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Mario Gerevini per il "Corriere della Sera"
Il passaggio generazionale è stato perfezionato. Ora l'accomandita Carlo De Benedetti ha un nuovo statuto ma la quota di controllo che l'Ingegnere ha lasciato ai figli è un «segreto fiduciario». Cioè è finita in una società che si chiama Segreto fiduciaria spa.
Il trasferimento, secondo quanto è trapelato fin da marzo, è avvenuto a titolo gratuito. Il verbale del consiglio degli accomandatari (presenti solo i figli) del 18 marzo sottolinea «la grande generosità » del presidente dimissionario e dice che il trasferimento delle azioni dell'accomandita «è avvenuto in data odierna attraverso la sottoscrizione di un patto di famiglia». Un'operazione lineare, senza intromissioni di trust o finanziarie offshore, utilizzando uno strumento relativamente nuovo.
Il patto di famiglia è un istituto giuridico previsto dalla legge: rappresenta una deroga al divieto di patti successori. Alla stipulazione dell'atto, cioè il contratto plurilaterale tra Carlo De Benedetti e i tre figli, dovevano essere presenti, secondo la norma, tutti gli eredi legittimi, come se in quel momento si fosse aperta la successione. E deve fare un certo effetto la riunione successoria davanti al notaio con il de cuius presente e in ottima forma.
L'obiettivo dell'Ingegnere (e lo spirito della legge) era, in sostanza, quello di evitare eventuali liti ereditarie anticipando la successione. E così garantire la compattezza e la continuità gestionale del gruppo. Tant'è che le due righe più importanti dello statuto della Carlo De Benedetti Sapa sono rimaste tali e quali anche nella nuova versione «timbrata» pochi giorni fa dal notaio Guasti di Torino.
«(...) In particolare - si legge nell'articolo 3, quello sull'oggetto sociale - la società ha lo scopo di mantenere la partecipazione di controllo nella società Cofide-Gruppo De Benedetti spa e di assicurarne la compattezza e continuità della gestione nel tempo».
Il sito internet della holding si è prontamente adeguato al nuovo assetto e oggi si legge che Cofide, «fondata da Carlo De Benedetti», è «controllata da CDB&Figli Sapa che fa capo ai tre figli Rodolfo, Marco ed Edoardo». Rodolfo, il primogenito, ha i ruoli operativi e di vertice nel gruppo che attraverso le holding Cofide-Cir è attivo nell'automotive (Sogefi), editoria (Espresso-Repubblica), energia (Sorgenia) e sanità (Kos).
Marco è responsabile per l'Europa di Carlyle Group, società internazionale di private equity. Edoardo, neo accomandatario della Sapa, è un cardiochirurgo, primario in un ospedale di Ginevra. I tre fratelli, con storie e percorsi professionali diversi, «sono molto uniti» afferma chi conosce da vicino la famiglia.
Tuttavia l'assetto dell'accomandita, dopo l'uscita dell'Ingegnere, non è totalmente trasparente. Non è evidente, per esempio, la ripartizione delle quote tra i figli. à paritetica? Inoltre l'Ingegnere, alla data del 29 aprile, ha ancora l'usufrutto con diritto di voto sul 3% di Edoardo. à un pacchetto che potrebbe essere decisivo in caso di stallo decisionale? Secondo fonti del gruppo la questione non si pone perché l'Ingegnere si è totalmente spogliato della proprietà e questa è solo una coda destinata a chiudersi anch'essa.
Oggi Rodolfo ha in chiaro un 7,5% e così anche Marco. Tutto il resto (82%), tranne una minuscola quota in capo a Franca Bruna Segre, storica commercialista della famiglia, è intestato fiduciariamente alla Segreto fiduciaria. Un nome che è un programma e anche un gioco di parole visto che appartiene alla famiglia Segre di Torino. Lì dentro, in Segreto, i tre fratelli custodiscono le chiavi di controllo del gruppo De Benedetti.
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