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CI VOLEVA HEATHER PARISI PER SPACCARE IL “PRIDE” A SIRACUSA: "INSULTÒ LE ATLETE TRANS, NON FACCIA LA MADRINA" – SABATO 18 IL CORTEO A SIRACUSA, NUMEROSE SIGLE DEL MOVIMENTO LGBTQIA+ SICILIANO E LA CGIL HANNO ANNUNCIATO CHE DISERTERANNO L'EVENTO IN POLEMICA CON LA SCELTA DELLA SHOWGIRL COME MADRINA. LA EX BALLERINA, NO VAX, SOSTENNE CHE AVERE UN PENE E GAREGGIARE CON "DONNE BIOLOGICHE" SIGNIFICASSE "RUBARE OCCASIONI" ALLE COLLEGHE – LE BORDATE DI LUXURIA: “ESSERE TRANSFOBE FA CURRICULUM PER DIVENTARE MADRINA DI UN PRIDE? PER LA PROSSIMA EDIZIONE PROPONGO JK ROWLING, TRUMP, PUTIN O MUSK”. MA L'ORGANIZZAZIONE LA DIFENDE "HA FATTO LA STORIA DELLA TV"

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Eugenia Nicolosi per "la Repubblica" - Estratti

 

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Heather Parisi spacca il fronte del Pride a Siracusa. A tre giorni dal corteo del 18 luglio, numerose sigle del movimento LGBTQIA+ siciliano hanno annunciato che diserteranno l'evento in polemica con la scelta della showgirl come madrina.

 

Non le perdonano le dichiarazioni del 2022 sulla partecipazione di atlete trans alle competizioni femminili: Parisi sostenne che avere un pene e gareggiare con "donne biologiche" significasse "rubare occasioni" alle colleghe.

 

Il caso è esploso il 3 luglio, con un post dell'ex parlamentare Vladimir Luxuria: «Essere transfobe fa curriculum per diventare madrina di un Pride? Per la prossima edizione propongo JK Rowling, Trump, Putin o Musk». Così, quella che doveva essere una celebrazione unitaria dei diritti si è trasformata in un campo di battaglia politico.

 

In segno di protesta, hanno abbandonato il comitato organizzatore realtà storiche del movimento LGBTQIA+. Le associazioni Stonewall e Agedo denunciano di non essere state consultate sulla scelta e di averne chiesto invano la revoca. Il sindacato studentesco Udu definisce la nomina «politicamente incoerente, delegittimante e escludente», il direttore artistico dell'evento, Diego di Flora, la difende: «Parliamo di una professionista che ha segnato la storia della tv italiana».

 

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Dopo qualche giorno di silenzio, anche la diretta interessata si è difesa con un post. «Vengo a Siracusa per festeggiare tutta la comunità LGBTQ+. Ogni persona. Ogni storia. Ogni identità. Senza eccezioni, esclusioni, distinguo. Se qualcuno ha percepito distanza o incomprensione, mi dispiace. Non è mai stato il mio intento allontanare nessuno». 

 

(...)

Parole che non fermano le polemiche. L'ultima defezione è della Cgil. Ma Armando Caravini, presidente di Arcigay Siracusa, non arretra: «Valuteremo come replicare a mente fredda, ora lavoriamo per la costruzione di una manifestazione politica».

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