava. E a 14 la prima trasmissione per Antenna Sicilia, Playa Bonita: intervistavamo le persone in spiaggia d’estate».
E sulle voci sui suoi presunti ritocchi al corpo: «Non ho modificato il mio aspetto, nessuno somiglia a una sua foto a 13 anni. E penso che ciascuno possa fare quello che vuole col suo corpo: non c’è nulla di male nel fare qualcosa fuori per stare bene dentro». Non si definirebbe sexy («Preferisco femminile»), dice di non avere modelli di riferimento italiani (solo la conduttrice americana Ellen De Generes).
Sul polso ha tatuato il nome di sua madre, Ofelia; una stellina in “zona Belén”, ma la Leotta con OGGI parla anche del fidanzato, il manager Sky Matteo Mammì: «Ho una famiglia numerosa e mi piacerebbe averne una mia. Ce l’avrò, ma non c’è fretta, verrà da sé».
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