HACKER O FAKER? GLI “ANONYMOUS” ARRESTATI SONO AVIDI TRUFFATORI PIÙ CHE IMPAVIDI ATTIVISTI

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Valerio Cattano e Valeria Pacelli per "il Fatto Quotidiano"

Hacker che nulla hanno a che fare con Anonymous ma ne sfruttavano il nome per i propri scopi? L'operazione è stata chiamata Tango Down - terminologia militare presa in prestito da Anonymous per indicare un obiettivo neutralizzato - ma in effetti la storia si associa più a un crimind comune che a un sabotaggio "politico".

Per la prima volta, per reati informatici, contestata l'associazione a delinquere: ai domiciliari quattro persone fra Lecce, Bologna, Torino e provincia di Venezia. Denunciate altre sei persone.

"Si tratta di un'associazione criminale che operava alle spalle del movimento Anonymous, responsabile di numerosi attacchi ai danni dei sistemi informatici di siti istituzionali e importanti aziende - ha detto Antonio Apruzzese, direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni - operavano attacchi a siti istituzionali e aziendali per poi offrire la loro consulenza informatica, e si spacciavano per il gruppo Anonymous per perseguire solo gli interessi economici dell'organizzazione".

Esperti informatici che potevano neutralizzare i virus da loro stessi inseriti: hacker di notte, professionisti di giorno con parcelle da incassare. Uno di loro fu anche intervistato dalle Iene nel 2012, in forma anonima.

Tra i siti attaccati le pagine web di Vaticano, Trenitalia, Presidenza del Consiglio, Carabinieri, Polizia, Capitanerie di Porto, Polizia di Stato, Banca d'Italia e ministero della Difesa. Azioni che si sono svolte fra il 2011 e l'inizio del 2012.

Fatale è stata l'intromissione nel sito istituzionale della polizia. A quel punto la Postale ha iniziato la caccia agli ip che ovviamente erano schermati, ma gli investigatori informatici sono riusciti a superare gli sbarramenti e poi, con la collaborazione delle questure delle città di residenza dei quattro hacker, li hanno identificati in modo convenzionale.

In questa vicenda Anonymous c'entra? Stavolta dietro la maschera di Guy Fawkes, protagonista di VForVendetta e diventata la "faccia" di Anonymous, non sembrano nascondersi gli attivisti che perseguono gli ideali di libertà e la ricerca di segreti scottanti per renderli di dominio pubblico, ma un gruppo di persone che avevano ben altri fini. Il web ha reagito: Anonymous Italy in un primo momento ha lanciato il suo messaggio: "Siamo venuti a conoscenza degli arresti di presunti Anonymous, non ci è ancora chiaro se siano parte interna del nostro gruppo".

Altri hanno dichiarato in video che i quattro arrestati nulla hanno a che fare con il movimento. Sul blog di Anonymous ( http://anon-news.blogspot.it/  ) si legge: "Non ci avete tagliato la testa: ci avete solo resi più forti. Aspettateci". Come nella migliore tradizione, Guy Fawkes non è uno solo, ma migliaia. Ognuno con il suo pensiero.

 

 

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